La Fase 4 del Marvel Cinematic Universe inizia con WandaVision, un brillante prodotto adatto per la tv, da oggi disponibile su Disney+ con i primi due episodi.

WandaVision | Trama

La serie unirà lo stile classico delle sitcom con il Marvel Cinematic Universe dove Wanda Maximoff e Visione, due esseri con i superpoteri, vivono le loro vite suburbane ideali e cominciano a sospettare che non tutto è come sembra.

TRAILER

WANDAVISION, LA RECENSIONE

Disney + ha adottato una nuova modalità di fruizione che si basa su vecchi modelli. La proprietà contenitrice che la suddetta piattaforma digitale possiede, lei come le sue compagne, non ferma però la volontà di una visione prolungata che restituisce, così, la goduria dell’attesa, lo scorrimento del tempo speso a pensare alle possibili teorie e alle risoluzioni della trama, rifocillando un tipo di “televisione” che spesso Netflix o Amazon ci hanno tolto e che la casa di Topolino nella sua variante on demand ha scelto, per sé, di ripristinare. Lo ha fatto, caso più eclatante, con il The Mandalorian dell’universo di Star Wars, ricavandone in adepti e ripristinando un certo tipo di partecipazione che non ha certo cambiato le sorti, già promettenti, della serie, ma ha contribuito a esaltarne la condivisione, la mitologia e, senz’altro, la sensazione di essersi finalmente riappassionati veramente ad una serie televisiva.

Formula vincente, dunque, che Disney + sceglie di adattare ai prodotti della sua linea seriale e che verrà applicata anche alla nuova parentesi episodica dei Marvel Studios, che vedono arrivare, dopo un mare di peripezie, la loro prima produzione per il piccolo schermo. Era diventata spasmodica l’attesa creatasi intorno a WandaVision. In un anno come quello del 2020, dove per la prima volta dal 2008 non vedeva nessuna pellicola dello studio fare capolino nel panorama cinematografico, la serie ideata da Jac Schaeffer ha aperto i battenti per un ritorno in grandissimo stile, tutto racchiuso nella realizzazione, nella suggestione e nell’intuizione di uno spazio dedicato solamente ai personaggi di Wanda Maximoff e Visione, pieno delle domande attorno allo svolgimento degli eventi di questi due, ora, indiscussi protagonisti.

QUALCOSA DI NUOVO

La curiosità è il materiale primigenio su cui va fondandosi WandaVision. Nella morte atroce subita da Visione per mano di Thanos sul finale di Avengers: Infinity War, nel dolore di un’amata che ha visto frantumarsi la possibilità di una vita assieme al suo compagno, la serie tv sospinge lo spettatore ad addentrarsi con circospezione all’interno di questo prodotto che, al suo principio, ha l’aspetto di una sitcom anni Cinquanta e che, nel corso delle puntate, andrà continuamente variando. Un avanzamento negli anni che rimane però sempre legato a quell’impronta comedy, la quale nasconde con evidenza un mistero di cui la serie ci mette immediatamente in guardia, rafforzando il desiderio di scoprire cosa abbia condotto i due personaggi in una realtà alternativa dove poter vivere la relazione tanto agognata e offrendo, da subito, aggancianti spunti e sospetti.

Qui si ricollega l’opportunità di poter diluire la propria visione e di rimanere fin dal principio ossessionati dalla serie. Nel suo debutto il 15 gennaio con sole due delle nove puntate previste, WandaVision conquista al punto tale da far bramare il suo proseguimento, la volontà di scoprire cosa sia stato a catapultare i personaggi in questa dimensione semplicemente idilliaca, ma che di sereno sappiamo avere solamente la facciata. Ad aggiungersi, poi, all’intrigo di cui la Marvel non fa parsimonia, ma offre sin dalla prima puntata con generosità, vi è la costruzione impeccabile di un’ironia inerente agli anni che la serie vuole riportare e che, nell’armonia della sitcom, ha davvero il potenziale comico con cui intrattenere il pubblico, non utilizzando il genere solo come escamotage narrativo, ma cucendoselo addosso fino a raggiungerne la raffinatezza della precisione.

Sitcom e molto di più

Una sitcom, dunque, che fa ridere come dovrebbe una sitcom, che ha i tempi e le pause che usa la sitcom e che ha ambienti e co-protagonisti che è possibile trovare soltanto nell’ambito della sitcom – e di cui è già da adorare Kathryn Hahn, new entry e guest star fissa dell’intero show. Un inizio squisito con due padroni di casa di un’eccellenza inaudita, Wanda e Visione che mai avevano avuto tanto da poter mostrare prima come adesso, in questa bolla dedicata solamente a loro e che sappiamo, prima o poi, dover scoppiare assordantemente. Elizabeth Olsen e Paul Bettany sono irresistibili nei loro ruoli, nel loro fare coppia, e divertono con una leggerezza artificiosa che ha solo l’illusione di potersi mantenere tale, ma che vedremo evolvere in un percorso settimanale a cui sentiamo dal principio di rimanere incollati.

Un avvio entusiasmante che riproduce stilemi consolidati rivestiti di nuova funzionalità dalla Marvel e che promette di dirigersi verso altissime aspettative. La personalità unica, singola, individuale di WandaVision non è solo il primo esperimento seriale per la Casa delle Idee, ma l’esplorazione di tutto ciò che alla Marvel è concesso di fare e che decide, qui, di compiere al suo meglio, con un misto di freschezza, ambiguità, finezza e umorismo.