Chiara Lubich, umanità, fratellanza, bontà e vocazione. Il film sulla saggista per celebrare il Centenario della nascita il 3 gennaio su Rai1

Il 2021 di Rai1 inizia con una grande storia: va in onda in prima serata il 3 gennaio il tv movie Chiara Lubich. In occasione del Centenario della nascita di questa grande donna, Rai Fiction – in co-produzione con Eliseo Multimedia – realizza un film delicato e accessibile a tutti, celebrando una figura storica che, durante il corso della sua vita, ha sempre anteposto il bene comune alla propria soggettività. 

Chi era Chiara Lubich?

Nel tv movie, viene tratteggiata con intensità dalla splendida Cristiana Capotondi, protagonista assoluta diretta egregiamente da Giacomo Campiotti, ma nella vita vera Chiara Lubich aveva il volto di un personaggio che diventò autorevole grazie alla forza della bontà e del suo credo.

Nata a Trento nel gennaio del 1920, Chiara Lubich è stata la fondatrice del Movimento dei focolari, organizzazione che affondava le sue radici nei concetti di fratellanza universale e unità tra i popoli e religioni. Con la sua forza d’animo, ha contribuito al riavvicinamento della Chiesa Cattolica con quella Ortodossa; è stata la prima donna bianca non musulmana a parlare nella moschea di Harlem a New York e, da donna cattolica, è stata chiamata a parlare a migliaia di monaci buddisti in Giappone e Thailandia. Chiara Lubich, che è venuta a mancare nel 2008, ha le coloriture di una santa, ma con la natura corporea di un essere umano che ha cambiato, a suo modo e grazie alla sua vocazione, la visione del mondo. Una figura storicamente importante che è riuscita a trascendere il concetto di religione monoteista ponendosi come dialogo tra più religioni e più comunità.

Essere fuoco e amore

Chiara Lubich è la storia di una giovane donna e il suo sogno: realizzare la fratellanza universale. Al centro dei suoi dialoghi di pace spiccano la forza dell’amore e la solidarietà che può costruire ponti tra gli uomini di qualunque razza o fede religiosa. Il film è, dunque, il ritratto di una donna libera, appassionata e coraggiosa.

Durante la conferenza stampa di presentazione, il regista Campiotti ha affermato che si è scelto di raccontare i primi momenti della sua opera, la scoperta della sua vocazione proprio in mezzo alle miserie della guerra, sottolineando come, anche in un momento in cui la socializzazione è estremamente difficile, l’emozione di condividere gli stessi ideali appassiona e convince. Quello che vediamo in Chiara Lubich è dialogo ecumenico e interreligioso, la costruzione di una politica al servizio del bene comune, basata sulla ripartizione dei beni, non sul profitto. Un discorso che, se vogliamo, risulta moderno più mai.

Il film disegna tutti i volti di Chiara, mentre prendono forma e vigore grazie alla fede. A tal proposito, la protagonista Cristiana Capotondi ha dichiarato: “Chiara è una figura che sa parlare a tutti, ed è un personaggio che è sempre restato giovane, aperto al dialogo senza paura e senza sovrastrutture che di solito ci sono con l’avanzare dell’età. Sono figlia di madre ebrea e di padre cattolico, ho una visione laica del mondo sono una persona con una mia personale visione spirituale. Non è più possibile non considerare le diversità. La sorellanza o la fratellanza è fra le anime e la storia ci ha fatto capire quanto sia importante questo elemento. Chiara era materna nonostante non avesse avuto figli: era madre di tutti. Si donava dando cura e benessere agli altri.”.

Il progetto non è circoscritto all’ambito religioso, e questo grazie alla sceneggiatura semplice e alla fluidità della narrazione che trasmettono la giusta leggerezza e la grande pluralità della storia. “Con Cristiana Capotondi, abbiamo lavorato verso la semplicità, contro i rischi della retorica, raccontando Chiara che non pontifica mai, ma condivide con gli altri la gioia delle sue scoperte. Una giovane donna allegra, profonda ma leggera, concreta e umile.” queste le parole del regista. Chiara Lubich – L’amore vince tutto vi aspetta su Rai1 la sera del 3 gennaio. 

Chiara Lubich – La Sinossi

Trento, 1943. La città è oltraggiata dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Chiara, giovane maestra di scuola elementare, deve interrompere la lezione per condurre i bambini in salvo in un rifugio antiaereo. Là, nel tempo sospeso del bombardamento, ritrova alcuni amici: Ines ed Enrico, prossimi al matrimonio, Natalia e Dori che sognano anche loro una famiglia. Chiara invece vorrebbe solo avere delle risposte ai grandi interrogativi che la attanagliano. Tutto il suo mondo trema. Afflitta dalla devastazione e dal dolore che vede intorno a sé, Chiara cerca disperatamente di dare un senso a quanto sta accadendo. La decisione di vivere concretamente il Vangelo la porterà a unirsi in condivisione con le sue amiche, scatenando le reazioni dei benpensanti, tra cui il padre di Ines, un gerarca fascista che non tollera che la loro figlia frequenti Chiara. “Che tutti siano uno” è questo il versetto del Vangelo che più ha colpito Chiara e che diventa il suo programma di vita, scandaloso e incomprensibile per chi, stremato dalla guerra, cerca prima la vendetta della giustizia.