Qual è la parte migliore dell’essere morto? La libertà di combattere l’ingiustizia e il male! 6 Underground, dal 13 dicembre su Netflix

Netflix e Skydance portano sul piccolo schermo il nuovo film di Michael Bay (Bad Boys, Trasformers, Pain & Gain), 6 Underground, disponibile sulla piattaforma più famosa al mondo dal 13 dicembre.

Scritto da Paul Wernick & Rhett Reese e prodotto da David Ellison, Don Granger, Dana Goldber e Ian Bryce, il cast vede i nomi di Ryan Reynolds, Mélanie Laurent, Corey Hawkins, Adria Arjona, Manuel Garcia-Rulfo, Ben Hardy Lior Raz, Payman Maadi e Dave Franco.

6 Underground

Questa la sinossi ufficiale: “Qual è la parte migliore dell’essere morto? Non è sfuggire al tuo capo, alla tua ex, né ripulire la tua fedina penale. La parte migliore dell’essere morto… è la libertà. La libertà di combattere l’ingiustizia e il male nel nostro mondo senza che nulla o nessuno ti rallenti o ti dica ‘no’.

Sei individui provenienti da tutto il mondo, ognuno il migliore nel proprio campo, sono stati scelti non solo per le loro abilità, ma per il desiderio comune di cancellare il loro passato per cambiare il futuro. La squadra è riunita da un enigmatico leader la cui unica missione nella vita è garantire che, mentre lui e i suoi compagni non saranno mai ricordati, le loro azioni lo saranno sicuramente.

6 Underground

6 Underground non poteva che esser un film di Michael Bay

Il regista americano non perde un secondo per mettere in questa nuova produzione tutto se stesso. Ognuno dei tanti aspetti a lui disapprovati, fin dai suoi primi film, dal mondo della critica, sono portati al massimo livello, libero da ogni freno inibitore proprio come i personaggi del film desiderano fare.

Effetti speciali di ottima qualità, ritmi più che veloci, montaggi frenetici, scene d’azione con esplosioni catastrofiche, sanguinolenti perdite e, ovviamente, messaggi pubblicitari (dalla Alfa Romeo alla Lavazza) la fanno da padrone.

Il risultato? Due ore e dieci di puro intrattenimento.

Come i suoi precedenti film, direte? Ed è qui che la sinergia formatasi per la prima volta tra Michael Bay e Paul Wernick & Rhett Reese, la coppia di sceneggiatori che ha scritto Zombieland e Deadpool, sorprende. Con una struttura che ingarbuglia leggermente il passato e il presente, l’uso di “cartelli” e voci fuori campo (in linea con le precedenti prove degli sceneggiatori statunitensi ma nuova per il veterano regista), il film prende il merito di portare avanti una storia meno nota di altri film d’azione visti nel corso del 2019 e riesce a creare 6 (anzi, 7) personaggi che non si dimenticheranno con facilità.

Vicini più al limite dell’assurdo che al confine tra uomini e supereroi, l’ambientazione e le motivazioni che spingono i protagonisti a unirsi, conoscersi e affrontare sfide impossibili spingeranno lo spettatore più attento a ragionare e creare facili parallelismi tra i fatti narrati e quelli che viviamo quotidianamente.

Il tutto tra musica con potenti bassi e colori più che vividi.

Se avete due ore di tempo e volete adrenalina, emozioni “forti” e quella sana dose di cinica ironia, 6 Underground è il film che fa per voi (e che forse potrebbe non restare l’unico, le basi per poter esser trasformato nel capitolo uno di un longevo franchise, proprio alla Michael Bay, ci sono tutte).