La totale eccentricità di The Prom rispecchia la comicità intrinseca di un’opera che ha scelto la contemporaneità come terreno fertile per seminare spensieratezza.

La trama di The Prom

The Prom segue Dee Dee Allen (la tre volte premio Oscar Meryl Streep) e Barry Glickman (il vincitore di Tony James Corden), due stelle del teatro newyorchese alle prese con una crisi: il loro nuovo e costoso spettacolo di Broadway è un enorme flop che stronca all’improvviso la loro carriera. Nel frattempo, in una cittadina dell’Indiana, la liceale Emma Nolan (l’esordiente Jo Ellen Pellman) affronta tutt’altra delusione: rinunciare al ballo della scuola con la sua ragazza Alyssa (Ariana DeBose) nonostante il sostegno del preside (Keegan-Michael Key), per via del divieto imposto dalla presidente dell’associazione genitori (Kerry Washington). Nel tentativo di risollevare un’immagine pubblica ormai sbiadita, Dee Dee e Barry decidono di sposare la causa di Emma e partire in compagnia di Angie (la premio Oscar Nicole Kidman) e Trent (Andrew Rannells), altra coppia di attori disillusi in cerca di una svolta. Ma l’attivismo da celebrità egocentriche gli si ritorce contro e finisce per sconvolgere la vita del quartetto, che farà di tutto per regalare a Emma una serata in cui poter essere davvero se stessa.

La recensione di The Prom

Quante volte ci siamo commossi davanti a sinceri atti di altruismo. Di commovente, genuino, volontario altruismo. Sentimento incentivato soprattutto se eseguito da qualche star d’eccellenza, di fronte al gesto di qualche rinnovato attore, cantante, regista, sospinti da un moto di orgoglio per aver da sempre considerato quella celebrità un nostro personale paladino artistico e di giustizia, o cominciando a guardarlo sotto tutt’altro occhio dopo il suo accorato battersi per qualche nobilitante causa. Tutto meraviglioso, tutto sostanzialmente, inequivocabilmente, giusto. Ma ci siamo mai domandati che cosa si nasconde dietro a quel commovente, genuino, volontario altruismo?

Non è certo scardinando le dinamiche sociali e divistiche che danno forma e plasmano lo star system quelle secondo cui andremo ad approcciarci all’esplorazione – o tanto meno alla visione – di The Prom di Ryan Murphy, ma è pur sempre entusiasmante notare come il musical targato Netflix, da una portata corale tale che comprende Meryl Streep, Nicole Kidman e James Corden, affonda le proprie basi in un’attualità tanto scottante, da cui si innalzerà il palcoscenico che farà riverberare ciò che del musical vuole essere ascoltato. È infatti opera del 2016 quella da cui trae l’operazione cinematografica dell’instancabile impiegato Murphy – vera e propria macchinetta del magnate Netflix, tra tre serie originali rilasciate solo quest’anno, un lungometraggio e svariate produzioni.

Da Broadway, con amore

The Prom prende dall’omonimo musical del 2016, ideato e fatto risplendere da Bob Martin e Chad Beguelin, che dal libretto della loro opera accettano di passare alla sceneggiatura dell’omonimo originale Netflix dove l’attivismo, o presunto tale, si anima dello splendore e dei glitter di un’operazione fatta con il lapalissiano intento di intrattenere al massimo delle potenziali queer e, perché no, queen. È del ballo di fine anno che stiamo parlando, dell’evento più emozionante nella vita di un adolescente americano, momento di transizione tra la scuola e quello che sarà presto il mondo degli adulti e dove, a quanto pare, in Indiana non riescono ad accettare come partecipante della serata una studentessa omosessuale. E così una giovane lesbica di diciassette anni è costretta a dover passare da semplice caso di accettazione e tolleranza scolastica attraverso la revisione di una questione che riguarda giustizia e diritti civili, battaglia che il regista Ryan Murphy sa ben condire con gli elementi spumeggianti degni della sua maestria.

È anche l’arrivo di un manipolo di attori e ballerini di Broadway ad accentuare l’effetto dei riflettori sul caso della coraggiosa Emma (Joe Ellen Pellman), gruppo capitanato dalla diva incontrastata Dee Dee Allen (Streep), che tenterà di far rivalutare la propria immagine di fronte all’opinione pubblica schierandosi dalla parte della ragazza, sperando di ricevere in cambio l’approvazione di critici e giornalisti, troppo offuscati dal percepibile – ed evidente – narcisismo delle star.

La concezione di celebrità in The Prom si trasforma da lunatica ed egoista in elogio della sincerità mossa e trasformata dopo aver conosciuto la forza e la creatività della giovane Emma. Una critica così velatamente – ne siamo sicuri? – incentrata sulla società dei costumi di oggi, che è pronta ad eleggere direttamente da Twitter lo scopo a cui dedicarsi, cercando di uscirne con integrità, moralità e risultati, e così anche con qualche chance in più nella prossima stagione degli Emmy e dei Tony Awards. Osservando il mondo intorno e riportandolo con una frizzantezza che gli permette di non avere nemmeno un pelo sulla lingua, Bob Martin e Chad Beguelin realizzano con The Prom le contraddizioni del vivere con l’ironia sferzante su cui si muovono con destrezza tutti i loro interpreti e personaggi.

L’irriverenza si tinge di glitter e colori pastello

La totale eccentricità del musical Netflix rispecchia la comicità intrinseca di un’opera che ha scelto la contemporaneità come suolo su cui imprimere i suoi artigli, per smascherarla con un brio tutto caratterizzato dall’assurdità dei suoi protagonisti e dalla dissacrante colonna sonora con cui sono portati a deliziarci. L’irriverenza si tinge di colori pastello e si illumina con tiare da reginette del ballo, quelle che gli interpreti hanno sopra il loro capo. La sfacciataggine giocosissima di The Prom permette alla pellicola di poter ridere e lasciarsi trascinare emotivamente puntando su una dolcezza nascosta dietro l’impertinenza dei testi delle canzoni e nella ricerca di onestà filantropica dietro l’aiuto di Dee Dee Allen e della sua sgangherata banda, per una bandiera sul diritto di amare chi si vuole racchiusa in un unico, sgargiante ballo. Un musical che è un invito rivolto a chiunque si sia sempre sentito escluso e, ora, ha deciso che è il momento di partecipare, dove inclusivo è la parola d’ordine nonché un motto alla stregua di un We Are The World rivisitato (“Sì, ma per le lesbiche.”).

Nell’amatorialità di alcune scene, in quell’aria da ostentata Broadway che giunge fino alla periferia, The Prom è un musical senza filtri pronto a esagerare e festeggiare con quei “disturbatori culturali” provenienti dal teatro più famoso al mondo. Il sogno in grande dello spettacolo che diventa quello intimo di una ragazza che vuole solamente tenere per mano la sua ragazza, sapendo di poterla accompagnare finalmente, liberamente al ballo.