La prima impressione della seconda stagione di The Boys: la serie Amazon Prime Video sempre più folle arriva il 4 settembre

Se l’equilibrio tranquillizza, la pazzia è molto più interessante. Ed è con le parole del saggista britannico Russell che introduciamo il nostro commento alla seconda stagione di The Boys, punta di diamante dei contenuti originali di Amazon Prime Video. I primi tre episodi saranno disponibili a partire dal 4 settembre, e seguiranno una modalità di pubblicazione inedita: ogni venerdì, sarà disponibile una nuova puntata, per terminare con l’epico finale di stagione il 9 ottobre. Sappiamo già che The Boys è stata rinnovata per una terza stagione, e che al cast si unirà Jensen Ackles, star di Supernatural, che interpreterà Soldier Boy – il Supereroe originale.

Partiamo dalle basi…

La prima stagione di The Boys, singolare e apertamente splatter, è stata una vera e propria boccata d’aria, anche per chi i supereroi li ama davvero. Ha capovolto la percezione popolare secondo la quale chi ha superpoteri è dichiaratamente buono, rompendo con forza gli stilemi comuni che tutti siamo abituati ad assorbire.
Riassumendo, The Boys ha detto no. Le persone sono persone, alcune buone e altre cattive, anche se dotate di poteri soprannaturali.

La serie, che attinge dall’immaginario fumettistico dell’omonima opera di Darick Robertson e Garth Ennis, ha rivoluzionato le basi morali, plasmando la realtà contemporeanea e stravolgendo il concetto stesso di supereroe. Un’evidente critica nei confronti della nostra società, che trasforma il potere e il successo in pubblicità e consumo, proprio come la Vought Corp, la compagnia che nella serie mercifica i supereroi, lucrando sulla loro immagine. A loro tutto è concesso: uccidere, nascondere, minacciare, ci penserà la compagnia a coprire i loro atti estremi, senza inficiare minimamente sulla loro credibilità.

EROI NON SI NASCE

La seconda stagione riprende la narrazione immediatamente dopo la fine della prima, mentre i personaggi si muovono a spirale tra gli eventi. Butcher, che credeva che sua moglie Becca fosse stata uccisa o scomparsa, scopre di aver vissuto per anni nella menzogna: Becca è viva e nascosta dalla Vought, mentre cresce il figlio avuto da Patriota. Il gruppo dei The Boys rimane insieme a fatica, tra un’operazione andata male e una rivelazione che potrebbe ribaltare l’intero status quo: supereroi non si nasce, si diventa.

Una sceneggiatura pungente e arguta, moderna e irriverente accompagna le gesta di eroi e villain in queste prime puntate. The Boys non vuole insegnare una lezione, ma è intelligente in ciò che cerca di trasmettere. La retorica sagace contro il consumismo mostra la sua personalità: il culto e il fanatismo sono una forza più potente di qualsiasi entità, poiché i fandom possono essere motivati in modi altrettanto tossici come qualsiasi partito politico. Costruito coi toni di un thriller di cospirazione datato anni ’70, questa seconda stagione vanta frequenti esplosioni, azione e violenza. Ed è proprio sulla dose di brutalità che ci soffermiamo: esagerata sì, ma meticolosamente bilanciata con un’ampia critica culturale.

Lo spettacolo a cui assistiamo può essere letto come una storia incentrata su un Superman malvagio (Patriota, ovviamente), più interessato al potere e alla tossicità che al bene comune. Un (super)uomo che non si ferma davanti a nessuno, nemmeno davanti a un cieco…

Questi episodi, meno spavaldi rispetto ai primi tre della prima stagione ma senza ombra di dubbio brillanti, gettano le basi per qualcosa di più grande. E il vero spettacolo si compie quando entra in scena Karl Urban, maschio alfa dall’aspetto luciferino per cui vale la pena rimanere incollati allo schermo a ogni episodio.