Vi presentiamo CineChic, la nuova rubrica che esplorerà i look iconici del grande e piccolo schermo. Un viaggio attraverso approfondimenti, recensioni, interviste, eventi e tanto altro.

My Red Carpet nasce nel 2016. Un progetto fortemente voluto da due grandi sognatrici: Roberta ed Erika. Le due donzelle, la prima amante del cinema e la seconda insaziabile fashion addicted, hanno unito le loro forze creando un blog – poi diventato un portale – in cui poter condividere con i propri lettori la passione per il cinema, per le serie tv, per il glamour e per gli eventi. Diffondere cultura con uno sguardo sempre attento alla modernità.

Il cinema è da sempre ricordato come una grande fabbrica di sogni e desideri, produttore inarrestabile di esperienze uniche e infinite realtà irraggiungibili.

La moda, dal canto suo, non è da meno. Segna l’inizio e la fine delle epoche nella storia, lasciando che i capi trasmettano gli umori, le passioni, le crisi e le tradizioni dei popoli, mentre il tempo, inesorabile, scorre.

Il mondo della moda è storicamente legato al cinema in modo indissolubile, tanto che una sceneggiatura diventa storia della moda, e viceversa. Un matrimonio sinergico tra segmenti visivi, una narrazione attraverso immagini che ha spesso determinato la bellezza di un’opera filmica e il suo potere persuasivo.

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Audrey Hepburn – Colazione da Tiffany | Foto: Paramount Pictures

La moda nel cinema: storia di un amore

Cos’è CineChic? Provate a chiudere gli occhi e a pensare al vostro personaggio cinematografico preferito. Ne ricordate le gesta, la citazioni e, soprattutto, lo distinguete grazie alla sua fisicità e ai costumi che indossa. In quest’ottica, ogni film è CineChic: nel sistema di costruzione del senso che è il cinema, la moda rappresenta un ulteriore elemento che esprime il senso del corpo del personaggio.

Capitava negli anni ’30, quando Marlene Dietrich ci diceva che si può essere Femme Fatale e sensuali anche con abiti maschili. E diventava sempre più manifesto negli ’50, quando una smagliante Audrey Hepburn consolidava il suo rapporto con il couturier francese Hubert de Givenchy – che aveva conosciuto al tempo di Sabrina (1954) – indossando i suoi abiti dentro e fuori dal set.

Se dapprima la moda entrava nel grande schermo attraverso gli abiti firmati dalle grandi dive (oltre alla Hepburn occorre citare anche Catherine Deneuve in Bella di giorno di Luis Buñuel vestita da Yves Saint Laurent, per esempio), oggi siamo testimoni di un’evoluzione che vede la moda come elemento principale del plot o gli stilisti come diretti protagonisti della pellicola.

Una scena di Il Diavolo Veste Prada | Foto: 20th Century Fox

CineChic: come nasce lo stile?

Sapete chi è Patricia Field? La Field è una nota costumista e stilista newyorkese che, non a caso, ha ricevuto una nomination agli Oscar per aver curato i costumi de Il Diavolo veste Prada. Ma non solo: Patricia Field è la costume designer della serie tv Sex and the City. Conoscete Catherine Martin? Costumista premio Oscar per Moulin Rouge!, lei ha curato costumi e scenografie de Il Grande Gatsby

Perché raccontarvi questo? Perché l’abito, l’accessorio, lo stile è ciò che da subito ci dà l’idea del personaggio e, soprattutto, ne delinea il carattere rendendolo visibile esteriormente ben prima della sua espressione verbale. Come lo fa? Lo fa con Carrie Bradshaw che volteggia leggera con la sua gonna in tulle nella sigla della nota serie tv HBO, lo fa con un maglione ceruleo che identifica Andrea Sachs in versione sciatta prima del makeover ne Il Diavolo Veste Prada; ci riesce inserendo nel guardaroba del protagonista un must have irrinunciabile. Ce lo vedreste James Bond senza smoking su misura? E Indiana Jones senza camicie sgualcite, cappello di feltro, giacca di pelle e una predominanza di colori terrosi da archeologo avventuroso? Riuscireste ad immagine Elsa di Frozen con un vestito di un colore diverso dal ghiaccio? E i supereroi senza il loro costume da combattimento? Se la risposta a queste domande è NO, avete compreso l’anima del nostro progetto.

James Bond e gli attori che lo hanno interpretato negli anni | Foto: Universal Pictures

I personaggi che fanno moda

Nella storia del cinema e della tv, recentemente, molti si sono appassionati alle avventure di una certa élite di Manhattan. Tra i lussuosi appartamenti dell’Upper East Side e l’urban di Brooklyn, Gossip Girl ha avuto un notevole impatto sull’economia e sul turismo della Grande Mela. Neanche a dirlo, gran parte dell’influenza culturale derivata dalla serie è proprio connessa al mondo della moda. Mai discreta e sempre molto influente, la moda caratterizzava i personaggi tanto da renderli iconici agli occhi dello spettatore. In particolare, le due protagoniste Serena e Blair (interpretate rispettivamente dalle bellissime Blake Lively e Leighton Meester) hanno contribuito a lanciare nuove tendenze e a portare oltreoceano l’appariscente stile newyorkese, dalle divise della prestigiosa Constance School agli abiti d’alta moda indossati durante gli eventi mondani. 

Lo stile e la moda di un film o di una serie segnano in maniera indelebile la nostra memoria. Una pellicola è un vero e proprio viaggio nel tempo e, in questo, possiamo portarvi un altro esempio tangibile datato 2016. Una “certa” Mary Zophres, costume designer di La La Land, aveva il compito di realizzare i costumi di due personaggi non fornendoci un’indicazione sugli stati di spazio, tempo e luogo del film, ma rendendoli retrò e al contempo moderni. Un’operazione difficile ma non impossibile. Mia (Emma Stone) e Sebastian (Ryan Gosling) non appartengono a un’epoca specifica, ma sono sospesi tra il sogno e la realtà, tra l’aspetto retrò e realistico del film e questo grazie ai costumi ideati e pensati dalla Zophres, che ci fanno innamorare e diventare romantici prima ancora di rimanere a bocca aperta davanti alla loro esplosione di colori. 

CineChic, nel tempo, esplorerà personaggi, pellicole e serie tv. Di ieri, di oggi e di domani. Un’avventura dedicata agli amanti di ogni genere, perché ogni genere è moda. 

Bozza del vestito di Mia in La La Land | Foto: Lionsgate