Alla Festa del Cinema di Roma è stato possibile assistere alla proiezione in anteprima di The Irishman, il nuovo film di Martin Scorsese con Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci

The Irishman di Martin Scorsese vuole raccontare un’epica battaglia sulla criminalità organizzata nell’America del secondo dopoguerra raccontata dal punto di vista del veterano della Seconda Guerra Mondiale, ex trasportatore e sicario per la mafia italo-americana Frank Sheeran (interpretato da Robert De Niro), che ha lavorato al fianco di alcune figure più importanti del 20° secolo.

Sviluppato in un arco temporale di alcuni decenni, il film racconta uno dei più grandi misteri irrisolti della storia americana, ovvero la misteriosa scomparsa del celebre sindacalista Jimmy Hoffa (Al Pacino) accompagnando il pubblico attraverso i segreti del crimine organizzato, tra meccanismi interno, rivalità e connessioni con la politica tradizionale.

Quello di The Irishman è un modo di Scorsese per regalare al pubblico una sorta di testamento, non tanto della sua carriera (che, si spera, possa essere ancora molto proficua) ma del genere gangster, un vero e proprio movimento cinematografico che ha fatto la storia negli anni e che viene sempre meno spesso trattato.

Una volontà, quella di Scorsese, di riuscire a fare un tipo di cinema con sua sempre solita raffinatezza, eleganza e spietatezza ma, questa volta con una nota aggiuntiva, cioè l’accettare la malinconia come parte della vita.

Il film del regista americano, tratto dal libro L’irlandese: Ho ucciso Jimmy Hoffa di Charles Brandt, non vuole tanto narrare tutti gli eventi accaduti in maniera spettacolare.

Piuttosto, lo fa grazie alla prospettiva e ai sentimenti del protagonista, un uomo pacato, dagli occhi benevoli e devoto alle sue due famiglie, quella composta dalla moglie e dalle tre figlie, e quella della mafiosa.

Tutto quello che succede viene raccontato per come viene percepito dal protagonista. Il grande insegnamento posto in essere è quello di accettare la vita che va avanti e che prima o poi le persone, le nuove generazioni, si dimenticheranno della storia passata e tutto questo senza fargliene una colpa: non avere vissuto davvero certi eventi significa non esserne segnati, il tempo è tiranno e prima o poi spazza via i ricordi, il passato semplicemente perché non si è avuta la possibilità di vivere determinate esperienze.

Ciò che forse ha contribuito a rendere celebre questo film già ben prima delle sue prime proiezioni, è il fatto di aver utilizzato una tecnologia digitale innovativa e di essere prodotto da una compagnia come Netflix.

Per quanto riguarda il primo caso e non ricorrere al lavoro di attori più giovani, si è decido di optare per la tecnologia di ringiovanimento della Industrial Light & Magic, al fine di rendere De Niro, Pacino e Joe Pesci più giovani. Un processo che, almeno all’inizio, potrebbe risultare innaturale ma di cui si riesce a farci subito l’abitudine.

Per realizzare questo film, con protagonisti questi tre bravi ragazzi, è stato necessario avere alle spalle una compagnia che potesse finanziare il lavoro dando carta bianca alla sua realizzazione.

Per questo il regista ha realizzato questo progetto grazie a Netflix che gli ha concesso un budget di circa 160 milioni di dollari che, oltre al sostegno, economico e all’assoluta libertà creativa, ha contribuito anche ad un sostegno morale, così come dichiarato dallo stesso Scorsese durante la conferenza stampa del film in quel di Roma.

Ma, si badi bene, il fatto che uno come Scorsese, che si è sempre dichiarato grande sostenitore delle sale, sia finito con il realizzare un suo progetto cinematografico per conto di una società come Netflix deve far pensare non ad una rassegnazione ma, piuttosto, all’accettazione, un po’ come il protagonista del film, di come sia necessario imparare da quello che la vita ci offre e di lasciare sempre quella porticina aperta al mondo in continua evoluzione.

The Irishman arriverà al cinema il prossimo 4, 5 e 6 novembre per poi sbarcare su Netflix il 27 novembre.