Ufficialmente online il terzo episodio di WandaVision: commenti e teoria sulla serie Marvel Studios disponibile su Disney+. 

WandaVision è alla sua terza puntata e le dinamiche che ci avevano già appassionato con il primo e secondo episodio ci esaltano e sfiancano senza soluzione di possibilità altra. Se il nuovo appuntamento fisso del venerdì comincia con gli anni ’70 e un balzo in avanti nel tempo dove a risaltare sono i colori e le sgargianti tonalità dell’arredamento di casa Wanda-Visione, è prima però un passo indietro quello che dobbiamo fare per guardare al quadro generale di questo inizio che, nel corso delle prossime puntate, continuerà a mutare, permettendo di porre un occhio su quello che la serie Marvel ha suscitato con il suo arrivo e sulle aspettative che ne possiamo trarre.

 Una sorta di tradimento è aleggiato con rabbia e dispiacere al concludersi delle prime due puntate, rilasciate all’unisono il 15 gennaio, le quali hanno finalmente ricongiunto la Marvel ai suoi spettatori. Eppure sono stati moltissimi i fan che non hanno saputo accogliere con entusiasmo l’innovazione apportata al tipo di narrativa che WandaVision ha voluto proporre per il suo debutto nella serialità, giocando con le previsioni disattese e le prospettive ribaltate, dove il bianco e nero è risultato realmente un impedimento per molti spettatori, che si domandavano quando sarebbero partiti gli scontri supersonici e le battaglie degne dei supereroi.

La commedia è un espediente?

Lo stile comedy che, fin dal principio, è stato classificato come espediente formale attraverso cui raccontare questa strana storia tra Wanda e Visione è stato considerato solo in maniera traslata e non si è andato cogliendo il senso della sitcom come modello utilizzato dalla Marvel per poter offrire prodotti alternati dotati ognuno della propria unicità. Questo colpo di testa ha dunque fatto presto abbandonare la barca a diversi spettatori, ma ha eccitato ferventemente il resto del pubblico, che può captare dietro all’ironia superficiale del genere espressivo un universo che va strettamente legandosi all’apparato industriale delle pellicole – e ora anche serie – della Marvel.

Gli Easter Egg sono soltanto alcuni dei presagi che rimandano a presenze e conoscenze del passato, ma che possono contribuire alla formulazione di ipotesi sull’”adesso” di Visione e Wanda. Non è sfuggito a molti, infatti, il possibile collegamento con House of M e la bottiglia di vino versata magicamente nel primo episodio, che vorrebbe rifarsi al mastodontico crossover messo in moto da Brian Michael Bendis tra il 2005 e il 2006 in cui Scarlet Witch opera un cambio di realtà dove i mutanti sono la specie dominante e in cui a legiferare è il personaggio di Magneto.

Ed è stato poi impossibile non notare il logo della S.W.O.R.D. stampato sulla tuta dell’uomo uscito dal tombino nella cittadina di Westview e che Wanda ha deciso volutamente di ignorare così da continuare a tenere all’oscuro il suo Visione e, con lui, anche il loro pubblico. S.W.O.R.D. che è l’equivalente antiterroristico della S.H.I.E.L.D. che però, a differenza di quest’ultima, opera contro minacce extraterrestri e con cui nella terza puntata si entra in contatto attraverso il personaggio di Geraldine. Geraldine che, anche lei, è il primo, vero collegamento diretto con i film Marvel. In realtà, la donna è Monica Rambeau, figlia di Maria Rambeau, carissima amica di Carol Danvers aka Captain Marvel. Monica Rambeau è comparsa nel film di Captain Marvel in età assai più giovane e ha dimostrato fin da subito una passione per lo spazio.

Una serie incredibile di elementi che vanno sempre più arricchendo le teorie attorno alla serie Marvel e sulla sua Westview che, ancor di più nella sua terza puntata, presenta delle caratteristiche appartenenti alla Pleasent Hill creata come prigione e attivata attraverso un’illusione della mente dallo S.H.I.E.L.D.. Pleasent Hill avrebbe un campo di forza che va racchiudendola, invisibile ad occhio nudo, ma tangibile al tatto. La grande differenza tra Pleasent Hill con ciò che sembra star accadendo a Wanda e Visione però, dove in entrambi i luoghi si ha una percezione della realtà alterata, è che nel primo posto i prigionieri credono veramente di essere cittadini normali, mentre a Westview i due supereroi sono ben coscienti di essere differenti dalle altre persone e devono mantenere il proprio segreto. In più, se Pleasent Hill viene controllata dall’esterno, a Westview sembra essere Wanda la fautrice di questa bolla di felicità domestica, posizione ovvia nelle puntate precedenti, ma che nel terzo episodio vede ancora una volta la donna avvolgere indietro il nastro degli eventi per non permettere a Visione di confrontarsi con alcun dubbio.

Sono certamente, dunque, sempre di più gli spunti che WandaVision distribuisce mano a mano nel corso della serie e, se nella terza puntata si rimane delusi dal mancato arrivo di Doctor Strange (è lui ad assistere Wanda nel momento del parto all’interno dei fumetti), dall’altra si cominciano a concretizzare i collegamenti con il MCU, dove il nome di Ultron fa tremare fin dentro le ossa e il ricordo del gemello Pietro di Scarlet Witch può portare a commuoversi fino alle lacrime. Sopra a tutto capeggia nuovamente l’irresistibile divertimento degli interpreti Elizabeth Olsen e Paul Bettany, per una puntata caotica e ancora una volta spassosa, di cui sarà però difficile dimenticare lo sguardo minaccioso e assassino della mamma-leonessa Wanda.