Siamo abituati a vedere Brad Pitt come un adone. Ma siamo sicuri che sia solo quello? Ecco 5 ruoli ironici e curiosi dell’attore americano.

Brad Pitt conquista con C’era una volta…a Hollywood la sua statuetta agli Oscar. Non è la prima, vinta nel 2014 con 12 anni schiavo prodotto dalla sua Plan B, ma quella attribuita ad una sua performance in quanto Miglior attore non protagonista. Pellicola di Quentin Tarantino che non solo ha riconfermato il talento di un attore tra i più noti di ogni tempo, ma ha anche sprigionato la bellezza di un uomo che, più avanzano gli anni, più dimostra un fascino appartenente soltanto ai grandi divi del cinema. Ma l’aspetto non è l’unica cosa che conta, nonostante sia quello che possa inizialmente risaltare di più se si pensa all’adone Pitt. In verità, l’interprete di Cliff Booth ha dalla sua un’ironia che ha saputo trasportare in alcuni dei suoi ruoli più curiosi o istrionici, che ripercorriamo qui attraverso cinque film.

Snatch – Lo strappo di Guy Ritchie (2000)

È l’inizio degli anni 2000, Guy Ritchie è al massimo della sua forma e come secondo film dopo l’esordio Lock & Stock – Pazzi scatenati nel 1998 gira la sua opera migliore Snatch – Lo strappo, nonché la più rappresentativa per lo stile dell’autore britannico. Un cast dai nomi altisonanti, che vede affianco al fidato Jason Statham – già protagonista del primo lungometraggio di Ritchie – anche Beneficio Del Toro, Stephen Graham, ma, soprattutto, Brad Pitt, nel bislacco ruolo de Lo Zingaro. Di poche parole, dal fare schivo, ma dal pugno micidiale, Lo Zingaro di Pitt segna l’entrata nel nuovo secolo di un attore che è pronto ad abbandonare le parti soltanto da belloccio, nonostante gli addominali prestanti di cui fa mostra nel cult Snatch.

Ocean’s Eleven – Fate il vostro gioco di Steven Soderbergh (2001)

Altro grande giro di artisti per accompagnare uno dei ruoli più singolari di Brad Pitt. Ma i nomi che questa volta affiancano l’interprete nel film di Steven Soderbergh Ocean’s Eleven – Fate il vostro gioco sono ancora più di richiamo: George Clooney, Matt Damon, Elliot Gould, Casey Affleck, Andy García. Tra tutti quanti, Pitt è quello che si avvale di una caratteristica peculiare e improbabile: sembrerebbe che il personaggio di Rusty interpretato dall’attore americano non compaia mai in scena senza qualcosa da mangiare. Una particolarità che, nel corso degli anni, i fan hanno notato sempre di più nelle pellicole dell’attore, sottolineando come questa caratteristica appartenga a molteplici ruoli di Brad Pitt, da Fight Club, a Troy, fino a Moneyball.

Burn After Reading – A prova di spia di Joel ed Ethan Coen (2008)

brad pitt

È forse la prova più buffa dell’intera carriera di Brad Pitt. Il merito è anche quello dei fratelli Coen, autori di alcuni dei titoli più filosoficamente e malignamente ironici del panorama internazionale. Brad Pitt si lascia dirigere al fianco ancora una volta di George Clooney, insieme per l’occasione a Frances McDormand, John Malkovich e Tilda Swinton. Look necessario per diventare l’elemento indimenticabile del film: tutina rossa aderente, ciuffo biondo ossigenato, cuffiette alle orecchie e un balletto da svolgere in maniera imbarazzante.

Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino (2009)

Il sodalizio tra Brad Pitt e Quentin Tarantino comincia così, con la messinscena di un gruppo di attori siciliani che, in verità, fanno da copertura al tenente Aldo Raine di Brad Pitt e ai suoi uomini nel film Bastardi senza gloria, che ha rivisitato una parte della storia. È impossibile dimenticare Brad Pitt mentre cerca di pronunciare qualche parola italiana per non far saltare all’aria il proprio travestimento, facendo della sequenza di Bastardi senza gloria uno dei momenti più divertenti e iconici dell’opera tarantiniana, nonché tra le scene più celebri dell’attore.

Deadpool 2 di David Leicth (2018)

A volte non serve molto tempo per regalare un attimo di giubilo agli spettatori. Anzi, a volte bastano soltanto pochi secondi. Sono quelli di cui si è avvalso l’attore Pitt per il suo breve cameo in Deadpool 2 diretto da David Leitch, stunt-man passato alla macchina da presa e diventato tra i più gasati registi action della scena moderna. Protagonista dell’opera è, ancora una volta, l’esilarante Ryan Reynolds, che nel mettere su una personale X-Force trova in Brad Pitt il suo Svanitore, personaggio dei fumetti creato da Stan Lee e Jack Kirby. C’è solo un problema: buttandosi da un aereo con il paracadute, sulle note elettriche di Thunderstruck, l’uomo invisibile fino a quel punto, friggerà a causa dei cavi della luce rivelando il suo aspetto, che non è altro che quello del nostro Brad Pitt.