Alla Festa del Cinema di Roma è stato presentato Judy, il film basato sull’ultimo periodo della vita di Judy Garland e interpretato da una straordinaria Renée Zellweger

Judy, film diretto da Rupert Goold, basato sullo spettacolo teatrale End of the Rainbow di Peter Quilter, è ambientato nel 1968, quando ormai i fasti di un’intera carriera sono andati in fumo.

Proprio in quel periodo, Judy Garland si trova esausta, oppressa da problemi personali, familiari e lavorativi: non ha una casa, la sua voce si è indebolita, è piena di debiti e non si prende cura di se stessa, schiava delle dipendenze.

Per poter rimediare ai debiti, l’unica cosa che Judy possa fare è andare a Londra, luogo dove è molto amata, per presenziare ad un diverso numero di spettacoli al fine di guadagnare quanto sperato e tornare in America per poter vivere serena con i figli Joey e Lorna, avuti dal suo terzo marito.

Il suo periodo londinese, che poi coinciderà con l’ultimo della sua vita, cioè prima di morire il 22 giugno del 1969, sarà il momento della resa dei conti e dell’affrontare i drammi della sua vita, da quelli familiari fino a quelli lavorativi, soprattutto nella prima giovinezza quando sul set de Il mago di Oz era sottoposta a pressioni, divieti e ritmi di lavorazione serrati.

Tra alti e bassi, nuove e vecchie conoscenze, per Judy sarà finalmente possibile fare i conti con sé stessa, lottando per garantire un’infanzia ed una vita felice per i propri figli che lei non ha mai, purtroppo, potuto avere.

Il film di Rupert Goold, al suo secondo lungometraggio cinematografico dopo True Story (2015), cerca di proporre al pubblico alcuni aspetti della vita di Judy Garland rimasti sempre alquanto oscuri e che si riallacciano con la sua infanzia, identificabile con la sua esperienza vissuta sul set de Il mago di Oz.

Quello di Judy è stato tutt’altro che un sentiero dorato: tra matrimoni falliti, tre figli da mantenere, le sue dipendenze e lo scarso successo ottenuto nella maturità, Judy si trova combattuta con se stessa, pronta a reagire e combattere per le sue priorità, ma anche molto fragile e delicata, in balia delle sue dipendenze.

Dal carattere dolce, innocente e sensibile, Judy combatte la sua sfida più grande, cioè esibirsi innumerevoli volte davanti ad un pubblico che l’adora, conscia di non essere in una perfetta forma fisica e psicologica.

L’effetto che ne deriva da questo film con Renée Zellweger nei panni della protagonista è di un racconto quotidiano dei suoi up & down londinesi, del turbinio fatto di tormenti e sensi di colpa che si abbatte sulla protagonista.

La struttura del film rimane quella di un classico biopic come i tanti già visti, determinato, appunto, da continui flashback e confronti con il passato, ma con un occhio più teatrale  – data anche dalla grande esperienza del regista – che va dalle situazioni del backstage alle performance sul palcoscenico.

Una volta scoperte tutte le carte, è inevitabile constatare quanto il film si regga sulle spalle di Renée Zellweger, quelle stesse spalle ricurve di Judy su cui ricadevano tutti i suoi tormenti.

Quella di Renée è forse una delle sua migliori performance: oltre ad aver interpretato e cantato tutte le canzoni presenti nel film, l’attrice ha dato vita ad un personaggio ricco di sfumature, soprattutto riguardanti la fisicità e i movimenti, forse cedendo un po’ la manierismo, ma evitando la macchietta.

Nonostante ciò, diventa opportuno farsi una domanda: come sarà recepito questo film?

Un film come Judy risulta essere godibile sia da parte di coloro che conoscono bene l’attrice, che hanno avuto modo di venire a conoscenza dei suoi problemi, che hanno visto diverse pellicole da lei interpretate, così come può essere fruibile da parte di chi non ha mai approfondito più di tanto la sua carriera, conoscendola solo per aver interpretato l’iconica Dorothy de Il mago di Oz.

Tuttavia, nonostante sia un buon film, Judy poteva essere un’opportunità per andare più a fondo nella psicologia dell’attrice, cercando di approfondire il suoi punti di vista e i suoi tormenti interiori.

In ogni caso, la speranza è gli appassionati o meno di Judy Garland possano scoprire o riscoprire i film che hanno fatto la sua carriera e vanno oltre Il mago di Oz o È nata una stella.

Judy arriverà nelle nostre sale il prossimo 16 gennaio grazie a Notorious Pictures.