Il Tuo Ultimo Sguardo, diretto dal due volte premio Oscar Sean Penn, con Charlize Theron, Javier Bardem e
Adele Exarchopoulos è uscito nelle sale italiane il 29 giugno 2017.

Ad aprile 2014 è stato annunciato che Sean Penn avrebbe diretto il film con protagonisti Charlize Theron e Javier Bardem, ma inizialmente i protagonisti dovevano essere Ryan Gosling e Robin Wright, con Erin Dignam alla regia, rimasta poi in veste di sceneggiatrice per impegni familiari.

Dalla produzione agli attori, il film vede protagonisti personaggi fortemente impegnati nel sociale.
Erin Dignam ha vissuto a lungo in Africa centrale e ha adottato due bambini della Sierra Leone. Il produttore Matt Palmieri ha già realizzato un film sul genocidio in sud Sudan, Darfur Now, ed è figlio di un’attivista pacifista e un di un ambasciatore itinerante per i rifugiati in Somalia ed Etiopia.
Il protagonista maschile, Javier Bardem, è attivista nella difesa dei rifugiati e cooproduttore del film “Figli delle Nuvole: Ultima Colonia“, documento sulla colonizzazione del Sahara Occidentale, così come la protagonista femminile, Charlize Theron, attivissima a livello umanitario, ha fondato una ONG che si occupa dei bambini rimasti orfani a causa dell’AIDS in Sud Africa.

Il Tuo Ultimo Sguardo racconta la storia d’amore tra il dott. Miguel Leon, il premio Oscar Javier Bardem, e la dott.ssa Wren Petersen, l’attrice pluripremiata Charlize Theron, impegnati in una missione umanitaria in una Liberia devastata dalla guerra.

La storia ha una durata di circa 13 anni e si alternano flashback sulle guerre civili in Sierra Leone e Liberia del 2003, dove Miguel e Wren si sono incontrati per la prima volta, e lo stato di crisi in cui si trova il Sudan ai nostri tempi in cui ritroviamo Wren residente a Ginevra e a capo dell’associazione umanitaria “Medecine du Monde” e Miguel ancora a prestare servizio nei territori africani.

Le differenze tra i due protagonisti sono subito evidenti: Miguel Leon è orfano, non ha mai avuto affetti, é un medico eccellente che ha dedicato la sua vita e la sua carriera al sostegno dei paesi tormentati da guerra, Wren Petersen é invece un medico non praticante che dirige l’associazione ereditata da suo padre a Ginevra. Wren ha conosciuto l’Africa quando era ancora una bambina durante i viaggi del padre, viaggi diventati un po’ troppo frequenti e troppo duraturi che hanno portato inevitabilmente un graduale allontanamento da parte della moglie. Così come per i suoi genitori, anche il rapporto tra Wren e Miguel viene messo a repentaglio dalla brutalità del tumulto.

Nel film é tangibile l’autenticità e il realismo delle scene: le Nazioni Unite, il World Food Program, Medecines sans frontieres e altre ONG hanno supportato la produzione fornendo addirittura attrezzature e materiali.

Le dimensioni visive sono sbalorditive e in grado di infondere la tragicità dando l’idea dei numeri delle persone costrette ad abbandonare le proprie case e a convivere con guerre e fame, temi che sono, purtroppo, molto attuali. Basti pensare che per la scena dell’arrivo nel campo profughi erano presenti oltre 1000 comparse su un totale di 8500 presenti del film.
Ben curati anche i costumi dalla costumista Diana Cillers, che mettono in evidenza le differenze tra le diverse regioni africane.

Sicuramente ben riuscito l’obiettivo di parlare delle crisi umanitarie attraverso una storia d’amore, tormentata ma sincera, per quanto riguarda la sensibilizzazione, è forse troppo pretenzioso anche solo sperarlo.

A cura di Ilaria Ciochetta
Photo Credits: 01 Distribution