Il quarto episodio di WandaVision cambio tutto, ma, allo stesso tempo, se i puntini sembrano cominciare ad unirsi, l’universo ci apre a molte più domande.

Il quarto episodio di WandaVision cambia tutto. Non solo la percezione che fino ad ora avevamo avuto della serie Marvel, ma si trasforma lo spazio fisico e temporale su dove e come la serie è ambientata. Di certo la morte di Visione in Avengers: Infinity War era stato uno strappo talmente grande che era difficile riparare con tanta facilità, inoltre Wanda compare anche nel successivo Avengers: Endgame, pronta anzi a vendicarsi del torto subito personalmente da Thanos. Questo quarto episodio ci fornisce una grande conferma: gli eventi di WandaVision, fino adesso sospesi in questa bolla comica da televisione in famiglia, si svolgono ovviamente dopo il blip di Hulk (e quello di Iron Man) che ha fatto ricomparire tutti gli individui scomparsi inizialmente, ricollocandoli di nuovo nei posti che avevano lasciato dopo lo sconvolgente blip di Thanos.

INTERROMPIAMO LE TRASMISSIONI

È quello che è accaduto a Monica Rambeau, colei che a Wanda e Visione si era presentata come Geraldine, in verità figlia della Maria Rambeau amica di Captain Marvel a suo tempo perno della S.W.O.R.D., ossia l’equivalente spaziale su questioni extra-terresti dello S.H.I.E.L.D. (di cui abbiamo approfondito nell’articolo qui). La quarta puntata di WandaVision si apre proprio con questa conferma, nonché con il ritorno di Monica che era stata blippata a suo tempo e, cinque anni dopo gli eventi di Infinity War, riportata sulla terra da Hulk. Nello specifico, nella camera d’ospedale di sua madre, che scopre essere morta tre anni prima della sua ricomparsa. Maria, però, sapeva che prima o poi le persone sarebbero tornate e lo confermano i protocolli che aveva indetto nella squadra della S.W.O.R.D..

L’apertura del quarto episodio di WandaVision, che non a caso ha il titolo Interrompiamo il programma, catapulta dunque in quel momento confusionario che è stato il ritorno di coloro che erano scomparsi, staccandosi totalmente dell’atmosfera buffonesca delle prime tre puntate e rendendo tutto più “reale” – oltre a restituire qualche brivido a tutti gli appassionati degli Avengers passando dalla sit-com al poliziesco con precisione millimetrica. Quello che, inoltre, capiamo ben presto è che il quarto episodio si porrà come lungo flashback di questi tre precedenti episodi, facendoci vedere cosa è accaduto all’esterno di Westview. Sembra, infatti, che al momento Westview non sia un altro universo o un posto sconosciuto – come avevamo supposto infatti vedendo la fine della terza puntata – bensì una cittadina di cui molti abitanti o vicini o persone legate agli abitanti del posto non hanno più conoscenza. Tutto diventa esplicativo quando un agente dell’FBI chiede a due poliziotti del luogo di dove sono e questi ultimi rispondendo “Eastview” riconfermano che, per loro, non esiste nessuna cittadina di nome Westview.

Vi sta venendo mal di testa? Proseguiamo…

Il suddetto agente dell’FBI è James Woo, personaggio che avevamo già conosciuto con Ant-Man and the Wasp e con cui Monica Rambeau è entrata in collegamento in quanto primo incarico alla S.W.O.R.D. dopo il suo ritorno.

Arrivati ai confini della città, Monica entra in contatto con un campo di forza che circonda il perimetro del paese e che, in un attimo, la risucchia al suo interno. Da questo momento in poi non ritroveremo più Monica, se non in versione Geraldine – all’interno delle puntate – della serie. Vediamo quindi la S.W.O.R.D. mettersi al lavoro per scoprire che fine abbia fatto la collega scomparsa e capire cosa accade in questa misteriosa cittadina scomparsa dalla mente delle persone che con essa avevano un collegamento. La S.W.O.R.D. chiama al rapporto davvero tutti: ingegneri, biologi, scienziati e forze armate. Tra i componenti della missione ritroviamo, anni dopo la sua prima comparsa, il personaggio della dottoressa Darcy Lewis, esperta di astrofisica, conosciuta dai fan dell’MCU come stagista in Thor e in Thor: The Dark World e interpretata da Kat Dennings.

Sarà proprio Darcy Lewis a scoprire cosa avviene oltre la barriera della città di Westview: la dottoressa rileverà delle frequenze che arrivano direttamente dall’universo, il quale sembrerebbe aver “creato una sitcom con due Avengers” attraverso i CMBR ciò delle radiazioni cosmiche e una BWF, Broadcast Wave Format. Richiesta una vecchia televisione vintage e unitasi alle onde e frequenze che arrivavano dal posto, ecco comparire su schermo Wanda e Visione nella prima puntata in bianco e nero ambientata negli anni Cinquanta che abbiamo visto noi al principio. Vi ricordate le mani che chiudevano un quadernino degli appunti alla fine della prima puntata? Bene, scopriamo infatti che la donna che veniva mostrata guardare le “puntate” di Wandavision era proprio la Lewis. E la voce che sentivamo nel secondo episodio? Quella dell’agente James Woo, in un tentativo che vediamo fallimentare a causa dei salti che “la serie” opera al suo interno, stabilendo dunque una censura che però, al momento, ancora non sappiamo da chi sia dovuta.

La risposta più probabile è che, come si era previsto fin dal principio, sia proprio Wanda la regista, sceneggiatrice, direttrice della fotografia, scenografa e costumista di questa realtà alternativa e da lei auto-imposta, ma che “l’universo” abbia dato il proprio contributo non è affatto scontato. Come non lo è il fatto che, qualcuno dei cittadini di Westview, potrebbe avere qualcosa in più del semplice ruolo da figurante in quanto vicino dei coniugi Avengers. Questo nella quarta puntata non si vede chiaramente (seppur è possibile aguzzando bene la vista), ma in un’immagine rilasciata sull’episodio il riferimento alla non-identità di due personaggi è ben evidente: se gli abitanti di Westview vengono tutti classificati dalla S.W.O.R.D. la quale riesce a rintracciarli e a scoprire i loro veri nomi, a rimanere avvolte nel mistero sono Agnes e Dottie, interpretate da Kathryn Hanh e Emma Caulfield Ford.

ATTENZIONE, RISCHIO SPOILER!

Questo sembra rendere sempre più concrete le teorie che, in queste settimane, sono andate avvolgendo i due personaggi, ossia che le donne sarebbero in verità Agatha Harkness e Mephisto. Agatha Harkness è una maga famosa per essere stata la governante di Franklin Richards, figlio della Donna Invisibile e Mr. Fantastic. La sua storia si intreccia, nei fumetti, anche con Scarlet Witch, con la quale entra in contatto dopo essere stata bruciata sul rogo, e che in diversi momenti è stata prima amica, poi nemica, poi nuovamente alleata e mentore di Wanda.

Anche Mephisto è collegato, nei fumetti, a entrambi i personaggi. È proprio Agatha a informare Wanda che, in verità, i due gemelli da lei partoriti (gemelli che vediamo anche in WandaVision), sono stati creati tramite dei frammenti del malefico villain, personaggio della Marvel liberamente ispirato a Mefistofele (il diavolo). Per questo Agatha cancella la memoria a Wanda che, quando verrà a conoscenza dell’accaduto, uccide la maga. Se di Agnes sono gli accessori a parlare per lei, rivelandone in qualche maniera l’identità come la collana che indossa sin dalla prima puntata (e che il personaggio porta nei fumetti), per Mephisto sono stati diversi i motivi per cui si è andato pensando alla sua presenza. Un easter egg che ha fatto alzare le antenne a molti è stata la targa della macchina del dottore che, nella terza puntata, visita Wanda quando la donna è incinta. La targa segna: 9J86MP, che potrebbe stare per il numero 9 di The West Coast Avengers, uscito nel giugno del 1986 (June 1986) in cui fa il suo debutto anche Master Pandemonium.

In più, per tornare ancora più indietro, basti pensare a questo scambio di battute tra Wanda e Agnes durante il primo incontro con Dottie nella seconda puntata, colei che controlla qualsiasi aspetto organizzativo di Westview e, per questo motivo, in qualche modo temuta dal resto degli abitanti. Durante la riunione per lo spettacolo di beneficenza “per i bambini”, Dottie ricorda “The devil’s in the details.”e, per tutta risposta, Agnes la segue con: “That’s not the only place he is.”. Certamente solo una battuta, ma sappiamo bene che la Marvel non lascia nulla al caso – vero universo? (E che il personaggio di Darcy Lewis si riferisca proprio a quello Marvel, creando un altro gigantesco easter egg e moltiplicando le possibilità di discorsi meta-cinematografici-televisivi all’interno della serie?)

WANDAVISION | SNEAK PEEK EPISODIO 5

Sta di fatto che, quindi, la quarta puntata finisce lì dove era andata concludendosi la terza, ponendo le due linee narrative, dentro e fuori Westview, sullo stesso piano. Certo Monica afferma sia Wanda la fautrice di tutto e non è difficile crederlo – in fondo chi è che vede come è in realtà Visione se non lei, avendo una sorta di incubo ad occhi aperti dove il supereroe è palesemente morto? -, ma per quanto i puntini sembrano essere stati uniti, molte più domande sono andate ad aprirsi all’orizzonte.

Saranno comunque felici quei fan che, in queste settimane, hanno detto di non aver saputo riconoscere lo stile della Marvel, che sembra aver svoltato nuovamente su di un appeal più consono. In verità, WandaVision, con questa quarta puntata e le sue precedenti dimostra di averlo sempre mantenuto, essendo riuscita addirittura a portarlo oltre.