WONDER PARK, le voci italiane di Francesco Facchinetti e Gigi & Ross, è ORA AL CINEMA!

Diretto da David Feiss (il creatore di Mucca & Pollo), Wonder Park vi aspetta in tutte le sale italiane grazie alla 20th Century Fox Italia con le voci speciali di Francesco Facchinetti e Gigi & Ross.

Questa la sinossi ufficiale:

June è una bimba di 10 anni ricca di fantasia e immaginazione che trascorre le sue giornate con la mamma cercando di costruire il parco divertimenti dei suoi sogni. Tutto scorre tranquillo finché la madre non si ammala gravemente, da quel momento June perde ogni interesse e soprattutto la sua capacità di meravigliarsi. Un giorno, però, scopre un luogo magico: un meraviglioso parco giochi, lasciato abbandonato, ma ancora abitato dagli animali che lo popolavano ai tempi dei suoi fasti. Insieme a loro, June si propone di sistemarlo e sarà così che ritroverà la fiducia nel futuro.

In un periodo dove il mondo dell’animazione è invaso da sequel, spin-off e prodotti sempre meno emblematici, vedere al cinema un film come Wonder Park è una ventata di speranza.

Ma in fondo, come ci insegna questa pellicola uscita piuttosto in sordina (colpa di un esordio non eccezionale in America, con nostro grande rammarico), basta un po’ di fantasia e una matita per realizzare fantasiose giostre, magici strumenti e indimenticabili mascotte, per creare Meravigliandia, quello che è a tutti gli effetti uno degli amati parchi americani, spesso monumenti nazionali al pari dei nostri centri storici, viste le differenze culturali e temporali. E come i parchi portano nella nostra vita della magia, così fa Wonder Park: porta la gioia dello stupore nella quotidianità.

Ben animato, anche se attualmente è difficile definire la cifra stilistica della CGI della Paramount Animation, accattivante nelle scelte musicali fatte (moderne e ben amalgamate con la storia), il centro del film è nell’anima dei personaggi. June, la giovane protagonista, si ritrova ad affrontare in quelli che dovrebbero essere i suoi giorni più spensierati la paura del cambiamento, la solitudine e le conseguenze di una malattia. Quest’ultimo concetto è legato alla figura della propria mamma, che oltre a regalarci momenti sentimentalmente forti grazie a un’ottima scrittura e un’eccezionale cura dei dettagli (non ci sono scene fine a se stesse, tutti sarà chiaro a tempo debito), ci mostra nelle rughe e nei colori della donna la trasformazioni e gli effetti del male sul proprio corpo.

Una scelta forte che non possiamo non ammirare e apprezzare.

Al fianco delle due “donne”, i personaggi co-primari garantiscono risate di prima qualità nei momenti di condivisione del rapporto con il padre e nell’interazione tra June e le mascotte del parco, ben caratterizzate e distinte tra loro.

Senza mai esser didascalico o forzatamente ammiccante, a Wonder Park va anche dato il merito di porta sul grande schermo scene di gioco “pratico” e creativo, oltre che familiare, al fianco dell’uso delle tecnologie più moderne (come un’applicazione per disegnare da I-Pad) senza demonizzarle.

La semplicità con cui David Feiss unisce sentimento, divertimento e creatività, distanziandosi dal suo stile solitamente più demenziale (e non per questo meno apprezzabile), fanno di Wonder Park un film qualitativamente alto, al pari di una produzione dei Walt Disney Animation Studios ormai persi in un mare di sequel. La strada è quella giusta.