Il 27 Gennaio è il Giorno della Memoria  per ricordare le vittime della Shoah.
In questa giornata vi proponiamo la pellicola “Un sacchetto di biglie”, nelle sale italiane dal 18 gennaio.

Nella Giornata della Memoria vengono proposte molte pellicole che raccontano i terribili accadimenti di quella che è una delle guerre più terribili e violente di sempre. La Seconda Guerra Mondiale e la persecuzione del popolo ebraico sono al centro di “Un sacchetto di biglie”, secondo adattamento cinematografico dell’ omonima autobiografia di Joseph Joffo del 1973. La prima, uscita nel 1975, portava la firma di Jacques Doillon.

Dopo il successo della miniserie “Il giovane Hitler” e del campione di incassi “Belle & Sebastien”, Christian Duguay è alla regia di questa nuova trasposizione cinematografica di “Un sacchetto di biglie”, ereditando il compito di raccontare la storia di ragazzino ebreo in fuga.
La speranza di ricongiungimento al resto della famiglia, spinge i due fratelli a scappare dalla Parigi occupata verso la zona liberata a sud dal maresciallo Petain.

un sacchetto di biglie famiglia
Una pellicola per la famiglia

“Un sacchetto di biglie”  ruota attorno alla famiglia e al rapporto che lega i suoi componenti. A differenza di altre pellicole che trattano lo stesso tema, come “Schindler’s List”, o “La vita è bella“,“Un sacchetto di biglie” racconta il tema delle persecuzione razziali dal punto di vista di due bambini. Questi ultimi, ancora dediti al gioco e ai sogni, permettono di mettere in scena il difficile e pericoloso viaggio verso la salvezza senza enfatizzare gli accadimenti che fanno da sfondo a questo viaggio Il racconto che ha lo slancio di un romanzo d’avventura, prevede prove da superare e ostacoli rappresentati dai nazisti, affrontati con grande ingegno e coraggio da due ragazzi, per poter finalmente tornare a vivere insieme ai genitori, e ai fratelli più grandi.

E il punto di forza di “Un sacchetto di biglie” è proprio questa visione della storia. Un punto di vista meno utilizzato nella narrativa del genere ma che mostra la resilienza dei giovani protagonisti di fronte ai pericoli e agli orrori della guerra. Una pellicola per i più giovani e per le famiglie che intrattiene senza il bisogno di mostrare platealmente gli orrori della guerra, senza che questa venga ovviamente messa in secondo piano o funga solo da scenografia di fondo.

Un cast che convince

Se il punto di vista da cui è raccontato “Un sacchetto di biglie” è uno degli elementi forti della storia il cast di attori che la mettono in scena è sicuramente l’asso nella manica di Christian Duguay. I due giovani fratelli, Joseph e Maurice, sono interpretati dal giovane Batyste Fleurial (Maurice) e dal piccolo Dorian Le Clerch (Joseph) . E’ soprattutto LeClerch che conquista il pubblico con la giusta dose di impertinenza, coraggio e quella innocenza accompagnata da un grande controllo del corpo e della mimica facciale. Anche l’intesa di LeClerch con Fleurial è convincente e permette ai due ragazzi di portare sullo schermo un credibile e commovente rapporto fraterno.
A sorreggere i due giovani attori sullo schermo troviamo Patrick Bruel nel ruolo del padre Roman e la brava Elsa Zylberstein nel ruolo della madre.

Nuova vita alla figura del padre

Il fulcro di “Un sacchetto di biglie” è il rapporto tra i due fratelli, Joseph e Maurice, e il loro viaggio verso la salvezza; ma Christian Duguay dopo essersi confrontato con l’autore del libro autobiografico da cui è tratta la pellicola, ha dichiarato che avrebbe dato maggiore spazio alla figura del padre: cuore nevralgico della famiglia che insegna ai suoi figli l’importanza della speranza.
Il personaggio di Roman, il padre dei ragazzi,interpretato da Patrick Bruel in questo nuovo adattamento acquisisce quindi un ruolo di maggior rilievo, che lo rende il fulcro della narrazione. E’ sua infatti l’idea della fuga dei figli, è lui che con fermezza ma amore li istruisce al durissimo viaggio che dovranno affrontare; ed è a lui che ogni componente della famiglia guarda come esempio di rettitudine.

“Un sacchetto di biglie” è solo l’ultimo di una lunghissima lista di preziose pellicole dedicate al ricordo di uno dei capitoli più tristi della Storia dell’uomo. Il film emoziona e fa riflettere, senza appesantire eccessivamente l’atmosfera in sala, senza essere con questo mai banale. Un film adatto ai più giovani, come dicevamo, e alle famiglie perfetto per iniziare le nuove generazioni alla conoscenza di quello che è accaduto, perché è nostro dovere ricordare e tramandare il ricordo di quello che è stato oggi e domani.

Video e Photo Credits : NOTORIUS Pictures