Dopo la tragica scomparsa di Naya Rivera, riflettiamo sul destino atroce che ha colpito molti membri del cast e degli addetti ai lavori di Glee.

La chiamano la maledizione di Glee ed è decisamente di cattivo gusto. È anche vero, però, che ciò che continua ad abbattersi sul cast della famosa serie televisiva concepita dalla mente di Ryan Murphy sconcerta per la portata di drammi e tragedie che vede coinvolti i suoi membri, di cui è venuta a mancare ufficialmente il 13 luglio 2020 la giovane attrice Naya Rivera. Trentadue anni e un figlio di quattro rimasto senza un genitore, il corpo della Rivera è stato ritrovato nel lago Piru in California, dove si era recata con il piccolo per una giornata insieme. Se inizialmente il sospetto era quello di suicidio, causato dalla misteriosa scomparsa della donna e il ritrovamento sulla barca in mezzo al lago del bambino, l’autopsia ha evidenziato la morte per annegamento a causa di una corrente troppo potente, che avrebbe tirato nelle sue profondità l’attrice, riuscita per miracolo a salvare il figlio.

Alcuni attori di Glee, amici e parenti di Naya Rivera si stringono per mano
durante le ricerche del corpo della giovane | Foto: Just Jared

Una tragedia che va allungando, quindi, quella serie di sfortune che sembrano caratterizzare la serie, ma per cui Naya Rivera era già stata protagonista qualche anno fa. La donna era stata, infatti, accusata di violenza domestica dall’ex marito Ryan Dorsey nel 2016, venendo anche arrestata e rilasciata su cauzione. Accuse che furono poi ritirate e portarono alla fine del matrimonio con Dorsey, ma che avevano già scombussolato la visione che molti fan avevano dell’interprete di Santana. Imparagonabili, però, sono le cause delle altre due morti che segnano il cast di Glee, dall’inqualificabile scoperta di materiale pedopornografico dell’attore Mark Selling che lo ha portato al suicidio alla morte per overdose di Cory Monteith, il cui anniversario ricorre esattamente il 13 luglio 2013, sette anni prima il ritrovamento del cadavere di Naya Rivera.

Seppur di minor peso, anche la protagonista Lea Michele, nella serie l’insopportabile e talentosa Rachel Barry, sembra essersi fatta terra bruciata attorno a causa dei suoi comportamenti all’interno dell’ambiente dello show business, che la vedrebbero arrogante e razzista nei confronti dei suoi colleghi. A far saltare fuori la questione è stata un’altra interprete della serie, Samantha Marie Ware, la quale avrebbe sbugiardato la collega durante i sommovimenti del Black Lives Matter, ritwittando un post della Michele in cui le ricordava quando, in verità, era proprio lei a prendere di mira la giovane interprete di colore.

Non certo, dunque, un cast a cui il futuro si è prospettato rose e fiori quello di una serie fondamentale per la tv e la serialità moderna come Glee, che al netto delle disgrazie che ha visto capitare all’interno del team, ha sempre cercato di promulgare aspetti positivi che potessero far accettare al pubblico tanto se stessi, quanto chi è diverso da noi. Essere membro del Glee Club significava proprio farsi forza di quelle differenze che potevano separare, avanzando, alla fine, i buoni sentimenti, gli stessi che ci hanno fatto avvicinare proprio a questi, nonostante tutto, iconici personaggi.

E proprio la Santana di Naya Rivera per molti fu una rivelazione di personaggio, pur nella sua semplicità. Cheerleader di invidiabile bellezza, il suo scopo all’interno della serie non era solamente quello della “bitch” strafottente e invidiata, ma diventò punto di riferimento per un movimento come quello LGBT che ne riconobbe le difficoltà che molte, troppe volte le persone che vorrebbero soltanto amare sono costrette a dover attraversare. Un personaggio, dunque, stratificato nella sua forza dirompente quanto nella fragilità di una ragazza che cercava, come tutti quelli del Glee Club, di esprimere se stessa, utilizzando lo strumento della musica per uscire e addentrarsi nella realtà.

È quindi innegabile non ammettere come proprio alcuni dei brani di Naya Rivera all’interno della serie abbiamo fatto la storia delle performance di Glee. Dalla Valerine di Amy Winehouse all’arrangiamento in chiave violoncello della Smooth Criminal di Michael Jackson, dal mash-up Survivor/I Will Survive delle gare nazionali a un altro emozionantissimo pezzo come l’incontro tra Rumor Has It e Someone Like You, in uno dei momenti più intensi per il personaggio di Santana. E, in questo momento, è impossibile non pensare alla sua performance di If I Die Young, dedicata al personaggio di Finn nella terza puntata della quarta stagione, emblema di una vita che rimarrà impressa nella mente dei suoi famigliari e dei tantissimi fan.

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