Da Chernobyl a Stranger Things, le migliori 10 serie del 2019

Tra poco più di 24 ore saluteremo questo 2019 per avventurarci nell’anno nuovo. Si sa, è proprio quando si arriva agli sgoccioli che si tirano le somme, che si riflette. Mai come quest’anno abbiamo avuto il piacere di scoprire delle serie tv nuove come Good Omens o Chernobyl, e abbiamo potuto gustarci il gradito ritorno di Stranger Things, La Casa di Carta e l’ultima stagione de Il Trono di Spade. 

Proprio per questo motivo, noi di My Red Carpet abbiamo pensato di salutare l’anno che sta per giungere al termine con una classifica delle dieci migliori serie televisive che ci hanno accompagnato lungo tutto il 2019.

10. WHY WOMEN KILL

Al decimo posto abbiamo deciso di posizionare un gioiellino targato CBS rilasciato sulla sua piattaforma streaming CBS All Access, Why women kill. Serie drammatica ideata da Marc Cherry, narra tre storie, tre epoche diverse dove troviamo tre donne sposate che devono far fronte all’infedeltà dei loro mariti. L’unico punto fermo che collega il tutto è la casa in cui vivono a Pasadena. Beth Ann (Ginnifer Goodwin) e Rob (Sam Jaeger) sono i coniugi Stanton che vivono in quella casa nel 1963, Simone (Lucy Liu) e Karl (Jack Davenport) sono i coniugi Grove residenti nella casa nel 1984 e, per concludere, la terza storia è ambientata ai giorni nostri e i coniugi sono Taylor Harding (Kirby Howell-Baptiste) e Eli Cohen (Reid Scott). Momenti esilaranti che si alternano alla drammaticità della serie già rinnovata per una seconda stagione.

9. POSE

Quando Ryan Murphy si mette all’opera, difficilmente crea un prodotto di scarso successo. Al nono posto delle serie televisive migliori del 2019 troviamo, la seconda stagione di Pose. Pose 2 è ambientata negli anni novanta e riprende a raccontare la vita di un gruppo di persone che fanno parte della comunità transessuale e omosessuale di New York che gareggia nei Ball soffermandosi in maniera particolare sull’epidemia di AIDS che sta colpendo i loro numerosi amici e amanti. Tanto esplicita quanto delicata, tanto passionale quanto sentimentale, sicuramente un traguardo in un mondo televisivo che grazie ad alcune serie di qualità sta rompendo diversi tabù.

8. GOOD OMENS

Cosa succede quando metti insieme due mostri di bravura come David Tennant e Michael Sheen? Che ottieni una serie irriverente dove dei temi profondi vengono raccontati in maniera spensierata. La miniserie targata Amazon Prime Video diretta da Douglas Mackinnon, basata sul romanzo di Terry Pratchett Neil Gaiman del 1990 Buona Apocalisse a tutti!, narra le vicende di una strana coppia di alleati: Aziraphale (Michael Sheen), un angelo viziato e Crowley (David Tennant), un demone sregolato, che accettano di unire le forze per trovare l’Anticristo, un ragazzino di 11 anni che, inconsapevole, è designato per dare inizio all’Apocalisse. Cercheranno in tutti i modi di fermare la guerra che porterà alla fine del mondo. Ci riusciranno?

7. LUCIFER

Dopo la cancellazione da parte del canale Fox, Lucifer, per la sua quarta stagione, ha trovato una nuova casa: Netflix. Mai cancellazione fu più fortunata: Lucifer è la serie streaming più vista nel 2019, anche più vista di Stranger Things e La Casa di Carta. Lucifer sviluppata da Tom Kapinos e basata sul personaggio DC Comics creato da Neil Gaiman, Sam Kieth e Mike Dringenberg, narra le gesta dell’omonimo protagonsita che, sfuggito alla noia e alla pesantezza dell’inferno da qualche annetto, si è rifatto una vita come proprietario di un club esclusivo, il Lux, nella Città degli Angeli, vivendo tra vizi, lussi e edonismo. Lucifer Morningstar, il diavolo sexy, tormentato e vulnerabile interpretato da Tom Ellis, ha lasciato il segno e non potevamo non inserirlo nella nostra classifica.

6. LA CASA DI CARTA 3

I rapinatori più famosi del globo si aggiudicano il sesto posto della classifica con la terza stagione de La Casa di Carta, la serie più vista non in lingua inglese sulla piattaforma streaming Netflix mostra la vita della banda dopo il miliardo di euro sottratto alla Zecca di Stato spagnola. Nonostante le mille precauzioni prese dal Professore, gli errori sono dietro l’angolo (o dentro una telefono satellitare) e uno della banda è stato catturato. L’unico modo per salvarlo è riunire la banda per organizzare un nuovo colpo, il più grande mai realizzato. Stavolta i soldi non c’entrano, c’è di mezzo la famiglia!

5. Fosse/Verdon

La miniserie biografica Fosse/Verdon composta da otto episodi, basata sul libro Fosse scritto da Sam Wasson, racconta la storia d’amore travagliata di due celebri nomi del mondo di Broadway: Gwen Verdon (Michelle Williams), considerata la più grande ballerina di Broadway di tutti i tempi e Bob Fosse (Sam Rockwell), il coreografo, ballerino e visionario regista (CabaretAll that Jazz). Fosse/Verdon esplora tutti gli angoli nascosti dello show business, il prezzo di perseguire la grandezza, la fama e la notorietà, ma soprattutto rivela le sofferenze inflitte dall’arte e dal sacrificio. La figlia di queste due grandi leggende, Nicole Fosse, ha voluto contribuire alla realizzazione dello show in qualità di co-produttrice esecutiva. Grazie a qusto ruolo, Michelle Williams ha vinto l’ Emmy come miglior attrice protagonista in una miniserie. Cosa accadrà ai Golden Globes?

4. THE BOYS

Cavalcando l’onda dei successo dei cinecomic, Amazon Prime Video ribalta il piano narrativo portando sul piccolo schermo la serie tv più rivoluzionaria e sorprendente dell’anno: The Boys. Show rivelazione basato sull’omonimo fumetto di Garth Ennis e Darick Robertson, racconta la storia di un gruppo di persone che, stanche della popolarità dei supereroi, soprattutto di quelli che abusano del loro potere credendosi intoccabili e invincibili, decino di farsi giustizia da soli. Per una volta i supereroi non sono i buoni della storia, anzi, sono proprio coloro che meritano una punizione. Tra irriverenza, satire e la giusta dose di sangue, The Boys merita il quarto posto della classifica.

3. EUPHORIA

Trasmessa negli USA durante l’estate appena passata, Euphoria ha generato un intenso dibattito attorno alla sua natura trasgressiva, tanto millantata persino prima della messa in onda. La rosa dei personaggi ritrae adolescenti insicuri, violenti, innamorati e annoiati che dovrebbero rappresentare i teenagers d’oggi. Le più aspre critiche si sono concentrate appunto su ciò che il contenuto della serie rivelerebbe: gli adolescenti della generazione Z sono dediti alle droghe, al sesso violento, alla mercificazione del proprio corpo e a tante altre pratiche mostrate nel corso degli episodi. Critiche non giustificate, perchè Euphoria è già fenomeno di culto tra i teenager. Regia, fotografia, musiche e montaggio, tutto concorre a creare un terrificante incanto: molte sequenze sposano l’estetica patinata dei videoclip o dei fashion movies, interrompendo il flusso narrativo a favore di un mix assuefacente di suoni ovattati, luci psichedeliche e brani d’elettronica lo-fi.

2. CHERNOBYL

Basata su fatti tragicamente erealmente accaduti, la miniserie Chernobyl targata HBO vincitrice di tre Emmy e con quattro candidature ai prossimi Golden Globes, creata e scritta da Craig Mazin e diretta da Johan Renck, racconta in cinque episodi il peggior disastro nucleare nella storia umana, le disastrose conseguenze dell’esplosione avvenuta il 26 aprile 1986, nella centrale nucleare di Chernobyl in Ucraina, e di come un gruppo di persone si sono sacrificate per salvare l’ Europa da una catastrofe inimmaginabile. Ma non solo, Chernobyl vuole anche raccontare l’inganno da parte del governo Russo, di come i burocrati hanno tentato di insabbiare il più possibile l’accaduto, minimizzandolo, causando conseguenze irreparabili, per migliaia di persone. E (forse) ancora oggi.

1. STRANGER THINGS 3

L’attesissima terza stagione di Stranger Things, approdata su Netflix a luglio 2019, non delude le aspettative. Sorprendente, avventurosa, emozionante, grazie al suo potente mix di genere, che spazia da atmosfere teen a nostalgici richiami agli anni ’80, la serie tv ambientata a Hawkins raggiunge il successo e, puntando su grandi performance attoriali, scene iconiche e omaggi horror, si posiziona meritatamente al primo posto tra le indelebili serie tv del 2019. Le teorie sulla quarta stagione dello show impazzano sul web, già confermata da Netflix per la fine del 2020 o l’inizio del 2021.

MENZIONE SPECIALE: IL TRONO DI SPADE

Nel 2019, siamo giunti alla fine di un lungo percorso. Un viaggio in cui siamo stati fan, addetti ai lavori, recensori, sceneggiatori, registi, abili grafici alle prese con le difficoltà della CGI. Il Trono di Spade ha unito e diviso i suoi spettatori quasi come l’Italia ai mondiali, in cui tutti diventano improvvisamente allenatori. Il sesto episodio dell’ottava e conclusiva stagione dello show HBO Game of Thrones è l’ultima pagina di un racconto senza precedenti. È nato come adattamento televisivo del ciclo di romanzi Cronache del ghiaccio e del fuoco (A Song of Ice and Fire) di George R. R. Martin. Ha preso vita grazie agli showrunner David Benioff e D.B. Weiss e, con la bellezza di 73 episodi totali, è giunto al termine, liberando attori e personaggi che hanno vissuto insieme dal 2011 a oggi.
Citare Il Trono di Spade significa dover celebrare, inevitabilmente, lo show nel suo insieme, non dimenticando mai l’impatto che ha avuto nell’immaginario collettivo, il segno indelebile e l’eredità che lascia alle produzioni televisive e cinematografiche future. Forse non merita un posto nella Top Ten per le troppe (necessarie?) ellissi temporali di questo ultimo capitolo, ma merita una menzione speciale per ciò che è stato.

Tra qualche anno, i detrattori riusciranno a capirne il senso, apprezzando il percorso più della destinazione. E un pò come accaduto per Avengers: Endgame, se la fine è parte del viaggio, Game of Thrones è stato un viaggio indimenticabile e incomparabile, che non poteva che concludersi oltre la Barriera, dove tutto è cominciato.

And Now Our Watch Has Ended.