A un anno di distanza dalla sua uscita al cinema, analizziamo insieme gli elementi geniali di Cena con delitto – Knives Out. Lo potete riguardare ora su Prime Video. 

Appassionati di Cluedo? Cena con delitto – Knives Out è il film che fa per voi. Scritto e diretto da Rian Johnson, il mystery movie più esaltante degli ultimi anni ha dalla sua parte non solo uno dei cast più iconici e meglio assemblati della cinematografia moderna, ma li fa incontrare tra di loro su di un tabellone fatto di pedine da seguire, indizi da scovare e segreti che aspettano soltanto di venir svelati.

Come in tutti i delitti che si rispettino, la posta in palio è un’eredità da capogiro, un impero letterario e monetario da far venire le vertigini e da voler essere accalappiato da ogni singolo personaggio del machiavellico film. Una partita che Johnson instaura tra la pellicola e il suo pubblico che devono accettare le regole classiche del mistero per risolvere un apparente suicidio, atto scatenante degli eventi della pellicola i cui sviluppi dovranno essere seguiti con la lente di ingrandimento. In questa versione filmica che tanto ha in comune con il famoso gioco da tavola, soprattutto per le atmosfere e per la ricerca di soluzioni che dovranno sbrogliare il nodo andatosi a formare al principio, Cena con delitto è una partita a Cluedo di cui ripercorriamo personaggi, arme del delitto e luoghi principali, preparandoci a muovere la prima mossa nell’entusiasmante intrigo.

I personaggi

Nelle regole del Cluedo sono tre i misteri da indovinare per scoprire il colpevole. Chi è l’assassino, che arma ha usato e in quale luogo della casa è avvenuto il delitto. Nel nostro personale gioco alla scoperta di Cena con delitto esploriamo personaggi, oggetti e posti simbolo del film, il che ci fa partire direttamente con il nostro investigatore privato Benoît Blanc.

Benoît Blanc

Elegante, perspicace, intelligente, ma non per questo altezzoso e pieno di arie. È l’investigatore Benoît Blanc, di cui tutti hanno letto sul New York o visto twittare sui social. L’ultimo dei gentiluomini della sua categoria, uomo tutto d’un pezzo che accetta di seguire un caso anche quando non sa chi sia il suo cliente, rendendo il gioco ancora più interessante. A interpretarlo c’è Daniel Craig, britannico che perde il proprio accento per questo personaggio che investiga sui propri casi come fossero dei zuccherosi donuts, di cui sa bene è suo dovere controllare all’interno del buco in caso ci fosse nascosto dentro un altro donut più piccolo con dentro ancora un altro buco. Un uomo che sa riconoscere la gentilezza del cuore e crede che una piccola macchiolina di sangue sulla scarpa di un’infermiera non debba portare a conclusioni affrettate. L’investigatore che vorremmo tutti ingaggiare semmai ne avessimo bisogno, lui che vola sulla traiettoria dell’arcobaleno per raggiungere la verità, la quale riesce quasi sempre a cadere direttamente ai suoi piedi.

Nonna Wanetta

La signora Wanetta è la madre dell’apparente suicida, ma possibile vittima di omicidio Harlan Thrombey. Harlan è morto esattamente la notte del suo ottantacinquesimo compleanno, e questo può darvi a grandi linee l’idea di quanto possa essere avanti con l’età la povera Wanetta. Eppure nessuno sa bene quanti siano gli anni raggiunti dalla donna, sempre silente che stia seduta nella sua sedia o si sia appena strafogata di tartine al salmone, ovviamente senza che nessuno l’abbia vista. È anche colei che riveste un ruolo chiave nello smascheramento degli eventi che coinvolgono il figlio deceduto e che potrebbero passare come i vaneggiamenti dell’età avanzata. Ma per la Wanetta dell’attrice K Callan, donna dedita all’osservazione e all’ascolto, tutto risulta perfettamente chiaro, come la totale fiducia che può riporre in Blanc.

Linda Drysdale

Jamie Lee Curtis è cresciuta nel mezzo degli spargimenti di sangue visto il suo debutto da final girl in Halloween. Certo non deve essere facile per il personaggio della sua Linda Drysdale, figlia del defunto Harlan Thrombey, accettare la morte del genitore e il gesto che è venuto a compiere, sospettando fin da subito che dietro si nascondesse uno di quei loro indovinelli che hanno fatto parte dell’infanzia della donna nel legame col padre. Nei suoi costosi tailleur e con la sua espressione severa, ma al contempo accomodante, Linda riceverà comunque una (ulteriore) sorpresa dal genitore, un messaggio con stampa invisibile riservato soltanto a lei, per permetterle un futuro migliore.

Bonus: Agente Wagner

All’agente Wagner riserviamo solo alcune righe, ma necessarie ai fini del nostro gioco. L’agente Wagner interpretato da Noah Segan non è altro che la trasposizione cinematografica dello spettatore che assiste ai fili tirati dalla sceneggiatura di Knives Out. Appassionato di libri gialli, nonché fan di un autore che sulle investigazioni ha basato la propria carriera come quel Harlan

Thrombey interpretato da Christopher Plummer, il personaggio dell’agente Wagner è attento e interessato, eccitato dal poter finalmente assistere a una trama mystery dal vivo tanto da non riuscire a contenere il suo puro trasporto, nemmeno durante un interrogatorio.

L’arma del delitto

La tazza

Per arma del delitto nel nostro gioco non intendiamo propriamente un oggetto contundente, bensì memorabilia identificatori e appartenenti solamente agli indizi da scoprire di Cena con delitto. Tra tutti, è la tazza passata in eredità da Harlan all’infermiera Marta Cabrera a rappresentare lo status dei personaggi. Con sopra stampate le scritte “My house. My rules. My coffee”, questo oggetto diventa chiarificatore al principio quando bisogna definire di chi è il ruolo di detentore della casa e dell’eredità e, alla fine, quando dall’ormai trapassato Thrombey tutta la fortuna accumulata negli anni è passata all’immigrata Marta. “Immigrata” perché è così che la definisce un personaggio del film, perché nessuno ricorda mai di che nazionalità sia e perché rischia di veder deportata sua madre fuori dal Paese vista la mancanza dei documenti per la sua cittadinanza. Partita, dunque, in posizione sfavorevole, Marta guarderà dall’alto in basso con la sua tazza tra le mani il resto di quella famiglia ipocrita e classista alla fine del film, che a parole la riteneva membro del gruppo, ma che in verità ha rivelato solamente un’anima fasulla, razzista e egoista.

Rischio SPOILER: I pugnali

Harlan Thrombey ne era cosciente: il nipote Ransom, dell’attore Chris Evans, non saprebbe distinguere nemmeno un pugnale vero da uno fasullo. Ed è proprio questo essere incoscientemente sprovveduto ad incastrare il ragazzo per il suicidio del nonno. Non solo Ransom è stato incastrato al punto tale da poter venir accusato di omicidio, ma tenta anche davanti agli agenti di polizia e al detective Blanc un gesto disperato, lanciandosi addosso alla sorpresa Marta, cercando di infilzarla con un pugnale nel petto. Pugnale, però, finto preso dal trono scenografico all’interno della sala degli interrogatori di Cena con delitto, ma di cui parleremo tra poco.

Il maglione

Passiamo ora a un oggetto exra-cinematografico. Ci sono oggetti che diventano rappresentativi anche al di fuori dell’ambito filmico in sé, che appartengono magari ad un’opera, ma vengono ripresi e resi indicativi anche al di fuori. È il caso del maglione bianco del personaggio di Ransom (Chris Evans), che ha definito il ricco rampollo di famiglia prima ancora dell’uscita di Cena con delitto. Un capo d’abbigliamento che ha spopolato già dalle promo sul film nella presentazione dei personaggi, che sembra però talmente aderente al carattere di Ransom e stare così bene al proprio interprete da essere diventato segno identificativo del film.

Bonus: finta finestra

Come per l’agente Wagner, anche “l’arma del delitto” ha un suo componente bonus e si tratta della finta finestra che indica un’importante meccanismo nell’intrigo del film. Visibile al di fuori, ma completamente invisibile dall’interno, la finta finestra è un ingresso assicurato per chi non vuole far scoprire la propria presenza ai piani superiori, utilizzata tanto da colpevoli, quanto da innocenti.

Il luogo del delitto

La casa di Cena con delitto

La meravigliosa abitazione della famiglia Thrombey fa da palcoscenico principale agli eventi di Knives Out. La casa non solo è il reale tabellone su cui vanno disponendosi i possibili assassini, ma rispecchia l’anima raffinata e enigmatica del suo proprietario. In stile antico con mobili, pavimento, scale e ripiani in legno, la reggia personale dei Thrombey ha in sé il fascino delle case dei libri gialli e la ricchezza delle abitazioni delle famiglie altolocate. Un pezzo di antiquariato, ma assolutamente prezioso.

Sala interrogatori

All’interno della casa, è la sala degli interrogatori quella ad essere maggiormente vissuta nel film. La nota sedia con corona di pugnali appartiene esattamente a quella stanza, oggetto che avvolge il capo dei personaggi con le sue numerose lame, destando un effetto cinematografico di altissimo impatto. Una sala dove vanno consumandosi le verità taciute del delitto commesso, dove ci viene presentato anche per la prima volta Benoît Blanc.

Lavanderia

Il luogo più spaventoso all’interno dell’opera, in cui viene commesso anche un delitto, è una lavanderia usa e gesta chiusa da anni in cui avanza la muffa nelle pareti e non c’è nemmeno una fonte di luce che possa privarla del buio. Un covo di ragni e spazzatura che determinano un posto apparentemente abbandonato, ma a cui l’infermiera Marta deve necessariamente dirigersi per scoprire chi si nasconde dietro quello che sembra un ricatto alla propria persona. Forse il solo luogo davvero da mystery che offre la pellicola, prima di ritornare al lusso e agli sfavillii della famiglia Thrombey, passato poi tutto all’affidabile e generosa Marta.