I fumetti continuano a pervadere il mondo e lo fanno anche in Flora & Ulisse, tratteggiando la storia di uno scoiattolo supereroe

Ormai il cinema non è pieno solamente di film sui supereroi, ma di film che prendono direttamente spunto da quest’ultimi. Che siano in forma stampata o nella loro versione filmica, gli eroi di universi come quelli della Marvel o della DC non solo hanno invaso la filmografia mondiale sbancando ai botteghini e creando i più grandi fandom del decennio, ma si sono espansi a macchia d’olio tanto che anche gli altri prodotti audiovisivi ne attingono ora per le loro storie, traendo ispirazione dalle figure di questi uomini e donne in calzamaglia – o armatura, o mantello, o qualsiasi altro travestimento.

La Disney non è rimasta esclusa e sembra che alla casa di topolino non basti possedere al proprio interno un marchio come quello capitanato dal presidente dei Marvel Studios Kevin Feige, sostenendo anche quei racconti che con Iron Man o gli Avengers non hanno direttamente a che fare. È quello che accade con Flora & Ulisse, che dei fumetti fa il proprio contorno per porre al centro della narrazione un supereroe alquanto speciale, degno di alcuni compagni marveliani quali il procione Rocket, conosciuto per i Guardiani della Galassia, o il meno noto eppure presente nei fumetti Lockjaw, enorme bulldog della razza degli Inumani.

flora & Ulisse

Una giovane protagonista tra cinismo e speranza

Il supereroe di Flora & Ulisse è niente meno che uno scoiattolo, salvato dalle grinfie di una aspirapolvere impazzita e centrifugato a dovere fino ad acquistare dei poteri che lo rendono incredibilmente forte, che gli permettono di volare, che ancor più riuniscono una famiglia che sembrava essersi persa non sapendo come ritrovarsi. Questo è il suo scopo, quello che ha ogni eroe. E ad aiutarlo a portarlo a compimento è la sua amica Flora (Matilda Lawler), fervida sostenitrice del cinismo, ma silenziosamente sospinta da una grande speranza.

Camuffando la storia di Flora & Ulisse nell’epopea eroica di uno scoiattolo che scrive poesie, aggiungendo l’irrealtà che contribuisce a vivere una vita ordinaria immergendola nelle potenzialità della fantasia, il film di Lena Kahn pone al centro del proprio nucleo narrativo un elemento immaginifico che possa contribuire a raccontare le difficoltà di una famiglia che ha perso irrimediabilmente la fiducia. Fiducia in se stessa, fiducia nelle proprie potenzialità. Fiducia nel ricordare che, a volte, basta rimanere vicini, aprirsi alle persone, sapere come tornare. 

Una pellicola con una protagonista, la piccola Matilda Lawler, per cui si simpatizza non solo per la sua quadrata pragmaticità, per l’analitica osservazione dei fatti, per la maturità che compara e, a volte, oltrepassa quella due suoi due genitori allo sbaraglio. La giovane Flora ha il binarismo che fa incontrare raziocinio e incanto, impossibile con possibilità. La meraviglia di una ragazzina che, pur nella sua praticità, sa credere e sostenere un supereroe anche e soprattutto quando ha la forma di uno scoiattolo. Il che contribuisce alla scrittura di un personaggio di cui è piacevole seguire avventure e insegnamenti, quelli che riceverà dalle sue peripezie e che impartisce allo spettatore senza tralasciare mai lo svago.

 

flora & ulisse

Il vero scopo: essere figli e genitori

A collaborare con Flora sono il piccolo amico William Spiver dell’interprete Benjamin Evan Ainsworth, coetaneo della protagonista e affetto da cecità isterica, e il padre affettuoso quanto bizzarro del comico Ben Schwartz, squadra improbabile e per questo vincente dell’eroico Ulisse, intenti a proteggerlo da una guardia forestale realmente ossessionata dal catturare scoiattoli. E, in Flora & Ulisse, a venir ritrovata è la Lily Aldrin di How I Met Your Mother, l’attrice Alyson Hannigan, a completare così il quadro famigliare che cercherà di uscire risanato dalla missione supereroistica della protagonista e del suo peloso amico, sconfiggendo le perplessità e indirizzandosi tutti verso lo stesso scopo.

Quello che, infatti, più di qualsiasi altro superpotere fuoriesce dal film di Disney +, è ciò che i figli significano per i propri genitori e ciò che i genitori significano per i propri figli. L’unione risanata che spinge a comprendere che, nonostante le momentanee sconfitte, nonostante la mancanza di quelle prospettive che ci si era prefissati, ci si può sempre ritrovare. Ricordando allo spettatore che soltanto con la speranza, quella tanto screditata da Flora eppure ben presto rivalutata, si può ricominciare a guardare alla bellezza di chi e di cosa abbiamo attorno. L’originale Disney + è così un film che riesce a raggiungere il suo obiettivo, proprio mentre persegue quello del suo scoiattolo protagonista.