L’ADORABILE COMMEDIA DAL SAPORE NATALIZIO HOLIDATE, CON EMMA ROBERTS, DIVERTE E INNAMORA.

Holidate vorrebbe svelarci il segreto su come affrontare le feste cercando un festamico specializzato, ma in verità nasconde tutt’altro. Nella difficoltà di dover fronteggiare cene e parenti, Natali e surrogati, la rom-com dello sforna-film-romantici-deliziosi Netflix, vorrebbe nella soluzione ideata dai protagonisti Emma Roberts e Luke Bracey la trovata per sormontare l’ostacolo dei falsi auguri e degli inappropriati regali – non proprio Roberts e Bracey, semmai la zia ultra cinquantenne piuttosto allegra che ha vissuto negli anni un’esistenza svincolata da legami e dai comportamenti alquanto dissoluti. Che sia, però, una bellissima coppia di attori dai volti scultorei e dai denti smaglianti a dircelo o una parente incontenibile come quella della Kristin Chenoweth poco importa. Holidate è non solo il deterrente da utilizzare quando si ha voglia di divertirsi con del sano romance, ma è altresì la spinta che ci costringe a saltare sul treno Ryan Gosling.

Sì, tutti abbiamo il nostro treno Ryan Gosling. Può essere un’offerta di lavoro, una nuova opportunità di vita dall’altro capo del mondo o, semplicemente, un inaspettato amore che ci chiede solamente di aprirci. Il principio è: non puoi perdere il treno Ryan Gosling quando il treno Ryan Gosling ti si presenta davanti. E non puoi tirarti indietro di fronte a (i pettorali di) Ryan Gosling se, in una serata tutta particolare in cui sei nella sua camera e fuori piove, lui ti alza in volo come nel famosissimo passo di Dirty Dancing e ti fa rimanere lì, in alto, con una leggera eccitazione dovuta alla possibilità ancora non confutata di poter cadere e l’essere, insomma, tra le mani proprio di Ryan Gosling.

È di opportunità di cui parla Holidate, i cui protagonisti scelgono di declinare in una doppia maniera, quella in cui il treno passa e noi non sembriamo nemmeno in grado di accorgercene, e un’altra, in cui siamo esattamente al binario della stazione, ma qualcosa ci tiene irrimediabilmente fissi nella nostra immobilità. È regola, poi, del treno Ryan Gosling. Non tanto quello di non passare mai più o avere solamente un’unica occasione nella vita – anche se non si può mica incontrare un dio biondo greco al reparto surgelati di un supermercato, no? O, almeno, non più di una volta -, ma di bruciare completamente la possibilità di intraprendere quella corsa che, sicuramente non sai dove ti porterà, ma a cui non puoi rinunciare solo per paura di soffrire.

Questo comprende, infatti, tutta un’altra serie di treni non a direzione Ryan Gosling. Concentrandoci solamente sul punto di vista sentimentale, può esserci stato il treno Luc, giovane francese dal torace scolpito e gli occhiali alla John Lennon che ti ha tradito con la barista di Starbucks, può esserci il treno Gina, Lorraine o Julie, che ha finto di amare il golf, ma un giorno improvvisamente se ne è andato dalla tua casa portando con sé il tostapane. Tostapane che avevi comprato tu. I treni, dunque, sono tanti, a prescindere. Possono essere di breve durata, di attraversata più intensa, possono percorrere lunghe strade o farti capire che, probabilmente, era meglio scendere due o tre fermate prima.

Quello che Holidate vuole affermare, nella sua maniera buffonesca di fare, nell’atmosfera e fisicità molto più slapstick di quanto ci si aspettava, è che non serve trovarsi un compagno per le feste come avevano stipulato da primo accorto il personaggio di Emma Roberts e di Luke Bracey. Non ce n’è bisogno quando quell’amico di uscite programmate, visto solo ogni due o tre mesi di distanza per riempire il vuoto delle festività invasive e difficili da passare in solitaria, sembra poter rivelarsi un viaggio non programmato, ma che potrebbe portati a visitare posti che non avevi nemmeno immaginato e a tempo indeterminato.

È la spiritosaggine che serve ad alimentare la corsa di quel veicolo dove, alla fine, è in due che si finisce per salire. Una leggerezza che deve far parte di ogni rapporto, dove la voglia di trascorrere insieme il Ringraziamento viene non dal fatto di non desiderare vedere tua madre accoppiarti col primo medico single che le va ad abitare accanto, ma perché si ha piacere di poter dire: ehi, ti va di passare le feste insieme? A me sì. Con un’irriverenza semplice che sa però conquistare, con quella punta di prevedibilità che aiuta a voler comprare il biglietto per poter salire, Holidate non è la trovata geniale del festamico per Pasqua e Capodanno, ma è l’incentivo a prendere quel treno Ryan Gosling anche quando ne siamo spaventati. Che tu sia stato ferito, sia diventato insicuro o non sia certo della meta. Prendi solamente quel treno e comincia a pensare a un bel regalo da fare al prossimo Natale.