Il 15 giugno del 1920 nasceva l’indimenticabile Alberto Sordi. Cento anni da italiano e romano D.O.C.

Per celebrare i cento anni dell’icona, vi consigliamo il film Permette? Alberto Sordi, diretto da Luca Manfredi e dedicato alla giovinezza di Alberto Sordi, tra i 18 e i 34 anni, con Edoardo Pesce. Ora disponibile sulla piattaforma Rai Play, lo ripercorriamo per festeggiare la carriera e l’anniversario della nascita del grande attore che ha fatto la storia del nostro cinema.

Edoardo Pesce è Alberto Sordi nel film Permette? Alberto Sordi | Foto: RaiPlay

È soprattutto una storia d’amicizia quella narrata dal film Permette? Alberto Sordi. Un’amicizia tra quelli che sarebbero diventati i giganti della storia del cinema italiano: Alberto Sordi e Federico Fellini. Un’amicizia di vecchia data che ha origine all’inizio della realizzazione del sogno. Anche perché i veri iniziatori di questo sogno sono proprio loro due: Fellini permette a Sordi di sbancare grazie allo ‘Sceicco Bianco’ e a ‘I Vitelloni’ e Fellini di rimando, per queste interpretazioni, sarà conosciuto in tutto il mondo fino ad essere nominato, e a vincere, il primo dei suoi numerosi Oscar.

Ma questa è già la fine della storia che Luca Manfredi ci vuole narrare. Non una storia fatta di lustrini e riflettori, ma una storia fatta di coraggio e determinazione. Dall’espulso dalla Scuola dei Filodrammaturghi di Milano, per il suo forte accento romano che non riesce a lasciarsi alle spalle, fino alla fortuna che gli porterà il doppiaggio di Oliver Hardy negli sketch di Stanlio e Ollio e gli spettacoli di varietà. Fortuna che lo porterà in tv e finalmente a un film con Vittorio De Sica, che però sarà un flop. In aiuto arriverà l’amico Federico con il suo primo film, al quale seguirà I Vitelloni, con l’iconica pernacchia che gli permetterà di entrare nel mondo della comicità e nelle grazie di Steno, fino al suo film più conosciuto e amato: Un Americano a Roma.

Edoardo Pesce è Alberto Sordi nel film Permette? Alberto Sordi | Foto: RaiPlay

Ma non solo la carriera artistica. Anche la vita privata, con l’attaccamento di Alberto alla famiglia, al padre musicista e alla madre maestra, sempre attenta alle volontà del figlio e capace di dargli fiducia e ad accompagnarlo nel suo grande sogno. E poi le numerose donne e la scandalosa (all’epoca) relazione con Andreina Pagnani, attrice e doppiatrice, più grande di lui di 15 anni.

Ovviamente toccando un gigante del genere del cinema italiano, non sono mancate le critiche, sopratutto dei familiari, che non accettano alcune parti del film, colpevoli di non raccontare la verità della vita dell’attore. Ma dobbiamo ricordarci che i film biografici sono una libera interpretazione della vita che si vuole narrare, e alcune scelte vengono fatte per permettere al film di funzionare. Di certo Edoardo Pesce, già visto in Dogman e per il quale ha vinto sia Nastro D’Argento che David di Donatello, ci rende un Alberto Sordi ben fatto, modulando la voce, che non cade nella caricatura, restituendoci anche le movenze del grande mattatore dietro un eccellente studio del body language. Anche Fellini viene creato con la corporatura giovanile, descritta dallo stesso regista nel suo Libro dei Sogni.

Permette? Alberto Sordi, valido prodotto anche per chi, in giovane età vuole recuperare la storia di una grande commediante, ha un’unica pecca: la scelta, non molto azzeccata, di far interpretare l’Alberto Sordi diciottenne allo stesso interprete dell’Alberto Sordi trentenne; così come accade a un Fellini invece sempre troppo giovane per le età che dovrebbe rappresentare. Ciò porta lo spettatore ad avere difficoltà ad inquadrare età e date, di una storia già di per sé non molto conosciuta ai più. Difatti l’impulso che si ha durante la visione è di googlare la vita dell’attore e dei suoi compagni di viaggio per vedere e capire le storie e i volti che ci appaiono. Interessante invece è l’attenzione al contesto e al cambiamento del cinema, che viene descritto senza grandi didascalie, ma tra le righe, tra i racconti e i pensieri dei due protagonisti e anche tramite le loro opinioni. Il film risulta, così, molto godibile. Di certo una bella produzione Rai che ci può intrattenere ricordandoci la storia del cinema e della nostra nazione e di una personalità così interessante e originale come Sordi, soprattutto in un’occasione come il suo centesimo compleanno.