Arriva sulla piattaforma Netflix Desperados, la nuova commedia romantica con Nasim Pedrad e Lamorne Morris, tra concetti che vorrebbero essere profondi e comicità superficiale.

Ogni volta che si guarda un film – o si legge un libro – viene stipulato un tacito accordo tra chi fruisce l’opera e chi l’ha scritta – si tratti di un solo autore o di un team di registi-sceneggiatori-e-produttori. Stiamo parlando di un patto con lo spettatore che ha a che fare con la sospensione dell’incredulità – termine coniato nel 1817 dal poeta inglese Samuel Taylor Coleridge – e prevede la reciproca intesa tra chi produce e chi fruisce l’opera che il primo rispetterà alcune regole se il secondo accetterà che – per quanto diverso dal nostro – l’universo imbastito ha una sua coerenza interna. Di solito, il concetto di sospensione dell’incredulità viene tirato in ballo per film di genere: fantasy, fantascienza, ghost stories e molti film d’animazione necessitano che lo spettatore accetti quello che sta vedendo sullo schermo e lo consideri plausibile, anche se non realistico. 

Anche le commedie romantiche, tuttavia, hanno bisogno di una certa dose di sospensione dell’incredulità da parte di chi sta dall’altra parte dello schermo, ma – soprattutto – le commedie romantiche hanno bisogno di rispettare le aspettative del pubblico. Il lieto fine, insomma, è d’obbligo. Nonostante Netflix abbia provato già in passato a destrutturare il genere con Rebel Wilson e il suo Non è romantico, tuttavia la protagonista arriverà sempre ai titoli di coda con un sorriso sulle labbra appena baciate e una nuova emozionante storia d’amore davanti a sé. Non fa eccezione questo Desperados, la cui trama segue pedissequamente una struttura costruita sul triangolo lui-lei-l’altro in cui il cavallo vincente è quello su cui non avresti mai scommesso. La nuova commedia romantica distribuita da Netflix non ha certo un finale al cardiopalma e, anzi, la chimica tra i due protagonisti – che abbiamo già visto interpretare una coppia nella sit-com New Girl – è palpabile fin dalle prime scene. Cosa resta, allora, di un film dal finale già scritto?

Saggezza popolare vuole che la parte più importante di un viaggio sia il viaggio stesso e non la destinazione; applicando lo stesso aforisma alle rom-com potremmo dire che non è importante il lieto fine, ma gli eventi che lo rendono possibile. Iniziamo dunque questo viaggio tra resort messicani, epifanie catartiche e delfini curiosi.

Wesley Darya è proprio come tutte le altre ragazze da commedia romantica: una sfortunata in amore/sfortunata nel lavoro eterna damigella di matrimoni altrui che, dopo un disastroso appuntamento al buio con l’amico di un amico, Sean, inciampa nel suo principe azzurro, il bello, simpatico e senza cognome Jared, interpretato da Robbie Amell. Wes, affascinata, presenta al ragazzo una versione edulcorata e meno intensa di se stessa, adattando i suoi comportamenti e le sue parole alle aspettative di Jared, ma quando il ragazzo smette di rispondere ai suoi messaggi, dopo la prima notte di sesso, ecco che una sbronza e amareggiata Wes, spalleggiata dalle amiche di una vita, scriverà una mail piena di cattiverie ed emoticon a il fu Jared Senzacognome, salvo scoprire in quello stesso momento che il suo cavaliere si trova in Messico, dove è rimasto ricoverato in ospedale a seguito di un incidente stradale. Come salvare la relazione se non partendo alla volta del Messico per cancellare la mail prima che Jared venga dimesso e si riappropri dei suoi device? E chi se non Sean aspetterà Wes proprio nel resort in cui alloggia anche Jared? Un viaggio da Desperados, appunto. 

Come abbiamo già detto, il finale di Desperados è scontato, e la strada per arrivarci è lastricata di gag non proprio freschissime: come da copione Wes resterà nuda in momenti in cui non sarebbe appropriato, risveglia gli ormoni di un giovane adolescente scatenando le ire della madre e viene cacciata dal resort, non prima di avere un incontro caliente con un delfino, anch’esso in preda agli ormoni. Inseguendo Jared, o meglio il suo PC e continuando a incontrarsi e scontrarsi con Sean, Wes affronterà un viaggio interiore che la porterà a realizzare l’importanza di essere una buona amica per le persone veramente importanti nella sua vita, e a capire l’assurdità di dover fingere di essere una persona diversa da se stessa per essere meritevole di amore.

Il cuore del film vuole essere proprio questo: l’importanza di essere te stessa, non importa quanto sgradevole o fuori dai canoni, di trovare una persona che trovi divertenti le stesse assurdità che fanno ridere te, che ti permetta di non fingere all’interno della relazione. Tuttavia il messaggio si fa confuso nel momento in cui le amiche di Wes la abbandonano al suo destino proprio per il suo comportamento, e la protagonista si trova davanti e un’epifania che la trasforma da stronza egotistica a altruista patentata. Il self-emprovement è sempre una buona cosa, non lo mettiamo in dubbio, ma cozza un po’ con il messaggio di ama te stessa così come sei che sembra guidare la trama fino al prevedibile, lieto, imbarazzante, finale.

Le rom-com, soprattutto se lanciate in streaming in piena estate, non sono un genere fatto per far nascere nello spettatore pensieri profondi, tuttavia le disavventure cinematografiche di più o meno trentenni hanno sempre fatto da specchio alle disavventure reali delle più o meno trentenni dall’altra parte dello schermo, e nonostante il tentativo di lanciare un messaggio positivo a chi sta guardando questa insalata di cliché, Desperados risulta un prodotto invecchiato precocemente, con un messaggio confuso, che non sfrutta neanche come si deve le splendide location messicane. Un viaggio, insomma, che non vale il prezzo del biglietto.