Il cinema per le tematiche sociali: presentato Non odiare con Alessandro Gassmann alla 35. edizione della Settimana Internazionale della Critica.

Non odiare è un comandamento, forse da tutti dimenticato, credenti e non. Cinque minuti di applausi e grande commozione del cast e del pubblico alla proiezione del film Non odiare. L’opera prima di Mauro Mancini, unico film italiano in concorso alla 35. edizione della Settimana Internazionale della Critica di Venezia, con Alessandro Gassmann, Sara Serraiocco e Luca Zunic, è stata presentata ieri pomeriggio in occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica.

Il film nasce da un fatto di cronaca del 2010 e al centro vi è il gesto – anzi il non-gesto – di un chirurgo ebreo (interpretato da Gassmann) davanti a un ferito di fede neonazista: salvargli o meno la vita?

Di cosa parla Non odiare?

In una città del nord-est vive Simone Segre, affermato chirurgo di origine ebraica: una vita tranquilla, un appartamento elegante e nessun legame con il passato. Un giorno si trova a soccorrere un uomo vittima di un pirata della strada, ma quando scopre sul suo petto un tatuaggio nazista, lo abbandona al suo destino. Preso dai sensi di colpa, rintraccia la famiglia dell’uomo: Marica, la figlia maggiore; Marcello, adolescente contagiato dal seme dell’odio razziale; il piccolo Paolo. Verrà la notte in cui Marica busserà alla porta di Simone, presentandogli inconsapevolmente il conto da pagare.

Il dilemma morale del medico, Alessandro Gassmann: curare o no chi ti odia e ti vorrebbe annientare? Diventa scelta, poi rimorso e poi senso di colpa. Diretto, potente e senza retorica, entra nel cuore oscuro dei tempi in cui viviamo: razzismo, antisemitismo, intolleranza. A tal proposito, presentando il film alla stampa, Gassmann ha dichiarato:

“Viviamo in una società dove l’odio ha (ri)tirato su la testa. Non so se fosse scomparso, ma sicuramente lo stiamo ritrovando, in rete e fuori dalla rete. Non odiare sarebbe il comandamento più attuale di tutti in questo momento…”