Dal 21 febbraio, The LEGO Movie 2: Una Nuova Avventura, l’attesissimo sequel della Warner Bros. Animation (sviluppato in collaborazione con la nota azienda produttrice di mattoncini colorati) è in tutte le sale italiane.

Questa la sinossi: Bricksburg, dopo cinque anni di vita meravigliosa, sarà protagonista con i suoi gli abitanti di una nuova e gigantesca minaccia: i LEGO DUPLO®, degli invasori venuti dallo spazio, che distruggono tutto più velocemente di quanto si possa ricostruire. La battaglia per sconfiggerli e riportare l’armonia nell’universo LEGO condurrà Emmet, Lucy, Batman e i loro amici in mondi lontani e inesplorati, tra cui una galassia piena di pianeti fantastici, strani personaggi e nuove canzoni orecchiabili. Saranno messi alla prova il loro coraggio, la creatività e le abilità dei MastriCostruttori, e si scoprirà quanto siano davvero speciali.

È banale dire che sviluppare un sequel, quando il primo film ha riscontrato un grande successo oltre che di critica anche mediatico come accaduto per The LEGO Movie nel 2014, sia estremamente difficile. Il rischio di cadere nel banale è sempre dietro l’angolo. Ma negli ultimi anni, da quando fu lanciato questo universo animato a mattoncini colorati, film dopo film, cliché e scelte scontate sono sempre state aggirate. Ma, nel caso della pellicola già citata come in quello di The LEGO Batman o The LEGO Ninjago, vigeva l’effetto della prima volta. In tutti e tre i casi, per quanto uscita dopo uscita fossimo sempre più consapevoli di come si sarebbero mossi i protagonisti, non eravamo mai certi del taglio o delle caratteristiche che avrebbero avuto.

Con The LEGO Movie 2: Una Nuova Avventura invece, pur conoscendo già chi avremmo ritrovato sullo schermo, abbiamo visto la prima volta di un seguito di questo mondo… e di un seguito degno del primo.

Il merito sta nella conservazione delle atmosfere della pellicola di Mike Mitchell, che partendo esattamente dal momento in cui si è chiuso il primo film, pone tutte le certezze acquistate in diretto contrasto con una nuova realtà esterna, con agli “invasori” che poi forse così invasivi non vogliono essere.

Se i mattoncini LEGO seguono un progetto razionale e regolare, e rappresentano il pubblico adolescente, i DUPLO sono esattamente l’opposto con un modo di relazionarsi logica o disciplina, più vicini all’infanzia.

E le apparenze (sbagliate), i fraintendimenti, i giudizi precoci, sono situazioni che in un’ora e quarantasei di film avranno lo scopo di farci comprendere la forza dei famosi mattoncini (LEGO o DUPLO che siamo): una volta distrutti sono sempre pronti per essere usati per ricostruire qualcosa di nuovo.

Il concetto, enfatizzato attraverso un dialogo più aperto ed evidente tra le scene animate e quelle girate con attori in carne e ossa, è vincente. Non solo per il valore che porta con sé (anche se pensiamo al momento politico mondiale) ma anche per i mutamenti che spinge nei nostri amici di sempre, Emmet e Lucy, permettendoci di far la conoscenza di due nuovi e indimenticabili ingressi: Rex Rischianto e Regina Wello Ke Wuoglio. Se il primo vince per caratterizzazione, la seconda rivela una maestria e una fluidità nel movimento del suo corpo incantevole.

Anche questo film, come i precedenti, porta l’animazione verso livelli incredibili, sia per tecnica (in fondo arriviamo ad avere in una scena più di 161.737.777) che per possibilità (il dialogo con le scene in live-action).

Ad amalgamare vecchi e nuovi personaggi, scene animate o girate, spunti geniali e scene musicali (come e più del primo film), c’è come sempre quell’ironia diretta, cinica e ricca di riferimenti legati all’attualità che permette al film di dialogare direttamente con le diverse generazioni che si trovano in sala.

Sempre lontano dalla marchetta, ancora una volta l’universo cinematografico LEGO non ha sparato a vuoto una delle sue cartucce: dinamico, leggero, sgargiante e ritmato, anche questa volta, con The LEGO Movie 2, tutto “è meraviglioso”.