Il regista di Hunger e 12 anni schiavo ha realizzato cinque film che debutteranno in streaming su Amazon: si tratta di Small Axe. I primi episodi in anteprima alla Festa del Cinema di Roma

Ci sono storie che vale la pena raccontare. Momenti storici che hanno necessità di venir inquadrati per raccontare ciò che ha portato fino ad oggi, persone le cui vite hanno fatto la differenza per porsi come faro di movimenti e cambiamenti che, altrimenti, non sarebbero mai stati fatti. Sono tante le voci rimaste inascoltate, le imprese compiute e mai premiate. Ma finché anche soltanto una sola persona avrà il desiderio di tirarle fuori dall’oblio, allora ci sarà la speranza di poter donare loro visibilità.

È per questo che Steve McQueen giustifica i suoi lunghi undici anni nell’elaborazione della sua inedita serie. Small Axe è il progetto narrativamente sontuoso che ha coinvolto l’autore britannico nell’elaborazione di cinque puntate dalla durata di altrettanti film. Non imprese collegate le une alle altre per la struttura dei loro racconti, ma episodi singoli che, nella lunghezza che appartiene solitamente al formato cinematografico, presentano altrettante vicende, che per il cineasta di 12 anni schiavo dovevano avere l’occasione di poter esprimersi al loro meglio.

È il tema quello che collega tra di loro gli accadimenti di ogni puntata di Small Axe. Nell’inquadrare una porzione precisa di un determinato susseguirsi di anni stabilendosi nel cuore dell’Inghilterra, McQueen affida alla sua operazione seriale e antologica il proprio evento e il proprio tono, sapendo scegliere tra interpreti peculiari della scena black dell’intrattenimento moderno – John Boyega è il poliziotto di colore dell’episodio Red, White and Blue, mentre la giovane, ma promettentissima Letitia Wright di Black Panther è il centro focale della rivolta di Mangrove – e girando un prospetto di quel periodo a cavallo tra gli anni Sessanta e gli Ottanta in cui il prodotto si va a focalizzare.

La mano di McQueen è onnipresente nella costruzione registica delle scene e delle atmosfere di Small Axe, che per quanto possano mutare di racconto in racconto, di accadimento in accadimento, mantengono un certo rigore raffinato che descrive da sempre la cifra dello stile dell’autore inglese. Un tocco che è anche modo di stabilire la propria maniera di voler rappresentare i fatti che si fanno specchio di una comunità di colore rimasta per troppo tempo ingabbiata nelle convinzioni retrograde e violente di una maggioranza bianca che mostrava tutta la propria ignoranza, rendendo evidente un problema che riguarda ogni angolo del mondo e ogni cittadino nero di questa terra, volendone anche spiegare l’impronta sociale che da queste vicende è andata formando il bacino culturale di un paese come l’Inghilterra.

C’è politica nella serie di McQueen, c’è lo scontro che nasce dai ribaltamenti e dalla volontà di farsi conoscere e rispettare dall’altro, c’è la passione, quella per la musica, per la scrittura, per le persone stesse che sono quelle per cui è opportuno combattere e avanzare i propri ideali. C’è un insieme di spettri personali e pubblici che vogliono fare di Small Axe un raccoglitore di fotografie di quell’epoca, volendo essere una ricostruzione civica e sentimentale che guarda con più chiarezza possibile a quello che si è attraversato.

C’è inoltre, intrinseco, l’origine di quel razzismo sistematico, il nocciolo di quell’odio, quell’astio, quella difficoltà di comprensione dell’altro che ha segnato alcuni dei capitoli più densi di rammarico della storia, che hanno condotto ad un presente che può trovare alcune delle sue motivazioni, alcune delle sue battaglie, alcuni dei suoi principi proprio nel lavoro svolto da Steve McQueen. L’impegno di scavare nel passato per fare in modo, attraverso la rielaborazione, di trattare con rispetto coloro che, di rispetto, poco ne hanno ricevuto. Una serie elegante nella sua superficie, ma tumultuosa sotto ciò che mostrano le immagini, per uno spicchio di vita di coloro che ci sono stati e che hanno significato qualcosa per chi è sta vivendo adesso.

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