La regista Niki Caro ha presentato le prime immagini della rivisitazione in chiave live action del classico d’animazione Disney del 1998 Mulan

“Partire dalle emozioni per arrivare all’epica”: è questo l’obiettivo di Niki Caro, regista neozelandese che il pubblico Disney conoscerà al cinema il 26 marzo grazie alla rivisitazione in chiave live action del classico d’animazione del 1998 Mulan. Il 15 gennaio la stampa milanese ha potuto ammirare in anteprima alcune scene inedite dall’atteso remake (qui il nostro approfondimento sul film), che proprio come il cartoon e come il mito cinese prima di esso racconta la storia di una giovane donna che rischia ogni cosa per proteggere la propria famiglia e il proprio Paese, diventando uno dei più grandi guerrieri che la Cina abbia mai conosciuto.

Questa volta chi cercava un remake fedele al classico originale resterà deluso: Mulan di Niki Caro sembra davvero vivere di vita propria, omaggiando in maniera equa sia l’indimenticabile classico d’animazione che la fonte letteraria. “La leggenda è talmente nota in Cina che la questione più importante per me è stata sicuramente come adattarla per il pubblico del 2020”, spiega la regista. “In un certo senso il mio compito è stato quello di rendere il viaggio di Mulan più reale. Sia in termini di emozioni, sia per esempio per quanto riguarda le scene action: le nostre tengono conto di quello che potrebbe o non potrebbe fare una giovane ragazza con la corporatura di Mulan”. Come dimostra ad esempio una delle scene mostrate, in cui la guerriera si allena insieme al compagno Cheng, mostrando tutta la sua abilità nelle arti marziali e la sua astuzia in combattimento.

Ma non ci sono soltanto sequenze mozzafiato: la storia di Mulan è prima di tutto quella di un viaggio interiore, di una ragazza che scopre se stessa. Niki Caro lo ha capito benissimo: “Sulla spada del padre di Mulan ci sono tre ideogrammi che significano leale, coraggioso e sincero. Fin dall’inizio Mulan è estremamente leale e coraggiosa, ma finché si finge un uomo non è veramente sincera. Capirà di essere davvero forte e potente soltanto quando rivelerà la sua vera identità di donna”.

In un certo senso è quello che ha fatto la stessa Caro sul set: “Non avevo mai fatto un film action prima d’ora, ma per me è stato assolutamente naturale. Anche io, come Mulan, non ho bisogno di vestirmi da regista uomo”.

A colpire, per quanto riguarda le scene più intime, è sicuramente la recitazione composta e silenziosa di Liu Yifei nei panni della protagonista.

In una delle sequenze proiettate, la vediamo osservare in silenzio l’anziano padre che si prepara per la guerra. Hua Zhou è affaticato dall’età e da una vecchia ferita, ma non esita a sacrificarsi per il bene del suo Paese. Mulan ribatte che se fosse nata maschio, quel sacrificio non sarebbe stato necessario, ma il padre le ricorda che il suo dovere è servire l’imperatore, così come quello della figlia è essere forte e onorare la famiglia. “Per trovare la nostra Mulan abbiamo cercato in tutto il mondo e setacciato ogni città cinese”, ricorda Niki Caro. “Dopo un anno ancora non l’avevamo trovata. Siamo tornati in Cina, consci dell’importanza di scegliere la ragazza giusta, e abbiamo contattato di nuovo alcune attrici che precedentemente non erano disponibili. Liu Yifei era tra esse. Sono profondamente convinta che sia nata per interpretare Mulan. Tra l’altro, ha fatto personalmente gran parte degli stunt senza richiedere la controfigura, perché è abilissima nelle arti marziali, sa usare la spada e sa anche andare a cavallo. È incredibile, ve ne accorgerete”.

MULAN: LA REGISTA SPIEGA L’ASSENZA DI MUSHU

L’incontro è stato anche l’occasione per chiarire un punto fondamentale per i fan Disney: il simpatico drago Mushu non ci sarà, conferma Niki Caro. “Adoro Mushu. È un personaggio fantastico, così perfetto nell’animazione e nella performance vocale che sarebbe impossibile ricrearlo in live action. La cosa più rispettosa che potessi fare era lasciare quel personaggio perfetto all’animazione, e realizzare qualcosa di diverso nel mio film. Molti fan temono che questo sia sinonimo di un film più serio: è vero che il mio Mulan è più realistico, ma l’umorismo non manca. La comicità non nascerà più da Mushu, bensì dal rapporto tra Mulan e i compagni, e soprattutto dalle inevitabili gag “di genere” che vanno a crearsi quando una ragazza si arruola in un esercito di soli maschi”.