DA VENEZIA AL CINEMA: IL 2 MAGGIO ARRIVA IN SALA LA DARK COMEDY I FRATELLI SISTERS CON John C. Reilly E JOAQUIN PHOENIX

Dopo aver visto I Fratelli Sisters è ben chiara una cosa: la dark comedy è un genere che porta fortuna alla Mostra del Cinema. O forse è la Mostra del Cinema a portare fortuna alla commedia dark? Sta di fatto che dopo l’indiscutibile successo di Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, film di Martin McDonagh che aveva stregato tutti la scorsa edizione del festival, The Sister Brothers è la sorpresa più piacevole. 

I Fratelli Sisters è una coproduzione firmata da Francia, Belgio, Romania e Spagna e, diretto da Jacques Audiard e basato sul romanzo di Patrick Dewitt, segue la storia di due fratelli – Eli e Charlie Sisters – arruolati per uccidere un cercatore d’oro. 

Jacques Audiard, che della pellicola ha firmato anche la sceneggiatura insieme a Thomas Bidegain, ama definirsi un mestierante del cinema, uno che vede la macchina cinematografica come una “bottega in cui si realizzano dei prodotti”. Ne sono la prova i suoi film precedenti, uno su tutti Il profeta del 2009, in cui è stato in grado di ricostruire la realtà carceraria dopo anni di studi.

Qui siamo nel 1851, Charlie (Joaquin Phoenix) e Eli (John C. Reilly) sono perfettamente in grado di usare la pistola, ma mentre Charlie è nato per uccidere, Eli ha dovuto adattarsi ad una vita fatta di violenza, pur aspirando ardentemente alla normalità. Lavorano per il Commodoro e sono stati ingaggiati per uccidere un biochimico (Hermann Kermit Warm) che ha inventato una formula paradisiaca capace di rivelare tracce d’oro nell’acqua. All’inseguimento di Warm anche John Morris (Jake Gyllenhaal), simpatica canaglia senza scrupoli. 

L’epica del paesaggio, che ricorda innegabilmente i western della storia, è solo la cornice di una sfida ben più grande. La corsa all’oro, che all’inizio sembra essere l’unico scopo del film, diventa evoluzione e trasforma I Fratelli Sisters in una pellicola sui rapporti umani, sulla fratellanza e sulla famiglia. Audiard, che definisce il suo film “un romanzo di formazione”, tratteggia con poche, chiare battute i protagonisti: prima puntando sui difetti (Charlie è fondamentalmente un alcolizzato e Eli un rancoroso), poi aggiunge un pizzico di redenzione e infine la narrazione prende una direzione imprevista. 

Joaquin Phoenix e John C. Reilly, entrambi perfettamente in parte, si candidano per diventare una nuova coppia iconica della cinematografica moderna, due fratelli dal corpo over 40 e dalla mente under 12, presentati dal trailer in stile “Blues Brothers”. 

I Fratelli Sisters, il cui titolo gioca, in inglese, sull’ossimoro “fratelli-sorelle”, è in fondo un viaggio introspettivo che si nutre di sentimenti, nel bene e nel male.