Presta le tue orecchie alla musica, apri i tuoi occhi ai colori sgargianti e divertiti: Trolls World Tour è ora disponibile al noleggio!

“Can’t stop the felling!” cantava Justin Timberlake nel 2016, doppiando il personaggio di Branch nel cartone animato della Dreamworks Animation Trolls. E quell’emozione, quei sentimenti colorati, euforici, ma soprattutto danzanti e canterini non hanno smesso certo di fermarsi, ritornando quattro anni dopo per il sequel della pellicola diretta da Mike Michell e Walt Dohrn. Quest’ultimo, poi, di ritorno per maneggiare le redini del sequel musicale Trolls World Tour, aiutato dal co-regista David P. Smith e sostenuto dalla storia dei ben cinque sceneggiatori Jonathan Aibel, Glenn Berger, Maya Forbes, Wallace Wolodarsky e Elizabeth Tippet. Il film è disponibile on demand e potete già vederlo su Sky Primafila, Apple TV, Chili, Google Play, Infinity, Rakuten Tv, e Timvision, distribuito da Universal. (Sul sito ufficiale di Trolls World Tour, l’elenco completo delle piattaforme abilitate).
Tante mani, ma soprattutto tante personalità, quante quelle che la protagonista Poppy e i suoi fedeli amici scopriranno popolare il restante regno immaginario, non più unici, buffi, sgargianti abitanti di quelle terre spumeggianti, ma parte di un racconto molto più grande, tutto da dover ascoltare.

Oramai totalmente a suo agio nel ruolo reale di regina, lo scopo principale di Poppy è quello di proteggere i suoi cittadini e di dedicarsi alle attività più divertenti e entusiasmanti a cui i Trolls non possono assolutamente rinunciare. Tutto sembrava andare per il meglio, fino alla scoperta da parte dei trolls non solo dell’esistenza di altre tribù sparse per i territori del loro mondo, ma della particolarità che va distinguendo ognuno di loro. Pop trolls, country trolls, classic trolls, rock trolls, tecno trolls, funky trolls. Uguali eppure differenti a modo loro, ognuno con il proprio sound e il proprio stile di vita, i trolls sono separati da antichi rancori e destinati dunque a dedicarsi solamente alla propria musica. Condizione che Barb, regina del rock, vuole cambiare, tentando di rubare le corde musicali di ogni famiglia e facendole così convivere sotto un solo, roboante suono.

Di ritorno dall’avventura intrapresa anni prima, per Trolls World Tour non poteva esserci alcuna migliore impresa se non quella di addentrarsi ancora più approfonditamente nel bisogno costante di ballo e musica dei piccoli protagonisti, questa volta utilizzata come grande metafora per spiegare ciò che ci rende uguali, ma, insieme, speciali a modo nostro. Rispettando i caratteri primari che già il primo Trolls aveva delineato, il film d’animazione di Dohrn e Smith continua a voler unire l’innata spiritosaggine dei personaggi eccessivi e glitterati che avevamo incontrato nel 2016, ma ne espande ancor più le bizzarrie e le possibilità, mettendoli a paragone con altrettanti simpatici individui e facendoli confrontare in effervescenti singing battles. Una vastità di strampalati, eccessivi animaletti incantati che fanno la fortuna della pellicola animata, cercando di bilanciare le assurdità comiche del film – talvolta a colpire per il loro totale abbandono a una comicità fuori di testa – e il messaggio di fondo di un’opera destinata a un pubblico di giovanissimi.

Perché è primariamente a una fascia di piccola età quella a cui meglio si riferisce Trolls World Tour, l’invito non solo a suonare la propria musica sintonizzandosi con chi abbiamo accanto, ma di riconoscere che, proprio in ciò che più ci rende distanti dagli altri, c’è l’opportunità di trovare un punto di incontro, pronti per dare spettacolo con il più elettrizzante dei duetti. Un mettere insieme quelle corde non per creare un indistinguibile accordo, ma per avere l’occasione di armonizzarne quanti di più belli e particolari; il riprodursi di qualsiasi melodia a cui sentirsi più affini, trovando poi il modo di poterla condividere.
Ampliando la visione sulla dimensione favolistica abitata da Poppy, Branch e tutti i loro saltellanti alleati, Trolls World Tour diventa il Coachella formato famiglia con cui i personaggi – e i suoi piccini spettatori – vanno dimenandosi sul palco. Un viaggio che li ha portati nei villaggi funky, pop, classici della fantasia, fino a condurli alla canzone più importante: quella da cantare tutti insieme, portando ognuno la propria voce.