Arriva questa sera su Rai uno, la trasposizione televisiva del romanzo di Umberto Eco, con John Turturro e Rupert Everett.

Parte questa sera, su Rai Uno la serie evento Il nome della rosa trasposizione televisiva dell’omonio best seller mondiale di Umberto Eco (1980), vincitore del Premio Strega .
Diretta da Giacomo Battiato la serie Il nome della rosa andrà in onda per quattro settimane, il lunedì sera alle 21,25. Una produzione, italo-tedesca che vanta un ricco cast internazionale al cui adattamento televisivo ha lavorato lo stesso Umberto Eco, poco tempo prima della sua scomparsa.

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John Turturro è Guglielmo da Baskerville, frate francescano chiamato a districarsi tra misteriosi delitti e impenetrabili misteri. Il suo Guglielmo, sarà meno investigatore e più intellettuale della sua precedente trasposizione cinematografica interpretata da Sean Connery (1986). Grazie alla sua intelligenza e  alla spigolosa ironia, Guglielmo riuscirà ad arrivare prima degli altri alla verità che si cela dietro alle efferate morti che sconvolgono l’abbazia.
Con lui c’è Adso da Melk, un giovane novizio benedettino, interpretato da Damien Hardun, Rupert Everett sarà il suo antagonista, l’Inquisitore Bernardo Gui. Ricopriranno un ruolo nella serie anche Sebastian Koch (Barone di Neuenberg), Roberto Herlitzka (Alinardo), Fabrizio Bentivoglio (Remigio da Varagine),  Alessio Boni (Dolcino), Greta Scarano (nel doppio ruolo di Margherita, la compagna di Dolcino, e Anna, la figlia di Margherita e Dolcino), e Richard Sammel ( Malachia da Hildesheim).

Questa nuova edizione de Il nome della rosa è stata girata interamente in Italia negli studi di Cinecittà, a Roma, dove sono stati ricostruiti gli interni delle chiese e i chiostri. Per gli esterni invece, le riprese si sono svolte tra l’Umbria, Perugia e Bevagna, e l’Abruzzo, in particolare all’Eremo di Santo Spirito, al castello di Roccascalegna e alle gole di Fara San Martino.

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I temi che ruotano attorno ai protagonisti de Il nome della rosa sono sempre attuali e vivi. Storia, filosofia, amore, il ruolo della donna e terrorismo sono i temi principali di questa opera senza tempo. Anche la sete di conoscenza, la volontà di possederla e controllarla sono temi cardine dell’opera, apprezzabili anche dai più giovani che potranno vedere nella figura della biblioteca e nel suo sapere temuto e bramato, un parallelismo con il web come fonte di conoscenza che molti vorrebbero controllare e limitare. L’obiettivo di Giacomo Battiato era trasformare in immagini i luoghi e le sensazioni descritte meravigliosamente dalla penna di Umberto Eco:

“Siamo stati fedelissimi alla descrizione presente nel libro e ai disegni di Eco nella ricostruzione degli ambienti. Ci siamo presi qualche libertà per l’abbazia dove si svolge la vicenda principale, ovvero l’indagine di Guglielmo di Baskeville sugli omicidi seriali dei monaci, perché l’abbiamo resa meno aspra, attingendo a un gotico non primitivo, ricco e maturo”.

La nuova edizione televisiva de Il nome della rosa si preannuncia come uno dei successi televisivi della stagione. Già venduta in 130 paesi, sarà trasmessa anche negli Stati Uniti e in Canada ed è stata già acquistata dalla Bbc nel Regno Unito, dall’Ocs in Francia, da Sky in Germania. Il soggetto di serie è di Andrea Porporati, che firma anche la sceneggiatura con Turturro, Battiato e Nigel Williams.