Una carriera nella serialità che continua spedita con ruoli paterni da The Mandalorian a The Last of Us, fino ad arrivare al cinema con Wonder Woman 1984

Potrebbe tranquillamente essere rinominato l’insospettabile. Questo perché potreste non averlo notato, ma Pedro Pascal ha preso parte a molti più progetti di quanti poteste immaginare, soprattutto quando si tratta di serie tv. Sono inoltre proprio i prodotti seriali ad averlo avviato alla notorietà, primo tra tutti quel Il Trono di Spade dove l’attore è riuscito a ritagliarsi il proprio spazio, trovando il modo di risaltare nonostante il tempo complessivo di sole sette puntate. Era il 2014 quando l’interprete è apparso nell’universo seriale di R. R. Martin vestendo i sontuosi e colorati abiti del principe Oberyn Martell, quella Vipera rossa dal carattere “letale, pericoloso, imprevedibile” che rimarrà nel ricordo degli appassionati anche per quella testa scoppiata che ha segnato la fine del suo personaggio nei destini de Il Trono di Spade. Ma il passo successivo è presto detto, con la serie Netflix Narcos che lo vede impegnato nelle sue prime tre stagioni.

Ma facciamo un salto indietro e ripercorriamo insieme i titoli di cui, forse, non sapete che l’attore ha fatto parte: se in The Good Wife, The Mentalist e Graceland l’attore Pascal dona una sorta di continuità ai propri ruoli spaziando dalle quattro alle dieci puntate, sono le comparsate ad arricchire il curriculum dell’interprete che, anni dopo, sarebbe stato il vero punto focale delle serie tv a cui avrebbe preso parte. Molti pochi ne saranno a conoscenza, ma Pedro Pascal è il primo essere infernale con cui si ha a che fare nella serie cult Buffy – L’ammazzavampiri, demone numero uno della puntata 1×1 della serie di Joss Whedon che ha dato il via alla schiera di nemici della giovane Cacciatrice.

Pedro pascal

Dalle poche puntate in tv ai grandi ruoli al cinema

Ma è anche in Law & Order – I due volti della giustizia che Pedro Pascal fa capolino con un solo episodio, evento che si ripeterà con Nurse Jackie – Terapia d’urto, CSI – Scena del crimine e Homeland – Caccia alla spia. Una carriera che sembrerebbe segnata nella fortuna della serialità e così è stato, anche se nel 2016, dopo un paio di precedenti apparizioni, ecco arrivare per Pascal l’occasione da grande schermo. Non si tratterà dell’opera d’autore o il titolo rivoluzionario del panorama cinematografico, ma a fare la prima fortuna in sala dell’attore è un blockbuster accanto a Matt Damon come quello di The Great Wall, che sembra assicurargli, solo nei due anni successivi, un ruolo di richiamo in un paio di produzioni arrivate al loro sequel: Kingsman – Il cerchio d’oro e Equilizer 2 – Senza perdono

L’incredibile fascino di questo interprete dalle origini latine, alimentato dall’apparente inconsapevolezza che sembra avere del suo stesso charme, va a conquistare un pubblico che è andato nel tempo sempre più ad inseguire la carriera di questo intrigante attore, capace di stendere con uno sguardo e affabulare con la semplice curva di un sorriso. Anche quando i risultati dei lavori a cui va prendendo parte non raggiungono i risultati auspicati, memore quel Wonder Woman 1984 che, pur nel caos generale generato dalla pellicola, vede comunque risaltare il villain di Pascal e le motivazioni che lo muovono. Sicuramente comunque una conquista quella di essere scelto per dare corpo ad una delle narrazioni cinematografiche della DC, soprattutto se – come dichiarato al magazine RivistaStudio – uno dei primi film che ricorda della sua infanzia è proprio il Superman di Christopher Reeve.

pedro pascal

Un attore di altri tempi, parola di Jon Favreau

Forse, però, quel bambino non poteva immaginare che, un giorno, sarebbe diventato un eroe a sua volta, merito della propria classe e di un’avvenenza appartenente a tutt’altra categoria, quella di chi riesce ad attirare su di sé l’attenzione anche grazie alla voluttuosità della propria voce. Veicolo principale per l’interpretazione del suo protagonista in The Mandalorian per cui l’ideatore della serie Jon Favreau ha lottato, con l’attore impegnato su set e progetti differenti, ma talmente voluto dall’autore che per Pedro Pascal è stato impossibile rifiutare. Ed è proprio quel modo d’essere, di sembrare, che ha stregato tanto Favreau quanto il pubblico, il quale ritiene che l’attore: «Fa l’effetto di una star del cinema d’altri tempi, per il suo fascino e il suo stile di recitazione».

Un lavoro, quello sull’interpretazione di Mando, che pur non vedendo sempre il corpo di Pascal prestato per gli episodi della serie, ha saputo comunque permettere allo spettatore di affezionarsi non solo al piccolo Baby Yoda che il protagonista cerca di proteggere, ma allo stesso cacciatore di taglie, mai convolto prima in un rapporto tanto profondo, di cui cogliamo ogni sfumatura dalle inclinazioni del tono di voce del suo interprete. Nella paradossale condizione in cui il protagonista appartenete ai mandaloriani, di cui rispetta doveri e principi, indossa costantemente il metallico elmo, il volto di Pedro Pascal grazie alla serie di Star Wars è diventato tra i più popolari della scena seriale moderna, che vuole riconfermarne la figura surrogante paterna con il prossimo ruolo per cui è stato scelto: il Joel di The Last of Us. Una star al massimo del suo splendore, fratello amorevole della sorella transessuale Lux Pascal e con il sogno di finire dentro storie come quella di E.T – L’extraterreste. Il percorso di Pedro Pascal nell’industria dello spettacolo speriamo sia sono all’inizio, affamati come siamo di scoprire quanti più lati possibili di questo ammaliante attore. 

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