Dal 23 ottobre su Netflix, il film d’animazione del premio Oscar Glen Keane Over the Moon ci porta sulla Luna alla ricerca dell’amore eterno e di se stessi

Over the Moon – Il fantastico mondo di Lunaria, il nuovo film di animazione originale diretto dal leggendario animatore e regista premio Oscar Glen Keane è una co-produzione Pearl Studio e Netflix. Una fusione tra tradizione orientale e tecniche d’animazione marcatamente occidentali; un film per il nostro secolo, globalizzato, colorful, ritmato e luminoso. Affronto o sfida alla Casa di Topolino?

La trama

Una brillante ragazzina, spinta dalla determinazione e dalla passione per la scienza, costruisce una navicella spaziale per andare sulla Luna e dimostrare l’esistenza della leggendaria dea che vi abita.

Una volta atterrata, rimane coinvolta in una ricerca inaspettata e scopre un luogo bizzarro popolato da creature fantastiche. Diretto dal leggendario animatore Glen Keane e prodotto da Gennie Rim e Peilin Chou, “Over the Moon – Il fantastico mondo di Lunaria” è un’emozionante avventura musicale che racconta la capacità di andare avanti, l’accettazione di novità inattese e il potere dell’immaginazione.

Netflix VS Disney

Gli antichi cavalieri gettavano un guanto per sfidare a duello chi, raccogliendolo, accettava la sfida.

Quella che vi racconto oggi, in sostanza, è una storia che parte da una sfida: Netflix ha in programma di diventare il nuovo colosso dell’animazione; la Disney rimarrà a guardare? Nemmeno per sogno. Ecco che il racconto prende forma, e come in una partita di ping-pong, i giocatori si dimenano senza esclusione di colpi, tra velocità e malizia.

E se il 2019 ci ha portato Klaus, primo lungometraggio d’animazione di Netflix Animation che ha conquistato addirittura una nomination all’Oscar (meritatamente), il 2020 ci dona Over the Moon e La Famiglia Willoughby. Disney risponde riorganizzando il suo business, esprimendo la volontà di concentrarsi maggiormente sulle piattaforme streaming. Un match avvincente da cui trarre beneficio: il mondo del cinema d’animazione, nei prossimi anni, sarà più popolato che mai. 

Rispettando la tradizione

Cartoon visionario dalle tinte sfavillanti, Over the Moon è una storia di crescita e consapevolezza arricchita da una metafora centrale: colmare il vuoto che lascia una persona cara ormai defunta con l’amore. Accogliere le novità che il futuro saprà dare senza avere paura del cambiamento.

Un’eroina protagonista caparbia e piccole creature che fanno da aiutanti (adorabile la coniglietta Bungee tanto da fare invidia a Tamburino di Bambi) strizzano l’occhio alla tradizione disneyana, ma l’ambientazione e l’essenza leggendaria della cultura cinese implicano una profondo rispetto nei confronti dello stile orientale, donando fierezza al racconto e autonomia al film.

Sebbene Over the Moon voglia affermarsi con coraggio,  la trama ricalca la struttura dei grandi film d’animazione hollywoodiani del passato e del presente. La voglia di raccontare più storie indebolisce il ritmo poetico iniziale, accaparrandosi i consensi del pubblico con riferimenti pop degni dei migliori videoclip di Lady Gaga o Katy Perry. 

Ma è un solo un momento di défaillance, però, e se l’abbiamo perdonato ad altri film animati che ne erano caratterizzati molto più di Over the Moon, possiamo farlo anche in questo caso, osannando lo svolgimento del climax e la conclusione del racconto.

VERSO LA LUNA… E OLTRE

Quella matita che ci ha regalato i volti più amati della storia dell’animazione – da Ariel de La Sirenetta ad Aladdin, da Pocahontas a Tarzan -, ha lasciato tempo fa gli Studios per dedicarsi a progetti indipendenti. Senza abbondonare il bagaglio d’esperienza acquisito animando i protagonisti della nostra infanzia, Glen Keane mette a disposizione la sua arte impreziosendo il lungometraggio con chicche in 2D che ci collegano direttamente agli anni ’90, riportandoci poi ai giorni nostri alla medesima velocità di un razzo con scene elettrizzanti e contemporanee. Delicato come un fiore di loto è il racconto della leggenda della dea della luna, coraggioso ed espressivo è il volto della protagonista Fei Fei, poetici ed emblematici sono i dolci della luna – che solo a guardarli sembrano emanare profumi inebrianti-, rappresentativi sono i personaggi secondari e conturbanti le scene d’azione e quelle cantate. 

Le cose si fanno vertiginosamente eccitanti quando si arriva su Lunaria, dove la dea Chang’e si rivela reale e protagonista di numeri musicali da pop-star del nuovo millennio, con un pubblico da stadio che la venera e canta con lei a squarciagola canzoni che rimangono in testa anche a film conlcuso. Nella versione italiana, si omaggiano i temi ben più noti di cartoon come Dragon Ball e Lupin e si balla a ritmo di hip-hop e freestyle. 

In conclusione

Nonostante l’influenza di Disney sia incalcolabile, Over the Moon gode di una resa visiva prodigiosa, traduzione di un pregevole lavoro dei suoi animatori e del regista. L’impresa titanica di ricreazione di un nuovo mondo che mixa musica, animazione tradizionale, modernità e colori vince sulla storia già vista e già raccontata in altri contesti animati, ma il finale commovente fa dimenticare ogni difetto, riscaldando i cuori di spettatori grandi e piccini: una tenerezza sicura come la carezza di una mamma. Un film delizioso come un dolce della luna. 

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