Mission: Impossible – Fallout, martedì 12 maggio alle 21:20 su Canale 5

Sembra strano, eppure nel 2020 ci ritroviamo a parlare di un nuovo capitolo della saga di Mission: Impossibile, franchise nato nel 1996 con Brian De Palma, al quale sono succeduti John Woo (Mission: Impossible II, 2000), J.J. Abrams (Mission Impossible III, 2006), Brad Bird (Mission: Impossible – Protocollo Fantasma, 2011) e infine Christopher McQuarrie (Mission: Impossible – Rogue Nation, 2015).

Quale missione dovrà affrontare il protagonista interpretato da Tom Cruise? Ci sono demoni che lo tormentano e, sebbene sia convinto a combatterli, ormai la stanchezza comincia a bussare alla sua porta.

Nel film del 2018, realtà e finzione sconfinano fino a rendere ogni cosa più complicata, specie per Ethan. I suoi occhi sono pieni di sofferenza, l’indebolimento prende la testa, i pensieri, il passato. Un Ethan Hunt più umano, come il Bond di Skyfall.

Se sembra strano continuare a parlare di una saga decennale, ancor più anomalo è dichiarare che Christopher McQuarrie ha creato il film migliore dell’intero franchise, dando vita a un capitolo che non gode di grandi stilemi autoriali ma di grande fluidità narrativa per tutta la sua durata.

Tra doppiogiochisti, triplogiochisti e una missione da portare a termine, il film sviluppa il suo racconto grazie ad azioni a getto continuo, che godono di originalità e freschezza.
Perché McQuarrie – che ha scritto anche la sceneggiatura – è riuscito a coniugare narrazione e impatto visivo, dando vita a un intreccio preciso e fulminante.
Le rincorse tra Parigi e Londra sono da cardiopalma, dove nulla è lasciato al caso.

Una menzione speciale va dedicata al cast di prim’ordine. Da Henry Cavill a Alec Baldwin, da Simon Pegg a Rebecca Ferguson e Sean Harris, ognuno interpreta il proprio ruolo con eccezionale bravura (Cavill spicca su tutti), viaggiado in sintonia con il vero motore del (dei) film: Tom Cruise.

Un vero e proprio divo che surclassa tutti, che si impone per la sua tenacia e caparbietà nel girare scene estreme e pericolose, colui che saltando da un palazzo all’altro di Londra si fa male a una caviglia e decide comunque di concludere la scena. Un attore, un grande attore che non si perde d’animo nel dare al pubblico una finzione quanto più vicina alla realtà.