Dal toccante Identifying Features agli entusiasmanti titoli de Le stanze di Rol fino al documentario già cult Gunda: tutto ciò che è stato il Torino Film Festival 2020.

Non è facile spostare un intero festival dal vivo all’online, ma, nonostante le mille preoccupazioni e le più disparate problematiche, qualcuno ce l’ha fatta. Certo manca la buona compagnia, il fare le file attaccati mentre si scambiano i pareri sul film visto nella sala accanto e il sapere di potersi emozionare in un cinema pieno e febbricitante, vivo di sentimenti tra quelli offerti dal grande schermo e quelli provati dal pubblico. C’è, però, chi ha accettato la sfida di questo 2020 di spostare gli eventi direttamente sulle piattaforme digitali e, con l’aiuto di MyMovies, la 38esima edizione del Torino Film Festival è riuscita a realizzare un piccolo, ma esaltante festival fatto – come ogni anno – di chicche e titoli imperdibili.

TORINO 38 Concorso Internazionale Lungometraggi Miglior film
BOTOX di di Kaveh Mazaheri (Iran-Canada, 2020)

Torino Film Festival: i film

Se a vincere per il Miglior film è l’opera Botox del regista Kaveh Mazaheri, è il Premio della Giuria a Identifying Features – titolo originale Sin señas particulares – a commuovere per la portata emotiva e insieme intima della pellicola di Fernanda Valadez. Attraverso il dolore di donne e madri, la cineasta riprende con intensità i confini tra Messico e Stati Uniti che sono anche terra di tombe e sepolture per corpi che, non sempre, vengono reclamati o riconosciuti. La ricerca della madre del film, che si spinge fino a confini pericolosi pur di accertarsi che il proprio figlio sia ancora in vita, viene esaltata dalla meraviglia dei paesaggi e della dolcezza con cui vengono ripresi, in contraddizione con la durezza del racconto. Un’opera sulla ricerca e su ciò in cui la frontiera trasforma, prendendone i rischi quando il sogno americano non riesce a prendere forma. Film che vede premiata al festival anche la sua protagonista Mercedes Hernandez, mentre ad affiancarla nel premio è il Miglior attore Conrad Mericoffer per Camp de Maci.

TORINO 38 Concorso Internazionale Lungometraggi Premio Speciale della Giuria
SIN SEÑAS PARTICULARES di Fernanda Valadez (Messico-Spagna, 2020)

A far parte del concorso, pur non avendo ricevuto alcun riconoscimento, è Regina del debuttante Alessandro Grande, che vede l’esordio del regista che si ritrova a dirigere un habitué del cinema e della televisione italiana come Francesco Montanari assieme alla giovane co-protagonista Ginevra Franceschini, che avevamo già avuto modo di poter apprezzare nel lodevole horror The Nest – Il nido. Toccando i toni drammatici per questo specchio sui rapporti familiari, Regina è il ritratto di un legame tra padre e figlia che viaggia in direzione esistenziale, un punto che un altro film italiano, non in concorso, ha saputo trattare al TFF38, ossia Vera de Verdad del regista Beniamino Catena. Nella commistione tra sci-fi e interrogativi su cosa accade dopo e oltre la morte, il film vede come protagonista una bambina di nove anni che, dopo essere scomparsa per due anni, torna nel corpo di una donna. Un film diviso tra Italia e Cile che utilizza i colori dei due paesi per descrivere le atmosfere di questa vita e quella che, probabilmente, ci aspetta, in un incontro con la natura e ciò che è impossibile spiegare.

TORINO 38 Concorso Internazionale Lungometraggi Miglior Attrice
MERCEDES HERNANDEZ per SIN SEÑAS PARTICULARES di Fernanda Valadez

Tra i film, però, che più di tutti hanno suscitato l’attenzione del pubblico online del Torino Film Festival, fanno parte le pellicole della sezione Le stanze di Rol, una ricerca del genere, tra thriller e angustie dell’orrore e della fantascienza che hanno elettrizzato gli spettatori. A partire è stato The Dark and the Wicked, horror satanista sulla presenza sia umana e famigliare dei protagonisti, sia su quella mefistofelica di un essere malvagio. Una carneficina di paura e sangue con cui la sezione ha dato il via a una serie di pellicole imperdibili. Tra tutte a risaltare è il piccolo gioiellino di Tim Sutton Funny Face, stesso regista del Dark Night del 2016, che torna a fare delle maschere il suo cinema. In un film che si contrae fino ad implodere nella violenza mai espressa, ma tiratissima della pellicola, l’autore riprende la storia che si fa romance tra i due Cosmo Jarvis e Dela Meskienyar mentre cercano di sfuggire chi dalle convenzioni della propria famiglia, chi dall’avanzata di un capitalismo ormai saturo e fintamente potente.

Fantascienza e thriller al Torino Film Festival 2020

Continuando con Le stanze di Rol, sono poi la fantascienza e il thriller ad entusiasmare: Fried Barry è lo psichedelico ritratto di un alieno arrivato sulla terra e di come sarebbe se si ritrovasse nel corpo di un uomo. Un film che viene iniettato direttamente negli occhi degli spettatori mescolando pazzia e stravaganza, per un esordio esilarante nella sua pazzia. E, oltre alle assurdità di Fried Barry, ecco la sezione tingersi di mistero con The Oak Room, un thriller classico come non se ne vedevano da tempo che convince proprio per questa sua fattura semplice, ma efficacissima, che va così chiudendo la parte più elettrizzante di questo TFF38.

E, per concludere, impossibile non citare un film com Gunda, documentario di un’ora e trenta prodotto da Joaquin Phoenix e proclamato da Paul Thomas Anderson come il più bel pezzo di cinema contemporaneo, scritto e diretto da Viktor Kossakovsky e incentrato sulla vita di un maiale e i suoi compagni nella fattoria. Un bianco e nero estetizzante per un racconto essenziale sulla natura nato per sensibilizzare il pubblico – da qui il contributo di Phoenix -, ma soprattutto una di quelle opere che solo un festival come quello di Torino potrebbe offrire e di cui siamo grati al festival come per l’aver affrontato le mille difficoltà presenti, avendoci così donato un interessante e stimolante evento cinematografico.