Cosa potrebbe spingere voi lettori ad appassionarvi al nostro portale di cinema? Cosa ci rende diversi dalle grandi fonti già presenti sul web? My Red Carpet nasce da fan ed è per i fan. Nasce da una passione e si sa, quello che fai con passione cresce, si coltiva e può anche diventare un giorno il tuo lavoro.
Quando abbiamo deciso di pubblicare la nostra pagina ed il nostro sito mai avremmo pensato a risultati di tale entità, eppure con costanza ed impegno siamo arrivati anche alla Festa del Cinema di Roma per incontrare, tra i tanti, un gigante del cinema mondiale, il tanto amato Tom Hanks. Tutto questo grazie a voi.

Roma, 13 ottobre. Siamo all’apertura dell’undicesima Festa del Cinema di Roma, My Red Carpet alle 14:00 ha preso parte alla conferenza stampa che ha visto come protagonista Tom Hanks. Diverse le domande, atmosfera rilassata, ma una certezza su tutte: Mr Hanks è un grande intrattenitore, coinvolge i giornalisti ed è un professionista della parola.

Avvolto da un elegante abito grigio, ha risposto a domande sulla sua carriera, sulla politica americana, sui progetti futuri e anche sulla vita privata. Noi eravamo proprio lì di fronte e vi possiamo dire che, rispetto a tutte le conferenze che ci è capitato di vedere finora, la sua è stata un vero e proprio show.

Le prime domande rivolte all’attore facevano riferimento alle sue preferenze politiche e Tom Hanks si è lasciato andare sparando a zero sulle presidenziali americane definendolo un festival della “merda” (scusate il francesismo, ma l’ha detto lui) e sull’attuale candidato repubblicano Donald Trump non ha avuto parole dolci: “In America abbiamo sempre avuto personaggi singolari come candidati repubblicani, ma fortunatamente quasi mai sono stati scelti”…
Hanks ha poi imitato alcuni giornalisti italiani con tanto di accento degno di Little Italy dicendo: “Tom, Why in America Trump…”? Tom giustamente ci ricorda che abbiamo avuto e abbiamo Berlusconi. Risate in sala.

Tra le tante domande poste all’attore, una su tutte riguardava eventuali progetti futuri e l’eventualità di collaborare con artisti italiani. Tom Hanks nutre profonda stima per il collega italiano Benigni: “Mi piacerebbe Roberto Benigni, insieme saremmo fortissimi”.
Riguardo ai suoi tanti film – l’ultimo è Inferno, con la regia di Ron Howard, in sala da ieri – dice: ”Non li riguardo mai perché in realtà non cambiano, sono sempre gli stessi. Piuttosto vedi solo come sei invecchiato nel frattempo. Posso comunque ritenermi fortunato – sottolinea – perché alla fine quello che conta è longevità artistica”.

A proposito della sue scelte lavorative, alla domanda: “Quando riceve una sceneggiatura e un copione, cosa è determinante per il “Sì” o per il “No”? ”E’ una questione d’istinto, ma la cosa più difficile resta dire no, ma a volte va fatto”. Mentre a chi gli chiede se si considera, anche per i suoi ruoli morali, una sorta di James Stewart di oggi, replica:”quando decido i ruoli da fare non penso certo alla loro moralità”.

C’è spazio anche per un’imitazione da Oscar, quella ai danni del regista Clint Eastwood. Tom Hanks lo ha imitato parlandoci di come sia misterioso anche nel modo di dirigere un film. <Se vi aspettate che Clint urli ‘Ciak – Azione’ prima di una scena, vi sbagliate. Sul set vige il più rigoroso silenzio. Eastwood tratta gli attori come cavalli: abituato all’era western teme che urlare sul set possa far imbizzarrire gli attori così come accadeva ai cavalli, pertanto, si limita ad un gesto con il dito e a dire “Go Ahead” (Avanti).> #EpicMoment

Tom Hanks ha poi risposto a domande sulla sua esperienza da produttore, alla quale preferisce di gran lunga quella di attore e ci ha parlato del motivo per cui non ha quasi mai interpretato un cattivo sullo schermo: “ho un certo modo di pormi che potrebbe funzionare come cattivo, ma nel cinema non ci sono troppe sfumature. Ci sono solo degli antagonisti che tendono ad essere più archetipi”.

Una domanda da un giornalista di Famiglia Cristiana ha fatto sorridere l’attore e gli altri giornalisti in sale: “Sappiamo che nella vita privata lei è nonno. Cosa fa con i suoi nipoti?” Hanks, con maestria, si toglie dall’imbarazzo dicendo che in realtà i suoi nipoti non hanno la benché minima idea del lavoro che lui svolge, per loro lui è un nonno e una delle voci di Toy Story. “Con i miei nipoti, dunque, faccio il nonno.”
Comunque – conclude – “i nipotini sono più divertenti di Fellini. Riportatelo sui vostri Social Network. L’ha detto Tom Hanks”.

Saluta e con eleganza guadagna l’uscita accompagnato dal direttore artistico Antonio Monda.
Noi uscivamo dalla sala con un’esperienza indimenticabile nel nostro cuore di fan.