Il fenomeno teen di Netflix Tredici si avvia verso una conclusione che, si spera, possa essere migliore della seconda e della terza stagione.

Diversa da qualsiasi altro prodotto destinato agli adolescenti, Tredici, con la sua prima stagione, aveva saputo raccontare i drammi dei liceali attraverso uno sfacciato pessimismo di fondo, con personaggi sfumati e senza cliché. Tredici era stata al centro di polemiche aspre per aver messo in scena un suicidio, puntando il dito contro i comportamenti spesso contraddittori ed egoisti dei personaggi, provocando un senso di smarrimento che ci avvicinava alla condizione di isolamento che Hannah Baker, la protagonista, sperimentò durante i suoi ultimi mesi di vita.

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La prima intera stagione si basava sull’atto estremo compiuto da Hannah. Ma prima di compiere tale gesto, ci vengono mostrati chiari segnali della difficile situazione psicologica della protagonista. In un contesto ignorante che non ha saputo riconoscere i segnali di una crescente depressione, sensibilizzava lo spettatore mettendo in mostra le indirette richieste d’aiuto che Hannah manderà ai suoi conoscenti. Nemmeno i genitori, che pensavano ingenuamente di conoscere la figlia, si resero conto della sua disperata condizione mentale. Il suicidio di Hannah fu mostrato con chiarezza, senza alcun filtro, perché era così che andava rappresentato.

UN MISTERO IMPROVVISATO

Povere di contenuti, invece, la seconda e la terza stagione, colpevoli di aver dilatato la storia trasformando un lodevole teen drama in un mistery thiller poco accattivante. La struttura schematica ritornava, ma molto più confusionaria e poco funzionale rispetto alla prima stagione. Sullo sfondo di un processo inevitabile, nella seconda stagione delle misteriose e patetiche polaroid avevano preso il posto delle originali cassette della prima. Netflix aveva preferito raccontare la storia di Hannah approfondendo il punto di vista degli amici o conoscenti, modificando la profondità del personaggio di Hannah Baker, in contrasto con il profilo psicologico mostratoci nella prima stagione. Una storia che poteva benissimo concludersi alla prima stagione, si trascinava, invece, verso derive sempre meno probabili e sempre più macchinose, che sembravano aggiungere poco e niente alla trama originale. L’involuzione della serie era inevitabile.

A questo, aggiungiamo una terza stagione surreale e poco utile. A rimanere sono i personaggi di contorno che, dopo aver sventato una strage sul finale della seconda stagione, si trovavano di fronte a un nuovo dramma da risolvere: il misterioso omicidio di Bryce Walker, il capitano della squadra di football responsabile di diverse aggressioni sessuali, compresa quella ai danni di Hannah. Una storia che non sapeva dove andare a parare e che non aveva più un messaggio da raccontare. 

IL TRAILER DI TREDICI 4

La stagione conclusiva di Tredici, la quarta, approda su Netflix il 5 giugno. Il trailer ci anticipa un colpo di scena dopo l’altro, tra il mistero sulla scomparsa di Monty e un dubbio insidioso sul destino di Clay. Nel immagini pubblicate online qualche giorno fa, tra i corridoi della Liberty High, tanti, forse troppi, gli accadimenti che andranno a comporre il finale. L’adolescenza tormentata dei protagonista costellata da omicidi, violenza e interrogatori. Riusciranno gli sceneggiatori a chiudere definitivamente il cerchio?

Mentre si preparano al diploma, i ragazzi del Liceo Liberty sono costretti ad affrontare il passato e a prendere decisioni dolorose che cambieranno per sempre il loro futuro.