Lo spot della settima puntata di WandaVision è fondamentale, Agnes è chi immaginavamo fosse e Wanda potrebbe realmente essere la cattiva

Come avevamo riportato nel nostro commento della scorsa settimana per l’episodio 1×6 (da poter leggere qui), la puntata anni Novanta di WandaVision che esplorava l’arrivo di Pietro e trasportava Visione al di là del campo di forze che capeggia su WestView non era stata tra le più entusiasmanti rilasciate su Disney +. Pur con una parte finale devastante, sia nella possibilità di vedere Visione andare ulteriormente a pezzi, sia con la qualità della Marvel portata sempre al massimo delle proprie potenzialità, il sesto episodio non aveva voluto appagare la nostra sete di domande che, arrivati alle ultime puntate della serie, chiede a gran voce di essere soddisfatta. 

Dopo il colpo di scena dell’arrivo del Pietro di Evan Peters, infatti, WandaVision aveva offerto un ulteriore ponte di collegamento tra il disvelamento di un evento significativo e un’altra scoperta che avrebbe segnato, per l’appunto, l’episodio sette del prodotto seriale, preparando così a ulteriori rivelazioni, sacrificando dunque un po’ il proprio contenuto nel mezzo. L’esigenza che, ormai, sentiamo premere irrefrenabile nei confronti della serie ideata da Jac Schaeffer, è quella di giungere alla spiegazione della realtà alterata di WestView, venendo però sorpresi ogni volta dalle incredibili trovate che la serie ha saputo inserire e che, per il finale, si rivelano grandiose vista la portata della settima puntata.

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SPOILER ALERT!
DA QUI LA LETTURA È CONSIGLIATA A CHI HA VISTO LA SETTIMA PUNTATA

La prima grande rivelazione di cui, in fondo, eravamo tutti ormai a conoscenza, è l’identità della vicina chiacchierona Agnes che, in realtà, vede il travestimento del personaggio di Agatha Harkness. La meravigliosa Kathryn Hahn, occhi viola e una presenza sempre più imprescindibile nelle fila della serie, conduce la protagonista Wanda fin nell’oscurità del suo seminterrato per confessare la propria identità alla donna, alla ricerca dei suoi due gemelli improvvisamente – e a fine episodio ancora – scomparsi. 

La scoperta che Agnes sia, in verità, Agatha Harkness non sorprende nessuno, soprattutto se si vanno ripercorrendo tutte le teorie che hanno accompagnato nelle settimane il personaggio dell’attrice. Volontà indubbiamente della Marvel stessa, che ha spinto il pubblico verso la direzione di scoprire da sé chi era a celarsi dietro al personaggio. Non si parla, dunque, di prevedibilità. Prevedibilità che dovrebbe essere bandita dal vocabolario delle parole con cui riferirsi alla Marvel, soprattutto quando ci si rivolge ad un prodotto come WandaVision. Perché la prevedibilità non comporterebbe la disseminazione precisa e costante di indizi da dover scovare, non significherebbe instaurare continui dubbi nello spettatore che, da solo, può provare la soddisfazione di arrivare a vedere la propria intuizione concretizzarsi.

In più è la maniera stessa con cui Agatha viene introdotta ad elevare a un altro livello la presentazione e il rilevamento del personaggio della Hahn. Giunti alla settima puntata, coscienti che il proprio pubblico non è stato certo con le mani in mano aspettando settimana dopo settimana di scoprire cosa sarebbe accaduto ai suoi supereroi, la Marvel era ben cosciente della possibilità che lo spettatore sapesse esattamente chi fosse la cara vicina. Ecco dunque che, nel momento in cui si presenta per la prima volta nella sua natura a noi e “all’amica” Wanda, Agatha ci regala una sua personale sigla che è già tormentone dell’universo Marvel, che conquista più di tutti i jingle raggruppati insieme della serie, battendo anche quello della medesima puntata il quale si rifà alla sigla del cult comico The Office.

L’entusiasmo è davvero tanto per Agatha Harkness, al punto che risulta difficile riuscire a poter parlare d’altro. Ma il settimo episodio ci ha offerto anche ulteriori spunti da dover analizzare, il che ci porta a dire qui il nostro “Arrivederci!” alla strega, pur coscienti di non veder l’ora di poter tornare presto a parlarne.

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Sicuramente altro girl power, di una serie che sta tirando sempre più fuori la sua carica femminile, ci viene da quella Monica Rambeau la quale mostra, come avevamo supposto anche in questo caso, i suoi nuovi poteri. Le cellule del personaggio sono state modificate dal continuo passare e ri-passare per la cupola che delimita la prigione di WestView. E la forza della donna viene sottolineata dalla facilità con cui sembra abituarsi subito alle sue nuove abilità, le quali devono ancora indicarci correttamente quale supereroe andrà a ricoprire nella Fase 4. C’è chi, prima ancora della comparsa dei suoi poteri, aveva ipotizzato che Monica avrebbe potuto seguire la scia della cara zia Carol Danvers (la supereroina Captain Marvel), a cui la donna sembrerebbe riservare, o così lascia intendere WandaVision, non pochi rancori.

Molti, però, sono portati a sperare che il personaggio in realtà possa andare a rivestire il ruolo di un altro personaggio dell’universo Marvel, ossia Photon. È bene però fare una specifica: in verità Monica nei fumetti assume diversi ruoli, che cambiano per l’appunto da Captain Marvel a Photon, fino a Pulsan e Spectrum. Di certo, in qualsiasi versione il personaggio si presenti, quello che sappiamo dalle narrazioni supereroistiche è che Monica ha la capacità di trasformasi in qualsiasi forma di energia, il che la rende estremamente potente.

Potenza che le servirà visto che, per la prima volta nelle sette puntate, la serie riserva una scena post-credit che la vede interagire con Pietro. Non proprio interagire, piuttosto venir beccata da Quicksilver dopo aver tentato di affrontare Wanda, quest’ultima condotta nella casa di Agnes, intorno a cui Monica va cercando un’entrata. Di certo l’incontro tra i due è breve e si chiude con un tenore negativo, se si pensa che solo qualche minuto prima si è scoperto che anche Pietro è stato “mosso” dalla magia di Agatha. 

La strega che ha generato scompiglio a WestView infatti viene mostrata mentre controlla Pietro nella scena del ritorno che ha fatto scalpore durante la quinta puntata. Anche questo va a confermare i sospetti attorno al personaggio di Evan Peters, la cui aria da impostore era chiara ed eccessivamente curiosa nella sesta puntata, anche se ancora non si conoscono bene i collegamenti che lo legano ad Agatha. È un suo alleato? Sa cosa sta facendo? È realmente il Pietro degli X-Men o solamente una proiezione? Ma, ancora di più, quanto il multiverso entrerà nel vivo di WandaVision e WandaVision entrerà nel vivo del multiverso?

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È qui che la pubblicità del settimo episodio ci torna in aiuto. Lasciata alle spalle l’inquietudine dello Yo-Magic, il quale andava evidenziando lo stato d’animo di Wanda e il suo ricorrere alla magia anche lì dove a volte è impossibile poter risolvere i propri traumi, il medicinale Nexus sembra avere un’attinenza quanto meno esplicativa sulle sorti di WandaVision. Lo spot, presa in giro delle tipiche pubblicità sui farmaci, non solo sottolinea ancora una volta come, arrivati a un punto di non ritorno, non si può fare nulla se non accettare che “il mondo non ruota intorno a voi” (“Oppure sì?”), che pur dopo aver sorriso, essersi rilassati, aver cercato di non pensare, alla fine il dolore torna sempre. Nexus potrebbe addirittura riferirsi al Nexus di tutte le realtà (Nexus of All Realities), un gateway interdimensionale che fornisce un percorso a tutte le realtà possibili, anche realtà dentro ad altre realtà. 

Poco si sa al riguardo, se sia stato creato da qualcuno o sia solamente un modo per il multiverso di far incontrare tutte le realtà. Nexus, però, viene utilizzato nella Marvel anche per indicare gli Esseri Nexus (Nexus Beings), entità individuali con la capacità di poter influenzare le probabilità alternado il flusso dell’universo. Modificare le probabilità è un modo per cambiare il futuro. Gli Esseri Nexus sono assai rari e si presume ne esista solamente uno per ogni mondo parallelo del multiverso. E, tra gli Esseri Nexus, a comparire è proprio Scarlet Witch.

È probabile che questa pubblicità-pillola potrà avere un vero e ulteriore sviluppo nelle prossime puntate. Sta però di fatto che, subito dopo lo spot, ad ingerire un farmaco non ben identificato è proprio Wanda. La scatola che tiene in mano è diversa da quella che compare nello spot, ma non è detto che una pastiglia Nexus non possa essere finita tra le mani della protagonista. E, in caso, chi gliela avrebbe prescritta? Certamente Wanda è nel suo momento di maggior crisi nella settima puntata: non riesce più a controllare la messinscena della sua sitcom, sembra impedire a Visione di tornare, il che separa completamente i due personaggi (Visione che, dopo una lunga conversazione con Darcy Lewis apprende della sua doppia morte e, per la seconda volta nella serie, viene nominato Ultron), e pronuncia la frase attorno a cui ruota il mistero della serie. “Forse sono davvero la cattiva.”.

Di certo Wanda potrebbe diventare davvero la cattiva visto che, da quello che la sequenza finale presenta, Agatha ne prende il controllo della mente. Anche se è un altro il villain di cui si mormora e che, segretamente, stiamo aspettando, ma soprattutto di cui parleremo presto… Insomma, che dire. “I’m fine”.