La Storia Infinita è arrivata su Netflix e tutti fan – e non solo – sono impazziti. Ma perché questo film degli anni ’80 è ancora un cult?

La Storia Infinita uscì nelle sale italiane il 6 dicembre 1984 e fu subito un grande successo di pubblico. Cosa per nulla scontata se pensiamo che Michael Ende, autore del libro da cui il film è tratto, alla prima visione fu disgustato del risultato. Talmente da intentare causa alla produzione e richiedere che il suo nome fosse tolto dai titoli del film. Nonostante ciò La Storia Infinita è una pellicola imprescindibile della nostra infanzia e un cult generazionale, un film che viene citato ovunque in qualunque modo, dai Griffin a Rick e Morty e ovviamente nell’iconico duetto tra Dustin e Suzy nella terza stagione di Stranger Things.

Special effects story

Sicuramente uno dei motivi per cui è diventato parte del nostro immaginario, è il fatto che sia stato il primo vero film fantasy. In un’epoca dove gli effetti speciali non erano nemmeno immaginabili, La Storia Infinita è stato il primo grande film che ci ha permesso di vivere nel mondo fantastico, di volare insieme a Bastian e Atreyu sul Fantadrago, di conoscere creature magiche e luoghi mai visti. Dimenticate gli effetti digitali e al computer, tutte le creature di Fantasia erano delle vere e proprie marionette e maschere, un vero lavoro artigianale di truccatori e costumisti, di artigiani e artisti, che ci ha regalato delle vere e proprie opere d’arte visive.

La rivincita dei nerd

Ma uno degli aspetti principali che ci ha fatto innamorare da sempre della storia sono i personaggi. Bastian è un bambino che ha appena perso la madre, senza amici e con un padre razionale e che gli vuol far mettere i piedi per terra. Bastian si rifugia nei libri e nei loro luoghi per sfuggire a un mondo che non gli appartiene. Un mondo dove esiste il suo alter ego Atreyu, esattamente il contrario di lui, quello che Bastian vorrebbe essere: coraggioso, sicuro di sé, determinato a portare avanti la sua missione per far del bene agli altri. Un’empatia che diviene osmosi, dove Bastian diviene Atreyu e Atreyu Bastian. Il nerd diviene eroe ed è grazie alla sua immaginazione, che il mondo reale non gli voleva far utilizzare, salva un mondo, il suo.

Girl power

Ciò che fa vivere il mondo di Fantasia è L’Imperatrice. Un personaggio davvero significativo se pensiamo che è una bambina ad avere in mano il regno. È una delle prime donne della storia del cinema ad avere in mano il potere. Per le bambine di tutto il mondo è stato un grande esempio, sopratutto per un pubblico abituato, come era quello dell’epoca, a vedere il potere in mano agli uomini. Qui invece è una donna, non solo, una bambina, ad essere la giusta regnante del tutto, la più potente, ma anche la più vulnerabile vista la sua cagionevole situazione, data dall’arrivo del Nulla. Un Nulla che è l’ignoranza, che cancella tutto e ci fa cadere in un vortice nero di disperazione e tristezza.

Il trauma infantile di una generazione

Una tristezza che echeggia in tutto il film, così come la tematica della morte. In primis la traumatica morte di Artax, il cavallo di Atreyu, che viene inghiottito dalla Palude della Tristezza, perché si fa prendere dallo sconforto. Oltre per la morte del cavallo, questa sequenza è molto importante perché tocca due tematiche molto profonde e adulte: appunto la morte e la depressione. La depressione che viene concretizzata in una palude nera che ti inghiotte, palude nella quale vive un’altra creatura depressa che è la tartaruga Morla. Ma quella vissuta da Morla è un altro tipo di depressione, è quella che è data a causa della solitudine. Morla è talmente sola che ormai parla di sé e con sé in terza persona, come se fosse due persone distinte. Se nella narrazione classica per l’infanzia queste sono due tematiche quasi tabù, questo film ha la capacità di svilupparle in maniera egregia e in diversi livelli di narrazione comprensibili sia dai bambini che dagli adulti.

Books, the best weapons in the world

Ma il messaggio più importante e più forte de La Storia Infinita è l’importanza della nostra immaginazione e creatività, sopratutto in un momento come quello che stiamo vivendo ora. E’ importantissimo ricordarci come i libri e la cultura sono la nostra più grande arma contro razzismo, discriminazione e false notizie e come il vero salvatore di un libro, proprio come Bastian, è il lettore stesso.