Guns Akimbo è su Prime Video: la rinascita di Daniel Radcliffe dopo Harry Potter

Pensate di svegliarvi con delle pistole imbullonate alle mani, cosa fareste? È questo ciò che accade a Miles, interpretato da Daniel Radcliffe nell’ennesima pellicola dell’attore fuori da ogni logica, un strada che sembra l’attore stia prendendo dopo la notorietà di Harry Potter.

Se Daniel Radcliffe ha fatto di tutto in questi anni per togliersi il personaggio di Harry Potter dalle spalle, Guns Akimbo ne è una conferma. Con pellicole come Swiss Army Man (disponibile anche lei su Prime Video) e Horns, Daniel aveva fatto comprendere il suo potenziale e un’attenzione a un cinema al di fuori degli schemi, un cinema di nicchia e indipendente, molto più creativo e aperto rispetto a quello commerciale dal quale arriva. Con Guns Akimbo il suo lato ironico e folle viene a galla.

Daniel Radcliffe è Miles, un ragazzo con una vita piatta e mediocre, che passa le sue giornate attaccate allo schermo dello smartphone e del computer, senza vivere appieno la vita vera. Il suo hobby preferito è fare il commentatore da tastiera, dove dà adito a tutta la rabbia repressa che nel mondo reale non riesce a sfogare. La cosa buffa è che di lavoro fa proprio il contrario: è colui che cancella i commenti inappropriati sui social, per il profilo di un giochino da smartphone. Una sera, dove come al solito si dedica a birra e videogiochi, capita in un gioco illegale del dark web chiamato Skizm. Qui comincia a sparare a zero con commenti e insulti, tranquillamente al sicuro dietro a schermo e tastiera. Ma non la passerà liscia e al risveglio troverà le sue mani, come punizione, imbullonate a due pistole e diverrà così concorrente di Skizm, il gioco reale più violento esistente nelle oscurità dell’internet. 

Di certo le sparatorie non mancano in Guns Akimbo, un film con ritmi ed estetica da videogiochi. Estetica che ci porta nella mente di Miles, sempre con la testa nello schermo di uno smartphone e di un computer, e che di conseguenza vede la propria vita in quella prospettiva e visione. Un film caciarone e divertente, che non dà allo spettatore un momento di tregua, fino alla risoluzione del boss finale, come in un vero videogioco che si rispetti. Un action movie con le carte in regola, con un plot twist interessante e un’attenzione e cura alla fotografia, con colori pop e un richiamo all’estetica dei film distopici anni ’80.

Ma c’è anche un messaggio profondo che sta alla base del girato, un messaggio contro il cyberbullismo e quello che ne deriva. Internet è disseminato di conversazioni tossiche e di persone represse che si difendono dietro a uno schermo, vomitando tutto il loro odio e rabbia che non riescono a sfogare altrimenti su persone reali, che leggono quei commenti e ne rimangono gravemente coinvolti. Una punizione quella che il regista, Jason Lei Howden, vuole dare a Miles e a tutti i cyberbulli là fuori, ma allo stesso modo dandogli la possibilità di riscattarsi e, tirando fuori il suo vero io, vendicarsi di colui che tramava dietro al gioco e al suo meccanismo. Una violenza online e digitale, che qui diviene reale. Non ci sono check point né vite a salvarti, ma solo astuzia e adrenalina, nonostante la goffaggine iniziale di Miles. La parte comica più importante e interessante è sicuramente quella legata al non utilizzo delle mani a causa di due belle pistole bullonate ad esse. Dal semplice vestirsi, all’uso dello smartphone, all’andare in bagno, Radcliffe riesce a restituirci un personaggio impacciato e comico che ben descrive l’assurda situazione che sta vivendo. E il suo outfit è già iconico.

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