Sullo sfondo la guerra e in primo piano l’ossessione del partigiano Milton,
interpretato da Luca Marinelli, per un’amica di cui era innamorato.
La recensione di Una Questione Privata.

Il primo film italiano alla Festa Del Cinema di Roma è “Una questione privata” di Paolo e Vittorio Taviani, tratto dal racconto di Beppe Fenoglio, distribuito dalla 01DISTRIBUTION con protagonisti la crème del cinema italiano: Luca MarinelliLorenzo Richelmy (il “Marco Polo” di Netflix) e Valentina Bellé (ce la ricordiamo in “Medici: Masters of Florence”).

Estate ’43, tre ragazzi amano Over The Rainbow e trascorrono le giornate insieme. Milton è pensoso e riservato, Giorgio è bello e astuto. Entrambi sono innamorati dell’elegante Fulvia, adolescente che si diverte a giocare con i sentimenti di entrambi. Un anno dopo Milton, partigiano, passa davanti alla villa dove aveva condiviso quei magici momenti con gli altri due, la guardiana lo riconosce e insinua un dubbio: Fulvia potrebbe avere avuto una storia d’amore con Giorgio. Come la prende Milton? Eh… vi diciamo solo che l’amore è più forte della guerra.

Una questione privata ha tutti gli ingredienti di un buon film, dal regista, agli attori, alla fotografia. Viviamo in un’epoca di guerra, sicuramente diversa da quella del ’43, ma sempre di guerra si tratta ed è impressionante vedere come nulla sia cambiato: un dramma collettivo come la guerra tra partigiani e fascisti raccontata nel film, viene sovrastato dalla follia d’amore, dalla gelosia e dal dramma personale. E’ giusto o no? E’ questo l’aspetto più interessante di Una questione privata. I Taviani non giudicano la pazzia di Milton, il suo mettere da parte la questione civile per il suo dolore d’amore, ma lasciano in sospeso questa domanda e noi, spettatori, siamo portati alla riflessione.

Altro punto forte del film è la fotografia. Simone Zampagni (DOP) lavora così bene con luci e ombre da descrivere alla perfezione lo stato d’animo dei protagonisti. La luce calda che illumina i volti di Milton, Giorgio e Fulvia è in perfetta contrapposizione con i colori freddi che descrivono l’anima stanca e addolorata di Milton in guerra.

Anche la musica è evocativa. Le note rassicuranti di “Rainbow” diventano tormentate grazie al connubio tra musica classica ed elettronica realizzata da Giuliano Taviani e Carmelo Travia.

Meno coinvolgente è la recitazione degli interpreti, non tanto per la forza che trasmettono i loro sguardi intensi, quanto per un problema di dizione o (più benevolmente) di audio. A volte abbiamo dovuto guardare i sottotitoli in inglese per capire quello che dicevano.

Nonostante ciò, Una questione privata è un film ben fatto: ogni pellicola che fa pensare andrebbe vista.

Photo Credits: 01DISTRIBUTION