L’Ultimo Paradiso è un film sulla lotta contadina e un forte amore, di cui parlano il regista Rocco Ricciardulli, il protagonista Riccardo Scamarcio e le attrici Gaia Bermani Amaral e Valentina Cervi.

Riccardo Scamarcio torna a produrre e a lavorare a stretto giro sulla sceneggiatura con la nuova opera L’Ultimo Paradiso (leggi qui la nostra recensione), film in arrivo dal 5 febbraio sulla piattaforma Netflix su un soggetto del regista Rocco Ricciardulli. Una storia nata in terra lucana e riportata, cinematograficamente, grazie alla Murgia pugliese, luoghi appartenenti ad attore e autore, che insieme hanno voluto guardare alla lotta contadina del tempo mischiata a una travolgente storia d’amore. È Ciccio il personaggio interpretato da Scamarcio, su cui l’interprete ha lavorato sia in scrittura che sul set, affiancando Ricciardulli e segnando un altro tassello del suo impegno produttivo, intrapreso ormai da diverso tempo: “Essendoci ad oggi tanti attori che sono passati alla regia, non volevo appesantire il cinema italiano con un’altra figura simile. Ecco dunque il mio lavoro nella produzione delle opere che mi interessano e devo dire che avere la fortuna di poter mettere su un progetto da zero è davvero un privilegio.”.

Un’apertura che collega parte creativa e parte organizzativa per Riccardo Scamarcio, per un film poi come L’Ultimo Paradiso che è andato montandosi su circa tre milioni di euro e che vede l’interprete intento ad affiancare Ricciardulli per la formazione della formula stilistica del racconto: “Con Rocco ho utilizzato lo stesso metodo di scrittura che ho sperimentato con progetti precedenti, come ad esempio Pericle il nero assieme a Stefano Mordini. È una sorta di work in progress, il che comporta certamente dei rischi, ma riuscire ad essere più elastici porta anche i propri frutti. In questo caso come nel finale, scritto letteralmente dieci giorni prima di girarlo.”.

L'ultimo Paradiso

Ciò, però, su cui si basa L’Ultimo Paradiso è una pièce teatrale originariamente ideata dal solo Rocco Ricciardulli, che ha trovato nella storia delle proprie radici un racconto vero ed emozionane: “Il soggetto dell’opera teatrale si basava su un racconto di mia madre. Dapprima ho proposto il progetto a Riccardo, poi appena è salito a bordo la sceneggiatura è drasticamente cambiata. Si tratta di una rimessa in gioco dei protagonisti del film, una narrazione che si ispira alla vita vera e che inquadra dinamiche che, a parer mio, non sono poi tanto cambiate ad oggi, sono soltanto gli attori sociali quelli che si sono modificati. Le ragazzine nel brindisino dove stavo io non sono poi così diverse da quegli immigrati che oggi prendono due euro all’ora per lavorare nei campi.”.

“È nel finale, però, che ci siamo voluti astrarre da questa storia così reale, abbiamo cercando uno sguardo che portasse ad un’allegoria. Certo la scelta è stata rischiosa, ne eravamo consapevoli o incoscienti? Non so dirlo. Quello che è certo è che c’è stato un grande impegno creativo.” ha continuato Scamarcio “Per il resto del film, invece, abbiamo ricercato una libertà che nell’opera è impedita dallo sfruttamento e dalla disparità. Ma è, insieme, anche un ritorno alle radici, il non riuscire a star lontano da dove si è nati. In più del mio Ciccio mi piace il fatto che non è un personaggio con cui il pubblico può aderire al cento per cento, ha un incosciente egoismo di fondo, ma dimostra di portare una tridimensionalità che è ciò che mi piace dei protagonisti al cinema.”

L'ultimo Paradiso

Ad affiancare in terre pugliesi Ricciardulli e Scamarcio compaiono le attrici Gaia Bermani Amaral e Valentina Cervi, donne agli opposti nell’opera Netflix. “Il mio personaggio di Bianca lo definirei moderno perché rappresenta la donna di oggi che cerca riscatto e giustizia.” commenta la Amaral il suo ruolo “Non vuole sottostare alle regole di quella sua casa. Ci sono tutt’oggi diverse discrepanze dal punto di vista sociale e Bianca la vedo come un ponte tra il passato e la contemporaneità. Bianca vuole imporre la propria identità, dire: io esisto. Per questo si ribella al padre-padrone e al fratello violento. Vuole cambiare la propria posizione e lo fa con una caparbietà che le invidio. Perché anche io, come lei, sono molto spontanea, ma sento che vorrei un po’ del suo coraggio”.

A fare da contraltare al personaggio di Bianca, invece, ecco comparire la Lucia della Cervi, nel film moglie di quel Ciccio amante delle donne: “Lucia è l’opposto di Bianca anche rispetto alla condizione famigliare che vivono. Se la casa di Bianca ha una stretta molto maschile, nella famiglia di Ciccio sono le donne quelle che mandano avanti la baracca, che vivono tutte insieme e cercano addirittura di comprendere il maschio in tutte le sue derive. E, questa comprensione, prova anche a capire le direzioni che l’amore può prendere. Inoltre Riccardo è un ottimo collega da avere accanto.” conclude Valentina Cervi “E anche Rocco, che è stato attento a restituire le atmosfere, i toni, persino gli odori necessari per portare al meglio in scena il film.”

Opera che Ricciardulli ha girato nel suo nido pugliese, dove insieme a “l’amore per gli attori con cui spero sempre di passare del tempo prima delle riprese” ha anche mescolato quello per dei territori che si legano sia alla sua infanzia che a quella di Riccardo Scamarcio. Commenta infatti le location l’attore: “Ho sempre mantenuto una vicinanza alla mia terra, non posso dire di essermene mai realmente andato. Tra l’altro nel film abbiamo inserito un posto dove, quando ero piccolo, andavo con mio padre in cerca di funghi. L’Ultimo Paradiso inoltre è stato girato a Gravina, di cui porto anche le origini di mia madre. C’è un meraviglioso ponte romano che abbiamo inquadrato e in più era perfetto come posto perché c’erano sia esterni che interni da poter utilizzare senza metterci troppo la mano.”. Luoghi che la regia di Ricciardulli è andato inoltre a sottolineare tramite la scenografia e le luci, dove “ho inquadrato gli interni come bui in quanto rappresentavano l’animo soffocato di Ciccio, mentre l’esterno era sempre ben illuminato” conclude l’autore.

Una pellicola di appartenenza, di affezione, di lotta di classe e, soprattutto, d’amore. “Quello che vivono i personaggi di Riccardo e Gaia volevo fosse reale e che facesse credere davvero alla loro volontà di viaggiare.”. Per vivere, dunque, la storia di Ciccio e Bianca potete trovare dal 5 febbraio il film L’Ultimo Paradiso, disponibile su Netflix.

SINOSSI | L’Ultimo Paradiso

Siamo nel 1958 in un piccolo paese del sud Italia. Ciccio (Riccardo Scamarcio) è un contadino di 40 anni. È sposato con Lucia (Valentina Cervi) e hanno un figlio di 7 anni. Ciccio sogna di cambiare le cose e lotta con i suoi compaesani contro chi da sempre sfrutta i più deboli. È segretamente innamorato di Bianca (Gaia Bermani Amaral), la figlia di Cumpà Schettino (Antonio Gerardi), un perfido e temuto proprietario terriero che da anni sfrutta i  contadini. Ciccio vorrebbe fuggire insieme a lei ma, non appena Cumpà Schettino verrà a conoscenza della loro relazione, una serie di eventi inizierà a sconvolgere la vita di tutti e niente sarà più come prima.