Ancora grande successo per La Casa di Carta, che esalta la musica italiana con due canzoni amatissime in tutto il mondo

ATTENZIONE! L’articolo che segue contiene SPOILER sulla serie

Lo sappiamo, siete tra quelli che hanno già terminato la visione de La Casa di Carta Parte 4 (leggi qui la recensione). Costretti a vivere tra le mura domestiche a causa dell’emergenza sanitaria, la serie Netflix è un’ottima cura per la tristezza.

Otto episodi dal ritmo adrenalinico che spazzano via per un momento paura e angoscia. Ma solo per un momento.

Accantonata per pochi istanti la melodia partigiana di Bella Ciao, entrano nella playlist della nuova stagione due canzoni italiane amatissime. A far da cornice al flashback forse più bello della serie – quello del matrimonio di Berlino ai tempi del monastero fiorentino – i brani Ti amo di Umberto Tozzi e Centro di gravità permanente di Franco Battiato.

Il video, pubblicato dall’account ufficiale de La Casa de Papel su Youtube, vede protagonista uno dei personaggi più amati della serie, il controverso Berlino interpretato da Pedro Alonso, che si improssiva marito romantico e dedica alla sua amata Tatiana quel Ti Amo, con un accento spagnolo che siamo certi farà battere molti cuori. 

Il secondo brano scelto dagli sceneggiatori è Centro di gravità permanente di Franco Battiato, che fa sempre da colonna sonora al matrimonio di Berlino nel secondo episodio della stagione. La canzone viene ballata e cantata da Berlino, Tatiana, el Profesor, Palermo, Bogotà e Marsiglia insieme all’improbabile coro di monaci sullo sfondo. 

Non è la prima volta che La Casa di Carta utilizza celebri brani della musica italiana. Nella prima stagione aveva fatto scalpore l’utilizzo di Bella ciao, nota canzone partigiana. Un pezzo che era tornato in voga proprio grazie alla serie spagnola. 

Lo show è il più evidente esempio di quanto in poco tempo Netflix abbia stravolto il mercato in cui opera: solo qualche anno fa la serie non sarebbe nemmeno uscita dalla Spagna, mentre ora è uno dei prodotti di punta di un servizio che opera in quasi 200 paesi e ha 167 milioni di abbonati. È successo per una serie di incastri fortunati, ma anche e forse soprattutto perché Netflix – che certamente ha molti modi per capire e analizzare i gusti dei suoi utenti – ha voluto e saputo farlo succedere.