La tartaruga rossa è il film d’animazione di Michael Dudok de Wit, distribuito da Bim Distribuzione e prodotto da Wild Bunch e Studio Ghibli. Il film uscirà nelle sale italiane per un evento speciale di tre giorni il 27, 28 e 29 marzo 2017.

Un uomo, naufragato dopo una terribile tempesta, si ritrova su un’isola completamente deserta, abbandonato a se stesso. Dinanzi all’immensità del mare da cui è circondato, dopo aver accertato la sua assoluta solitudine, inizia ad esplorare il posto: spiaggia estesa, alcune alture, e natura, natura ovunque. L’unica cosa da fare è quella di tentare di salvarsi in qualche modo, costruendo una zattera rudimentale per poter abbandonare quel luogo così lontano dalla civiltà. Più volte tenta l’impresa, più volte fallisce. “Qualcosa” gli impedisce di proseguire in questo viaggio disperato, distruggendogli la zattera in mille pezzi di legno: la tartaruga rossa, appunto.

La Tartarura Rossa – Bim Distribuzione

La scoperta spiazza il protagonista, tormentandolo di notte con incubi sulla sua condizione e su come ha reagito dinanzi a questo ostacolo in cui è incappato, riversando rabbie e frustrazioni su quella tartaruga gigante. Da questo momento cambierà tutto per lui, per la sua vita, che credeva destinata alla desolazione dell’anima: ciò che sembrava avergli negato una possibilità, in realtà gliene ha data una nuova.

La tartaruga rossa racconta una parabola sulla storia del mondo, sulla durezza della natura, sempre impetuosa, ma capace di regalare scorci meravigliosi, che si susseguono in sequenza e che, grazie alla colorazione di acquerelli e carboncino, assomigliano ad un dipinto. È anche il racconto della storia dell’uomo, dalla nascita alla morte: la caparbietà è inutile dinanzi all’impeto della natura, e l’uomo non è nulla se non può condividerlo con qualcuno. L’amore per la propria compagna, per il proprio figlio, per la propria terra.

Davanti a questa maestosità, non c’è bisogno di parole. Nel film non esiste parlato, ma soltanto il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli, le urla primordiali che esprimono disperazione e rabbia, gli sguardi amorevoli.

A cura di Giovanna Nappi
Photo Credits: Bim Distribuzione – Nerdgazmo