Tratto dal romanzo omonimo di Sophie Kinsella, Sai tenere un segreto? è ora disponibile su Amazon Prime Video

La trama del film

Emma Corrigan è una ragazza che ha numerosi segreti. Durante un viaggio in aereo piuttosto turbolento, convinta di essere sul punto di morire, Emma rivela tutto all’affascinante sconosciuto che le siede accanto. La situazione si complica quando scopre che il giovane è in realtà Jack Harper, l’amministratore delegato della società per cui lavora. Emma capisce di avergli rivelato ogni dettaglio più umiliante della sua vita.

Dire che tutti noi abbiamo i nostri segreti è un’ovvietà talmente diffusa che vogliamo addentrarci ancora più nello specifico. È ovvio, perciò, che tutti noi abbiamo autori, serie tv, film o libri che amiamo leggere o abbiamo idolatrato segretamente nel passato, ma che non pronunceremmo mai a voce alta in un gruppo di lettura o nel proprio circolo intellettuale di amici. Tra le autrici di libri più prolifiche dell’industria editoriale, quella compagna di viaggio cartacea che si ha il piacere di leggere soprattutto quando si è su di un lettino in spiaggia o come intervallo senza pensieri tra un calco sentimentalista di Dostoevskij e l’altro, c’è Sophie Kinsella a capeggiare con la sua leggerezza ogni volta spiccatamente marcata, volta proprio a svagare grazie a una lettura disimpegnata, di cui non ammetteremmo però mai il grande divertimento.

È in fondo basata su di un suo romanzo una delle commedie più iconiche nella scena mainstream degli ultimi anni quale I Love Shopping, dove la folta chioma infiammata di Isla Fisher si aggira come su di una passerella per le strade di New York, mentre nel segreto della propria casa piange mentre scongela le carte di credito ormai inutilizzabili e imbusta controvoglia scarpe e vestiti che non può più comprare. A diventare questa volta film, seppur con un coinvolgimento meno irriverente e attendendosi a una sorta di placidità che non appartiene alla vivacità dei libri della Kinsella, è il romanzo del 2003 Sai tenere un segreto?, dove la goffa protagonista Cassie si ritrova a rigettare tutte le sue più indicibili paure e insicurezze addosso niente meno che al proprio capo, senza sapere ovviamente con chi si stesse confidando.

Non solo timori e ansie, anche esperienze sessuali e piccoli trucchi sul posto di lavoro, incredulità nel non sapere dove possa trovarsi il proprio punto G e quella sensazione costante di non essere mai realmente amata. Un vulcano di ammissioni indicibili quelle espresse in stato confusionale – e alterato abbondantemente dall’alcol – durante un volo verso casa, dove la paura di morire rovinosamente porta Cassie a rivelare tante sue piccole intimità e riservatezze. È Alexandra Daddario a indossare le sgargianti vesti della protagonista della nuova rom-com diretta da Elise Duran, apprezzabile nella sua volontà di dimostrare un lato assai più buffo e impacciato che poco rispecchia la freddezza dei suoi occhi azzurro ghiaccio, vera dolcezza di tutto il film su cui ruota la spensieratezza della pellicola.

Altro sguardo blu come il mare è quello del suo co-protagonista Tyler Hoechlin, che toglie il mantello del suo Superman televisivo per ricomporsi nel più usuale Jack Harper, formando con la Daddario un duo che è la sceneggiatura scritta da Peter Hutchings a non saper però risaltare. Se l’inizio di Sai tenere un segreto? porta con sé delle ottime premesse per una commedia romantica anche attenendosi ai risvolti più classici del genere, è l’incapacità di sapere come procedere a frenare terribilmente la simpatia del film, tramutandolo in un racconto a tratti inconsistente che si trascina faticosamente fino alla sua conclusione.

Il progressivo rallentarsi di Sai tenere un segreto? comporta una concretizzazione degli eventi protratta nel tempo che sembra non saper raggiungere mai le aspettative che erano state poste su quell’aereo scosso dalle ripetute turbolenze, climatiche ed emotive, facendo del conflitto che dovrebbe muovere i personaggi un accessorio privo di base e solidità per una storia che, quando cerca di realizzarsi, riesce a restituire solamente flebili e deboli tentativi. Un dispiacere per chi, di commedie romantiche, farebbe incetta indistintamente, godendo amabilmente di una prima parte che l’opera, però, estende poiché apparentemente esente da veri e propri obiettivi, cominciando a sentir mancare una presa soddisfacente.

Affievolendo la propria frizzantezza e ricollocandosi in compartimenti canonici e soporiferi, l’unico segreto che il film riserva allo spettatore è la mancanza di una sorpresa che non decide mai di presentarsi, sprecando la piccantezza delle rivelazioni di cui Sophia Kinsella fa tesoro, assopendo l’ironia romantica della sua autrice.