The Constitution: due insolite storie d’amore del regista croato Rajko Grlic, premiato come miglior Film al 40° Festival des Films du Monde di Montreal e pluripremiato al 18° Festival del Cinema Europeo di Lecce, arriva il 5 aprile al cinema, distribuito da Cineclub internazionale distribuzione Tycoon Distribution.

Ieri a Roma si è tenuta l’anteprima e la conference call con il regista Rajko Grlic che ha raccontato la genesi, lo sviluppo e le difficoltà che ha incontrato nel realizzare The constitutionl’insolita storia d’amore tra quattro persone molto diverse tra di loro per orientamento sessuale, idee e posizione sociale, che vivono nello stesso palazzo nel centro di Zagabria. L’idea, dice Grlic, nasce dalle sue esperienze personali, da quelle dello sceneggiatore Ante Tomic e di un giornalista di Zagabria, tutti e tre vittime dell’intolleranza che dilaga in Croazia.

“Quando ho iniziato a lavorare a questo film, spiega il regista, il Paese non era così intollerante. Volevamo raccontare un pericolo, poi, però, a causa della presa del potere da parte di un gruppo politico di destra, più nazionalista, questo pericolo si è trasformato in realtà”. 

Grlic nel raccontare il suo film è ironico ma incisivo e dettagliato, spiega tutto con estrema precisione a partire dalla scelta del titolo The constitution: “l’abbiamo tratto da un libro molto popolare, scherza il regista, forse nessuno lo ha letto ma ha delle bellissime intenzioni, sembra quasi un film di Hollywood dove tutti augurano il bene agli altri e ci siamo proposti di fare una storia che si interrogasse sul perché la realtà è così distante da ciò che proclama la Costituzione”.

The constitution, un film intelligente ed edificante, ha però riscontrato problemi proprio nel Paese in cui è stato prodotto, la Croazia, proprio la tv croata che co-produce il film per motivi legati alle leggi che danno incentivi a produrre film croati, afferma Grlic, avrebbe dovuto mandarlo in onda , all’ultimo momento, però, probabilmente a causa di pressioni politiche ha deciso di non trasmetterlo. L’associazione croata dei registi ha manifestato un malcontento generale e, dopodiché, sull’onda delle proteste, l’hanno mandato in onda esattamente in coincidenza con la partita decisiva della Nazionale Croata in modo tale da avere minor pubblico possibile. 

The constitution merita, però, una grande affluenza in sala, poiché tratta tematiche civili e sociali importanti, tra cui il diritto al gender, ancora troppo poco tutelato in molti Paesi tra cui la Croazia, come lo stesso regista dichiara.

The constitution è un film attuale e, anche secondo il parere di chi lo ha diretto, potrebbe essere ambientato ovunque in Europa e non solo: “ho preferito dare delle radici locali perché conosco bene il luogo che racconto e ho tentato in questo modo  di evitare il cliché nei personaggi, rendendoli comunque portatori di un messaggio universale contro l’intolleranza. A breve è prevista anche l’uscita in America, dove Trump ha provveduto ad innalzare il livello di intolleranza e probabilmente il pubblico apprezzerà il film”. 

Infine il regista croato, che poco tempo fa aveva dichiarato che The constitution sarebbe stato il suo ultimo lavoro, mostra una pagina di sceneggiatura del suo prossimo film, tratto da un romanzo ambientato negli anni ’30 del secolo scorso ma ancora attuale, perché racconta una realtà che può essere valida anche oggi. 

Non perdete The constitution, dal 5 aprile al cinema.