Lo storytelling attraverso il costume design: il caso di Jojo Rabbit

Nella Settimana della Memoria, e un giorno prima del Giorno della Memoria, CineChic, la nostra rubrica che unisce moda e cinema, cambia tono. Dagli sfarzi e dagli abiti di The Crown 4 ai costumi di una delle pellicole più significative degli ultimi anni: Jojo Rabbit.

Nominata agli Oscar proprio nella categoria che ci compete, Mayes C. Rubeo è di fatto la prima latina a ricevere una nomination dall’Academy come costume designer. Lei, che di blockbuster ne ha “vestiti” parecchi – per chi non lo sapesse, è la costumista di Avatar, Apocalypto, World War Z, Thor: Ragnarok e, ora di WandaVision -, ha contribuito a creare una nuova dimensione cromatica. Di seguito vi spieghiamo perché.

Foto: 20th Century Studios Italia

Il mondo di Jojo

Filtrato dalla lente di un bambino, il mondo di Jojo Rabbit è stracolmo di colori vivaci, nonostante l’ambientazione durante la Seconda Guerra Mondiale richiederebbe un registro ben diverso.

La costumista Rubeo e Waititi hanno scelto di usare il colore per simboleggiare l’evoluzione della visione del mondo di Jojo. Un pezzo significativo del guardaroba del film sono le scarpe spectator indossate da Rosie, la madre di Jojo interpretata da Scarlett Johansson. Le scarpe bicolore borgogna e bianche sono dapprima un simbolo della bellezza che Jojo vede in sua madre, in seguito, però, annunciano la tragedia. Una delle scene più strazianti dell’intera pellicola è catturata da questo simbolo. Le scarpe, in fondo, sono tutti i resti dei morti, di coloro che sono stati torturati e uccisi sotto questo regime di odio.

Il verde speranza di Rosie

 In Jojo Rabbit , il compito arduo della costumista Mayes C. Rubeo era andare controcorrente. Schivando l’estetica grigia che ci si aspetta da un war movie – che poi war movie non è -, ha utilizzato una palette visiva tanto poetica quanto realistica.

E se di poesia si parla, gli elementi che fanno la differenza sono i costumi di Rosie. Vivace, estroversa, artistica ed eclettica, la madre di Jojo indossa principalmente abiti verdi. Lo stile, le geometrie e i cappelli ci aiutano a capire che in lei regna un grande messaggio, quello della speranza.

Rosie: La vita è un dono, dobbiamo celebrarla. Dobbiamo ballare per mostrare a Dio quanto siamo grati di essere vivi.

Jojo: Beh io non ballerò, lo fanno le persone che non hanno un lavoro.

Rosie: Lo fanno tutte le persone libere, è una fuga da tutto questo. 

Sempre in linea con il messaggio di speranza veicolato dal guardaroba del personaggio di Scarlett Johansson, occorre parlare della scena finale, tra le più belle viste sul grande schermo negli ultimi anni. Una volta terminata la guerra, Jojo ed Elsa escono fuori e sono liberi: possono finalmente ballare. Mentre lei indossa una giacca verde abete, il piccolo protagonista viene inquadrato davanti alla porta di casa che, guarda caso, è verde menta. Sia il regista sia la costumista hanno dichiarato che i due riferimenti cromatici sono un omaggio a Rosie…

Lascia che tutto ti accada: bellezza e terrore.
Si deve sempre andare:
nessun sentire è mai troppo lontano.

Rainer Maria Rilke