Un mix tra storia del cinema, volti nuovi e meno giovani, giganti e anche musica: ecco la ricetta che ha caratterizzato questi primi giorni della Festa della Cinema di Roma, giunta alla sua 11. edizione.

Abbiamo iniziato raccontandovi l’evento di apertura, la conferenza stampa e l’incontro con il pluripremiato Tom Hanks, per noi una grandissima emozione.

Continuiamo raccontandovi dell’esilarante incontro con uno dei cantanti più talentuosi degli ultimi decenni: Michael Bublé.
Il cantante canadese ha presentato venerdì alla Festa del Cinema il film documentario “Michael Bublé – Tour Stop 148“, un documentario non solo incentrato sulle performance di Bublé durante i suoi concerti, ma un interessante focus sulla troupe che lo segue in ogni suo passo e che permette la perfetta riuscita di ogni data del suo tour e ne esalta i sacrifici, le criticità e le competenze.

Se con gli anni avete pensato che Bublé fosse solo il cantante del “periodo natalizio”, serio ed elegante, beh, vi sbagliate.
Michael Bublé è uno showman. Riesce a coinvolgere tutti e fa sentire gli spettatori nel proprio salotto di casa. Un artista a 360° che si concede ai suoi fan ridendo e scherzando, avvicinandosi, abbracciandoli, facendoli cantare e facendo dediche personalizzate, insomma, un aspetto che forse da noi non era ancora stato percepito.

L’interprete italo-canadese arriverà al cinema, il 25 e il 26 ottobre, con questo primo docufilm sulla vita in tournée. Durante la visita romana ha anche annunciato che è in arrivo anche il nuovo album con cinque brani inediti, ‘Nobody But Me‘, in vendita dal 21 ottobre: “Ho voluto mettermi in gioco per raggiungere un livello più alto e interessante per me e per i miei fan”, afferma ai microfoni della stampa.

Alla Festa del Cinema di Roma ha accompagnato la prima proiezione di Tour Stop 148, concedendosi a tutti i suoi fan giunti sul red carpet. Acclamato all’Auditorium come un re, racconta delle ragioni per cui torna sempre con piacere nella capitale. Lo fa a modo suo, con quell’aria ed eleganza (anche emozione) che sembrano uscite da altri tempi, accennando su un passo di tip tap un motivetto swing, «Sotto il cielo di Roma» richiesto a gran voce dal pubblico. Lo fa anche ridendo, dicendo di essere legato alla città eterna perché lì ha concepito due suoi figli (risate in sala). Noi siamo certi che Frank Sinatra si sia reincarnato nelle sue corde vocali.

 

Photo Credits: My Red Carpet

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