Abigail Cowen e Danny Griffin, interpreti di Bloom e Sky in Fate – The Winx Saga, ci raccontano l’esperienza sul set, la loro amicizia e il fuoco che li ispira.

Diventare un simbolo è una responsabilità non da tutti, soprattutto quando si tratta di dover prendere da un fenomeno mondiale rivisitato in chiave contemporanea e cercare di porsi come nuova rappresentazione di un personaggio che ha significato tanto per un pubblico di giovanissimi. Responsabilità che la splendida Abigail Cowen ha preso sulle proprie spalle nell’accettare il ruolo di Bloom nell’inedito Netflix dedicato all’originale cartone animato Winx Club, ossia la serie Fate – The Winx Saga in cui va indossando le ali di una fata sedicenne che deve scoprire la verità sul suo passato.

Impegno non da poco vista la portata di uno spazio come Netflix che va aprendosi a un numero enorme di pubblico e che l’attrice, non estranea al mondo della piattaforma streaming vista la sua partecipazione in Stranger Things e Le terrificanti avventure di Sabrina, ha condiviso assieme al collega Danny Griffin, in una rivisitazione del personaggio di Sky, non più legato ai dettami ormai passati del classico eroe senza macchia e senza paura. È un rapporto paritario quello che va instaurandosi tra Bloom e Sky, fatto di fiducia, di condivisione e di una vulnerabilità dei rapporti anche magici che Fate – The Winx Saga va esplorando nelle sue sei puntate. E di cui, noi di My Red Carpet, abbiamo potuto parlare direttamente con i protagonisti della serie, andando in profondità nell’esperienza vissuta dagli interpreti fuori e dentro il set, dall’amicizia che è andata creandosi, fino a cercare quel fuoco che ci muove nelle nostre passioni ogni giorno.

Foto: Netflix

FATE – THE WINX SAGA | INTERVISTA

Fate – The Winx Saga è disponibile su Netflix dal 22 gennaio e mostra le location mozzafiato dove avete girato in Irlanda. Come è stato lavorare su un set già così magico di per sé?

Abigail Cowen: “L’Irlanda è un posto così bello che mi fa piangere. Mi fa piangere, davvero molto, devo proprio dirlo.”

Danny Griffin: “È vero, l’Irlanda è un posto magnifico. Ha le migliori albe che abbia mai visto di mattina e i migliori tramonti che abbia mai visto di sera. Sa essere bella anche sotto la pioggia, riuscendo a rendere tutto continuamente meraviglioso. E questo grazie anche al contributo dei suoi cittadini, tutti incredibilmente gentili. Siamo stati fortunati, specialmente con le persone della crew che sono state di una disponibilità estrema, era una gioia averli attorno. Avevo così tante domande e ogni volta c’era qualcuno ad aiutarmi, sempre dimostrando grande attenzione e accortezza.”

Non solo la possibilità di poter lavorare in posti magnifici. Prendere parte a un’operazione come quella di Fate – The Winx Saga significa anche avere un grande impatto su una larga fetta di pubblico, soprattutto se si pensa che ci sono fan delle Winx davvero giovanissimi. Come ci si sente a dover intraprendere un’esperienza che richiede tanta responsabilità?

A.C.: “Quando sono stata presa per la parte sono rimasta scioccata. Non pensavo fosse vero. Il senso di responsabilità l’ho avvertito fin da subito perché sapevo quanto Bloom fosse un personaggio importante per il pubblico, soprattutto per quello più giovane. Ne sono stata consapevole fin da subito e per me è un onore aver dato vita a questa nuova versione di Bloom ed è stato commovente vedere il supporto ricevuto dalle persone. È assurdo ed emozionante far parte di questo progetto. Ed è stato anche un sogno che si è realizzato.”

D.G.: “È una responsabilità, ma è anche fantastico aver avuto la possibilità e l’onore di far parte di questa serie. Ho cercato di dare giustizia a Sky per tutti coloro che amavano e amano il cartone originale.”

Anche i vostri personaggi sono alquanto “magici” e non solo per i poteri che possiedono. Mi riferisco in particolare al personaggio di Sky che, rispetto al resto degli eroi maschili, non cerca mai di essere un salvatore per Bloom, bensì un suo amico e alleato. Si può dire che è proprio un nuovo tipo di personaggio maschile. Pensi che ci saranno sempre più personaggi maschili simili in futuro sia al cinema che nelle serie tv?

D.G.: “Sono d’accordo, Sky non indossa semplicemente un’armatura cercando di andare a risolvere i problemi che ci sono nel mondo. È molto umano e come tutti noi ha diversi problemi verso cui si deve rapportare. È un personaggio scritto attentamente da Brian Young e viene mostrato che, in qualche maniera, è danneggiato al suo interno, ma nonostante questo va avanti con tutte le sue forze. Solitamente nei film questo tipo di protagonista vuole proteggere le persone mostrandosi sempre al suo massimo, ma ciò che mi ha reso entusiasta di Sky è che non è perfetto, ha molti difetti, ci sono cose della sua vita che lo fanno a pezzi e questo gli permette di non essere un personaggio piatto, ma di continuare sulla sua strada e, da questa, scegliere cosa portare con sé per crescere.”

Invece, Abigail, sappiamo che Bloom ha un fuoco dentro di sé. Qual è invece la tua scintilla? Quella che ti muove e ti ispira?

A.C.: “Oh. Qual è la mia scintilla? Quello che posso dire è che so di averne una dentro fin da quando sono piccola ed è quella che mi ha sempre sospinto ad esibirmi, fin da subito. Un fuoco che mi diceva di agire, di recitare, di andare in fondo ai personaggi e all’immaginazione. È da quando ho più o meno otto o nove anni che la sento ed è una scintilla forte, sincera. È una passione che mi spinge verso l’arte, verso il performare. È quello che mi muove e non è stato un bisogno che si è presentato da un giorno all’altro o è comparso all’improvviso, ma è stata una necessità vera, presente da sempre.”

Quali sono state le sfide più grandi di fronte a cui vi ha messo la serie, sia emotivamente, che fisicamente parlando?

A.C.: “Fisicamente per me è stata una sfida! È stato un clima totalmente diverso a quello a cui sono abituata, quindi ho dovuto affrontare l’umido e il freddo! Ma a parte questo cambio d’ambiente, devo dire che più che altro è stata una sfida emotiva quella di fronte a cui mi ha messo la serie. Quando si viene scelti per un ruolo simile molte persone si aspettano il meglio da te e questo spaventa. È stato sicuramente stressante ed ero alquanto nervosa, ma ho dovuto imparare ad avere fiducia in me e posso dire di essere stata fortunata perché a sostenermi c’è stata anche l’intera troupe. Ogni volta che andavo da loro perché mi domandavo cosa stessi combinando riuscivano sempre a trovare il modo di risollevarmi. Dovendo interpretare un personaggio come Bloom che sta attraversando un momento davvero intenso della sua vita, questo mi ha permesso di esprimere una gamma incredibilmente varia di sentimenti. E questo come interprete l’ho trovato grandioso. Quindi sì, una grande sfida, che è andata nel miglior verso possibile perché mi ha permesso di capire molto su me stessa sia come persona, che come attrice.” 

D.G.: “Anche per me si trattava di una sfida emotiva. La prima volta che ho letto la sceneggiatura ho notato che Sky non stava attraversando un momento sereno della sua vita, in più non era l’eroe che ci si aspetta ed è stimolante poter analizzare così i problemi di un personaggio. Più giravo le pagine e più mi rendevo conto delle sfide che Sky doveva affrontare e questo significava che, quelle stesse prove, sarebbero state quelle che avrei dovuto interpretare in quanto attore e questo ha fatto in modo che mettessi tutto il mio impegno nel ruolo.”

,Abbiamo parlato di responsabilità, abbiamo parlato di sfide e del pubblico giovane che guarderà la serie. Quale messaggio sperate possa passare con i vostri personaggi e la loro storia alle nuove generazioni?

D.G.: “È difficile parlare delle nuove generazioni, quello che posso dire è che solitamente il mondo ti dice di dover essere perfetto e ti indica ciò che dovresti fare, quello che invece replica lo show è: sii te stesso. Sii forte, sii vulnerabile, piangi se ne hai bisogno, arrabbiati qualche volta. Abbraccia tutte queste sensazioni che fanno parte di te e ti compongono. Sii te stesso, non farti risucchiare dalla massa, sii una persona con una tua personalità perché è questo che ti rende spettacolare e perfetto a tuo modo. Questo credo sia il messaggio della serie e penso che diventi chiaro soprattutto verso la fine della prima stagione.”

A.C.: “Vero, all’inizio nella serie sembra tutt’altro visto che ci troviamo in un mondo di fantasia. Ma, verso la fine, ci si rende sempre più conto di cosa voglia dire ed è questa la meraviglia della serie, poiché sei consapevole che sta parlando di tutti noi e a tutti noi; invita ad essere se stessi, a non essere insicuri e a non avere paura di aprirsi agli altri. Tutti nella serie, buoni e cattivi, cercano di capire chi sono realmente e questo è ciò che ho apprezzato davvero. Siamo tutti portati a voler essere accettati, ma la serie riconosce che ognuno è diverso a proprio modo e questa non è una debolezza, ma è il vero potere che abbiamo.”

Sullo schermo si è creata una certa sintonia tra personaggi, lo stesso legame si è instaurato anche fuori dal set?

A.C.: “Sì, abbiamo legato molto. Il rapporto che si vede sullo schermo, quella chimica, niente è simulato, anche a camere spente continuiamo a ridere e a parlare… Anzi, dovevano anche dirci di smetterla, visto che eravamo molto rumorosi insieme! Dal momento in cui ci siamo conosciuti, c’è stato un immediato clic e sono davvero grata per questo perché è qualcosa di speciale da avere, come questo rapporto tra ragazze. Come avviene per le protagoniste nella serie, anche noi ci supportiamo molto tra donne, siamo complici, è qualcosa di molto forte. E anche al di fuori, quello che ho ricevuto è stato affetto e sostegno e così è stato per tutte. È stata una vera fortuna incontrarsi.”

A proposito di affetto, come è stata la ricezione di queste nuove Winx? Quale è stato il responso del pubblico, anche sui social? Ma soprattutto, possiamo aspettarci una seconda stagione?

A.C.: “Ero felice e sorpresa nel leggere i responsi che le persone hanno dato su The Winx Saga. Non sapevo come sarebbe andata ed ero terrorizzata perché le persone non sempre sono gentili su internet, ma fortunatamente possiamo dire che è andata bene!”

D.G.: “Ho visto che la serie è stata seguita e in molti ne hanno parlato bene, il che è stato bello oltre che molto importante per me. Al momento non è ancora stata confermata una seconda stagione, ma ci spero molto, anche perché mi piacerebbe vedere l’evoluzione di Sky, esplorare quello sviluppo che può far capire ancora di più chi è veramente, fargli prendere un po’ le redini della sua vita così che possa crescere ancora di più. È una persona sicuramente attenta e amorevole con gli altri, nonché sempre pronta ad aiutare, ma forse in un’ulteriore stagione è il momento che si prenda del tempo per riflettere su se stesso e su chi è realmente.”

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