10 motivi per vedere il film di debutto alla regia di Bradley Cooper, di cui è protagonista insieme alla splendida lady gaga

Bradley Cooper sceglie di debuttare alla regia. Una carriera alle spalle ventennale nell’industria dello spettacolo, attore tra i più conosciuti dell’immaginario cinematografico e fedele produttore di quel ramo Marvel che ha colonizzato una parte del suo lavoro, lui che doppia dal 2014 il procione spaziale Rocket nella serie di film dedicati ai Guardiani della Galassia. Cooper si dedica anche alla prima sceneggiatura firmata nella sua vita, accanto ai collaboratori Eric Roth e Will Fetters, i quali scelgono di guardare al passato hollywoodiano per infondergli nuova linfa. 

È l’acclamato A Star Is Born a venir plasmato come moderno racconto d’amore che va unendo la disfunzionalità di un uomo incapace di prendersi cura di se stesso, ma totalmente innamorato e fiducioso del talento della sua personale stella. Quarto adattamento per il soggetto ideato nel 1937 dal regista William A. Wellman con Robert Carson, già a sua volta ispirato all’opera A che prezzo Hollywood? del ’32 di George Cukor, il film presentato in anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia e vincitore di un Oscar per la Miglior canzone fa innamorare grazie a una storia senza tempo e alla tragedia, catartica, che è destinata a portare. E se non piangete con Shallow e le storie strappalacrime non vi hanno mai realmente convinto, ecco 10 buoni motivi per cui dovreste assolutamente recuperare A Star Is Born e innamorarvene definitivamente.

1) Lady Gaga è Ally

a stai is born

Per una “star” come lei non era di certo la prima volta davanti ad una cinepresa, ma è pur vero che quello in A Star Is Born viene universalmente considerato il primo ruolo di rilevanza per la carriera cinematografica di Lady Gaga. La popstar mondiale, tra le icone incastonate nell’olimpio degli dei contemporanei nonché Mother Monster per una schiera insormontabile di fan, viene scelta espressamente da Bradley Cooper che la vuole a tutti costi nel proprio progetto. La desidera, la brama, e il suo sogno viene realizzato: Lady Gaga diventa Ally, dà al personaggio la sua voce, la sua grinta sul palco, il suo senso innato per la musica e la cura che mette nel coltivare il proprio talento. Cooper ne è innamorato a tal punto da portarla per mano sul red carpet di un festival come Venezia. È la sua co-protagonista e l’anima stessa del film, che conquista anche una nomination come migliore attrice agli Oscar 2019

 

2) Da Shallow a Always Remember Us This Way: la colonna sonora del film

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Anche chi non ha visto A Star Is Born avrà sicuramente sentito la colonna sonora del film: in televisione, alla radio, in qualche performance. Tra le più iconiche esibizioni dal vivo degli Academy Awards, quella della 91esima edizione con Bradley Cooper e Lady Gaga che cantano insieme Shallow verrà per sempre ricordata come tra le migliori mai consumatesi sul palco dei premi. Una canzone che prende vita sotto gli occhi di milioni di spettatori, i quali possono (ri)vivere le emozioni che il film ha saputo far vibrare. Ma Shallow non è l’unico brano da sentire con il cuore in gola: da Always Remeber Us This Way a I’ll Never Love Again, passando per il pop di Alibi, A Star Is Born è un concentrato di musica da ascoltare, condividere, cantare. Soprattutto se tra gli interpreti è lo stesso Bradley Cooper a farci sentire la sua voce…

 

3) Bradley Cooper e la voce graffiante di Jackson Maine 

 

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Esatto, non solo regista, attore, produttore e sceneggiatore. Bradley Cooper dimostra anche un talento nel canto e lo fa vestendo i panni del cowboy rock Jackson Maine nel suo debutto registico. È proprio con la voce impastata dall’alcol che A Star Is Born si apre accogliendoci da subito sul palco cavalcato dalla stella della musica, al suo declino musicale che non impedirà però al suo istinto di puntare su di un talento come Ally. Per avere una prova della vocalità graffiante dell’attore non c’è brano migliore da ascoltare se non Black Eyes

 

4) I’ll Never Love Again e quel pezzo di vita vera

 

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Il finale di A Star Is Born ha un portato emotivo che influisce profondamente nei toni e nelle sensazioni che restituisce la pellicola. Tutto il racconto della storia d’amore tra Ally e Jackson attraversa una serie di climax costanti che portano, alla fine, all’epilogo toccante e sofferto del film. Se ad aprire era la grintosità, seppur annacquata, del cantante americano, il finale di A Star Is Born chiude con il sentimento d’amore di Ally verso l’uomo con cui, nonostante tutto, voleva costruire il proprio futuro. Ad aggiungere commozione all’esibizione che conclude il film in cui Ally è da sola sul palco a intonare I’ll Never Love Again è la vita vera che, nel giorno delle riprese di quella particolare sequenza, è andata incastrandosi con il film. Lady Gaga riceve infatti una chiamata in cui viene informata che alla sua amica da una vita Sonja Durham, malata di cancro, non resta molto tempo. La cantante si reca allora a casa della donna, ma, quindici minuti prima del suo arrivo, la donna muore. Dopo aver condiviso questo momento di estremo dolore insieme agli amici e ai famigliari, Lady Gaga torna sul set per girare la scena di I’ll Never Love Again. Le basta solamente un take: quello che vediamo nel film è il dolore reale dell’attrice.

 

5) Cooper e Germanotta: una chimica palpabile 

 

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Ciò che più colpisce dell’interpretazione degli attori protagonisti di A Star Is Born è l’incredibile chimica che Bradley Cooper e Lady Gaga sono riusciti ad instaurare tra loro. Ogni loro gesto, ogni loro sguardo dà vita a un reale botta e risposta emotivo che vede i due personaggi interagire con verità sullo schermo. Che Cooper abbia riportato l’ammirazione che ha per il talento della Germanotta nel suo film è chiaro fin dal momento in cui il suo Jackson vede esibire la donna in una potente e maliziosa versione de Le Vie En Rose. La complicità, dunque, è stata la chiave che ha fatto scattare la verità nel rapporto dei due protagonisti e che Lady Gaga e Bradley Cooper hanno saputo riproporre anche per l’intero percorso di promozione del loro film.

 

6) Scoprire il passato di A Star Is Born

 

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Vedere un titolo del momento può contribuire ad aprire un varco nel passato. La versione di A Star Is Born di Bradley Cooper non è l’unica ad essere mai stata realizzata, è anzi proprio il film dell’attore statunitense ad aver scavato nei meandri della propria cinematografia nazionale e averne tirato fuori uno dei titoli più conosciuti dal panorama mondiale. Se il primo, già citato, film È nata una stella è uscito nel 1937, a seguire nel 1954 è arrivata la versione con Judy Garland diretta da George Cukor, mentre Barbra Streisand e Kris Kristofferson sono stati la coppia di protagonisti dell’adattamento del 1976 diretto da Frank Pierson. Tutte eccellenti dimostrazioni che, quando si ha un’ottima storia, è ben difficile poter sbagliare.

 

7) I tempi che cambiano

 

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Facendo, inoltre, un excursus tra le quattro pellicole dedicate a A Star Is Born è possibile vedere il lavoro di adattamento che è stato fatto da Bradley Cooper e che ha portato sotto la sua visione registica. L’impeccabilità delle trasposizioni della storia dei due protagonisti è riscontrabile in ognuno dei quattro titoli dedicati a una narrazione che, ogni volta, gli autori hanno saputo modellare sui tempi in cui andava ambientandosi. Inizialmente, il personaggio femminile del primo A Star is Born, non era una giovane in cerca di successo nel mondo della musica, bensì un’aspirante attrice che vuole cercare la propria strada sui set di Hollywood. E così è anche per il personaggio di Judy Garland, sebbene nel 1954 la donna tenta una via ambivalente, che va coronandosi sia in ambito musicale che recitativo, soprattutto nella summa delle pellicole musicali. È solo con protagonista la Streisand che il personaggio si dedica al mondo dei concerti, della musica, del rock, che nel 2018 ha un’ulteriore trasformazione per Lady Gaga, con la sua Ally immersa nell’universo pop.

 

8) L’espressione massima dell’amore 

 

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Sicuramente quella tra Ally e Jackson non è la relazione ideale. C’è un elemento tossico nella reciprocità dei sentimenti l’uno dell’altra, con l’uomo che non riesce ad uscire dal girone dell’alcol e la donna che tenta di salvaguardarlo anche se non per questo è pronta a rinunciare del tutto alla sua carriera. Alla base, però, di A Star Is Born è riscontrabile quella che è forse la storia d’amore assoluta più bella che sia mai stata scritta. E non si parla di gusto o sensazioni, ma di dinamiche. Non si tratta, solamente, di un uomo che incontra una donna fino a portarla al successo, bensì di una persona che riscontra in un animo affine al suo l’amore per un’arte che entrambi condividono e in cui uno dei due sa che l’altro non potrà farne mai a meno. Da qui l’impegno, le lacrime, il sacrificio. Anche il doloroso epilogo. Perché non ci sarebbe nulla di più terribile che spegnere una stella.

 

9) Sam Elliot è il fratello Bobby

 

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Bradley Cooper è andato esplorando maggiormente il passato del suo Jackson Maine affiancando al suo personaggio la figura fraterna di Bobby Maine, che non solo ricopre il ruolo di aiutante attivo nei tour e nella carriera della rockstar, ma vista la grande differenza di età e un’infanzia poco ordinaria assume agli occhi del fratello minore un ruolo simile a quello paterno. Indagare con intimità il rapporto tra questi due personaggi maschili ha saputo dare consistenza ad entrambi i ruoli, sia a quello già ben delineato di Jackson, ma ancor più a quello più piccolo e circoscritto di Sam Elliot, che grazie alla scrittura attenta del suo Bobby, ha saputo restituire attimi di estrema intensità all’interno della pellicola.

 

10) Premi e riconoscimenti

 

a star is born

Oltre alla già citata statuetta per la miglior canzone a Shallow, A Star Is Born è stato inserito nella lista dei migliori film del 2018 dall’American Film Institute. Effettivamente la pellicola fa parte di un’annata alquanto fortunata per i grandi titoli, che durante l’award season l’hanno vista gareggiare accanto ad altrettanti titoli di rilevanza, da Vice a BlacKkKlansman, da Roma a La Favorita. E sicuramente è il miglior film musicale di quell’anno…non certo Bohemian Rhapsody.