Per chi, come me, appartiene alla generazione degli anni ’80, è abituato a vedere Mel Gibson nei panni di un patriota scozzese, capello lungo e “Cuore Impavido”. Protagonista di un film cult degli anni ’90, appunto Braveheart, Gibson si è distinto nella sua carriera cinematografica per il suo senso anti-sentimentale, a volte esagerato, disperato ma sempre devoto al realismo.

Mel Gibson ha presentato, ieri, alla 73a Mostra del Cinema di Venezia la sua ultima opera, Hacksaw Ridge, storia della vita di Desmond T. Doss (Andrew Garfield), il primo obiettore di coscienza a vincere la medaglia d’onore del Congresso per aver salvato dozzine di soldati durante la battaglia di Okinawa mentre stava servendo come medico.
A 10 anni di distanza dal film Apocalypto, il regista e attore torna al Lido per presentare un film il cui tema sembra essere stato ideato dal migliore degli sceneggiatori ma che in realtà prende spunto da fatti realmente accaduti.
Hacksaw Ridge, che si potrà vedere in Italia a gennaio 2017, ha come protagonista Desmond T. Doss il quale, arruolatosi volontariamente nell’esercito statunitense durante la Seconda Guerra Mondiale, deciderà di combattere senza armi poichè appartenente alla chiesa avventista del settimo giorno. Tale decisione lo portò a rischiare la Corte Marziale, ma ben presto divenne soccorritore militare dell’esercito e, durante la sanguinosa battaglia di Okinawa (aprile – giugno del 1945) riuscì a salvare con la sola forza delle sue mani più di 70 compagni. Fu il primo dei tre obiettori di coscienza della storia a ricevere la medaglia d’onore dal Presidente.
Con questa pellicola Mel Gibson è riuscito ad unire due sue grandi passioni: il coraggio di un “cuore impavido” di chi ama la propria patria e il proprio paese e la fede (temi già trattati in Braveheart e il tanto discusso La Passione di Cristo del 2004).
Il protagonista, Andrew Garfield, che avevamo lasciato arrampicato sui palazzi di Manhattan a volteggiare tra le ragnatele nei panni di Spider Man, ci sembra convincente e assai combattuto: un supereroe, ma senza poteri speciali se non quelli della forza interiore.
Il regista ha dichiarato: “Desmond Doss era guidato da qualcosa di molto più grande, devi avere una fede incrollabile per andare incontro al fuoco nemico. Mettere la tua vita al servizio dei compagni e uscire vittorioso dalla battaglia. Anche oggi siamo in guerra, una guerra non ancora germogliata ed è questa la cosa ancora più spaventosa. Desmond nel film dice una frase che dovremmo ascoltare tutti <Stanno distruggendo il mondo, ma io cercherò di rimetterne insieme qualche pezzo>” continua Gibson “…credo che sia una cosa che possiamo fare tutti individualmente, non andando in guerra senza armi, ovviamente, io stesso non ne sarei capace e non ho abbastanza fede né coraggio, ma dobbiamo farlo, superando la nostra paura.”

Ieri, oltre a Mel Gibson, che ha presentato il suo film Fuori Concorso, è stato il giorno del primo film italiano in gara nella categoria #Venezia73 ed è Spira Mirabilis, di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti. Diviso in quattro movimenti legati agli elementi fondamentali, fuoco, terra, aria, acqua, Spira Mirabilis vorrebbe essere, nelle intenzioni dei due registi milanesi, «una sinfonia visiva, un inno alla parte migliore degli uomini, un omaggio alla ricerca e alla tensione verso l’immortalità» e si colloca nella categoria dei documentari di ricerca. Purtroppo il film sembra non essere stato apprezzato particolarmente dalla critica. Non resta che attendere la fine della kermesse per capire come film così eterogenei possano concorrere in un’unica categoria.

 

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