The Undoing – Le verità non dette è la nuova miniserie thriller su Sky, con Hugh Grant e Nicole Kidman al centro di un brutale omicidio.

Come molti thriller, la massima concentrazione che The Undoing – Le verità non dette fa del proprio materiale è al centro della storia. Serie tv tratta dal romanzo Una famiglia felice di Jean Hanff Korelitz che dalla HBO arriva diretta in tutte le sue sei puntate sui canali di Sky, ha tanto di quel materiale da porre al proprio interno e una così sottile struttura per arrivare solido e diretto fin proprio alla sua fine. Questo non preclude però un’investigazione intrigante che, se pronti a discolparla di un finale forse frettoloso, forse riconducibile a una semplice miniserie che avrebbe avuto maggiore forza in sole quattro puntate, ha comunque dalla propria parte degli assi nella manica che fanno il compimento e la riuscita di The Undoing, come il suo saper appassionare attivamente i propri spettatori.

È la storia di una donna uccisa violentemente quella con cui si chiude la prima puntata della serie e che vede la nostra Matilda De Angelis emotivamente coinvolta in un affaire amoroso con l’oncologo Hugh Grant, marito fedifrago per l’occasione di una sempre algida, longilinea e qui luminosa Nicole Kidman. Un omicidio che, però, l’uomo non ammette di aver commesso, tentando con tutte le proprie forze di affrontare audacemente l’oltraggioso scandalo e il processo. E per farlo avrà bisogno di quella coniuge devota accanto che non può credere nella colpevolezza del marito, di quel figlio che stravede per il proprio padre, cercando in tutte le maniere di ricostituire gli equilibri persi della propria famiglia, di un’immagine pubblica che sappia vederlo per l’uomo empatico e compassionevole che è sempre stato, mentre anche i suoi affetti più cari cercano di ricordarlo.

La struttura di The Undoing ha, da subito, una presa entusiasmante: nel seguire progressivamente l’indagine che va costruendosi attorno al brutale assassinio della giovane artista Elena Alves, le interrogazioni e i risvolti segnano i punti più stimolanti dell’intera visione. Tuttavia, lo spettatore scopre molto presto che molti dei tasselli proposti vengono inseriti solamente come riempitivo di una storia che, probabilmente, non avrebbe avuto bisogno di una distensione così allargata. 

Non è il delitto in sé che va conquistando alla base, e non è solamente la scoperta di un colpevole che, almeno fino alle ultime puntate, rimane sospeso e perseguibile. È l’illusione dell’Upper class americana a volersi fare specchio di un privilegio che viene concesso a un uomo anche quando tutte le prove sembrerebbero tacciarne la colpevolezza. È la patina di una famiglia perfetta che vorremmo che fosse tale e di cui ci sorprendiamo quando invece vengono al di fuori i suoi più indecenti segreti.

La perfezione che nasconde la menzogna è forse l’obiettivo che più di tutti si prefissa di restituire la serie. The Undoing contiene dentro di sé un’altra ironica opposizione: la regia di una cineasta come Susanne Bier che non corrisponde ad un apporto adeguato alla conformazione del prodotto e la bravura di un cast che, in certi casi, presenta alcune delle migliori prove recitative della carriera dei suoi protagonisti. In questa plenitudine di intensità attoriale, Hugh Grant non è mai stato più convincente in nessun ruolo come in quello del dottor Jonathan Fraser, mostrando un lato ambiguo dell’interprete britannico, che cattura con sguardo, faccia e movimenti ad ogni singola inquadratura.

A continuare sulla scia della sorprendente panoramica sugli attori di The Undoing, è l’austerità piena di autorevolezza quella che costruisce la maschera dell’ineguagliabile Donald Sutherland, padre miliardario della Kidman, che mano nella mano con il genitore fittizio restituisce un’immagine di superiorità e potenza nella serialità televisiva difficile da oltrepassare con leggerezza. A concludere il quadro famigliare è il giovanissimo Noah Jupe (già protagonista di Suburbicon), che nel progressivo aumentare del suo volume lavorativo, dimostra capacità di volta in volta sempre più elevate, confermandosi uno dei talenti più folgoranti della sua generazione e che presenta un nuovo lato di sé caratterizzato dalla delicatezza e dall’incertezza di una vulnerabilità disarmante.

Pur con i deragliamenti che la narrazione intercorre sapendo di non voler arrivare da nessuna parte, cercando dei colpi di scena non necessari vista la veemenza che sa porre nel suo nucleo centrale, The Undoing procede con determinazione con l’intento di depistare, offrendo un thriller dalle tinte classiche e, per questo, altamente gratificante.