Una delle più grandi donne della nostra epoca: Michelle Obama si racconta in Becoming – La Mia Storia, ora su Netflix

Becoming. Dal verbo inglese “diventare”. Perché in ogni fase della nostra vita noi diventiamo qualcosa. Diventiamo figli e figlie, diventiamo studenti, lavoratori. Diventiamo madri, padri, genitori di generazioni che dovranno trarre insegnamenti dal nostro presente per trovare la spinta verso il loro futuro. A volte possiamo diventare figure rilevanti, anche influenti; personalità di spessore che si riflettono nella comunità che vogliono e devo rappresentare. E, altre volte, possiamo diventare addirittura la First Lady di uno dei più grandi Paesi del mondo.

Ciò che è realmente successo a Michelle Obama, tra le donne più influenti del XXI secolo, sostegno e roccia del quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti d’America. Alla fine del secondo mandato del compagno di una vita Barack, nell’istante in cui ha dovuto lasciare la residenza della Casa Bianca che per otto anni ha significato per la sua famiglia, solamente, casa, per questa intraprendente, risoluta e grintosa donna è arrivato il momento di fare i conti con se stessa, con la propria vita, con le sensazioni di quest’avventura inimmaginabile che ha dovuto passare, tramutando i propri passi in una biografia diventata uno dei best seller della stagione letteraria 2018.

La sua storia

Illustrazione a cuore aperto di quella che è stata l’esistenza della ragazza di Chicago, nata nella parte Sud della città e finita per le università di Princeton e Harvard, Becoming è il libro in cui Michelle Obama racconta la propria storia che sono, in verità, più storie insieme. Sezioni di un’esistenza diversa a ogni svolta intrapresa, a ogni step che l’ha portata sempre in avanti. Ma esattamente dove? Dove è cominciata Michelle Obama e dove andrà a finire ora? Sulla scia del successo editoriale, Becoming – La mia storia passa dalla carta stampata alla ripresa dal vero, fino all’inseguimento di un tour andato in giro per gli Usa conclusosi dopo trentaquattro città e riportato poi sullo schermo. Un’esperienza promozionale che ha riempito stadi, che ha messo in contatto scuole, circoli letterari, luoghi spirituali in cui è andata inserendosi la ex first lady americana, in un percorso ripreso e assemblato sotto forma documentaristica per la regia di Nadia Hallgren.

Dal privato al pubblico

Un lavoro ideale se concepito sulla base di un simbolo come quello incarnato da una donna di potere come Michelle Obama, che proprio per iscritto aveva deciso di mettersi a nudo facendolo prima di tutto per se stessa, per ri-scoprirsi dopo tanto tempo, dopo quell’irreale e invece così tangibile tempo alla Casa Bianca e che l’autrice del doc ha seguito a propria volta nella costruzione lineare di Becoming – La mia vita. Procedimento avvenuto adoperando una semplicità che ha permesso di rendere consequenziali i capitoli della vita della donna, arricchiti poi dall’intelligente scelta degli inserti con cui intervallare o esplicare i racconti della protagonista, funzionanti per veicolare le intenzioni informative, vitali e caratteriali della Michelle intima, per confrontarla poi con ciò che, per molti anni prima e per altri che dovranno venire, è la Michelle pubblica.

Aprendosi a uno stuolo di spettatori tutti lì pronti ad ammirarla con occhi adoranti, in un montaggio che alterna gli interventi di presentazione in presentazione, tutti simili eppure per ogni persona importanti in maniera diversa e individuale, è cercando di spiegare a noi e a se stessa cosa ha voluto dire affrontare questi compartimenti stagni della propria esistenza a venire racchiuso in una finestra che dà sull’autentica, a volte costruita, ma molto spesso travolgente trascinatrice Michelle Obama. E anche se, nella sua bella confezione ricamata con gran cura, dagli angoli smussati e con tutto quel potenziale comunicativo e riconciliante, Becoming – La mia storia sembra un bel compitino portato a casa come uno di quelli da dieci e lode che prendeva la protagonista negli anni della scuola, il documentario della Hallgren è uno di quelli in cui chi lo realizza cerca di mettere quanta più passione è percepibile, per un lavoro in cui autore e soggetto cercando di confessarsi e di mettere tutto il proprio sé per il risultato finale.

Dal passato ingombrante e dal futuro libero e fatto di orizzonti, Michelle Obama cerca da ora in poi il suo proprio scopo mettendo una incisiva bandiera di inizio con Becoming, per un nuovo percorso che non vediamo l’ora di seguire, promettendosi e promettendoci di essere il più luminoso possibile.